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Cartesio affermava che dedicava solo qualche ora all’anno ai pensieri intellettuali: noi, invece, nemmeno più quelle?
Osservare le nuvole, aiutati da Kant e Husserl, può farci scoprire come funziona la nostra mente e aiutarci nel pensiero.
Kierkegaard aiuta a capire che l’angoscia non è una trappola: è la vertigine della libertà che si manifesta quando comprendiamo che le nostre scelte per il futuro ci definiscono.
È possibile intendere il tempo in maniera diversa da quello classico di una linea retta, dando invece importanza al nostro io?
Da cosa siamo maggiormente definiti: dalla natura o dalla cultura? Che senso ha, oggi, questo dibattito secolare?
Che interpretazione etica può nascondere un sorpasso in moto che causa la caduta di un altro motociclista in gara?
In un mondo che spinge all’immediatezza delle risposte, Rilke ci ricorda il valore dell’attesa e della pazienza.
La componente di gioco che caratterizza il linguaggio può essere utile nella sua decostruzione in relazione alla pratica coloniale.
L’idea quotidiana di amore nasconde l’implicito di non bastarsi da sé soli, ma di aver bisogno che un altro ci completi?
Accogliere anche una narrazione femminile della guerra potrebbe aiutare a comprenderne meglio alcuni meccanismi e il ruolo attivo delle donne.
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