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La rivoluzione (con le sue alterazioni e innovazioni) può spingere la filosofia a ritrovare la propria utilità pubblica, come per il tema delle intelligenze artificiali.
Riflettiamo insieme sulle possibilità e limitazioni dei “robot sessuali” nel dibattito sulla sessualità, sul consenso e sull’educazione.
L’autonomia che vale la pena difendere è un intreccio fragile tra esperienza, immaginazione e valori, eroso sia dall’invadenza delle istituzioni che dalla violenza muta del dolore.
Immaginare una vita nella quale tutti i bisogni possano essere soddisfatti digitalmente è una distopia o il futuro che ci aspetta?
Le intelligenze artificiali generative stanno ridefinendo anche il nostro rapporto con la meraviglia e la conoscenza a essa legata?
Attraverso gli strumenti AI produttivi di immagini sembra stia venendo meno l’autorialità: anche l’originalità e la creatività?
La mente umana trascende ogni macchina? O le macchine possono ridurre la mente a calcolo? Seguiamo Gödel e approfondiamo i suoi spunti.
Secondo la filosofa Spivak, in occidente è operante una clitoridectomia simbolica. La prima mappatura 3D dei nervi della clitoride potrebbe aiutare a superare la visione androcentrica in campo scientifico e sociale.
Comprendere la forma di esistenza dell’intelligenza artificiale può aiutarci a umanizzare la tecnica, invece che tecnicizzare l’umano?
Foucault e il panopticon ci aiutano a comprendere le dinamiche di controllo sui social, senza demonizzarli ma analizzandoli criticamente.
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