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clitoridectomia

La mappa 3D dei nervi clitoridei contro la clitoridectomia simbolica

Ad Amsterdam, a marzo 2026, dei ricercatori del Centro medico universitario, hanno realizzato la prima mappatura 3D dei nervi della clitoride, un traguardo che segna un passaggio importante per contrastare quella che Gayatri Spivak ha definito «clitoridectomia simbolica». Per secoli, questo organo è stato relegato allinvisibilità nel discorso medico e sociale, a causa della sua funzione esclusivamente legata al piacere e slegata dalla procreazione. La recente notizia della prima mappatura 3D completa dei nervi della clitoride segna uno spartiacque fondamentale non solo per la medicina di genere, ma anche per la storia della soggettività femminile.

Nel suo saggio del 1981,  Il femminismo francese in un contesto internazionale, Gayatri Chakravorty Spivak ha introdotto il concetto di clitoridectomia simbolica per spiegare come la cultura occidentale e patriarcale nasconda, o elimini, la clitoride nella comprensione del corpo e del piacere femminile. Spivak suggerisce che non solo quest’organo viene rimosso in alcuni Paesi tramite pratiche fisiche, come la clitoridectomia, ma è stato anche ignorato dai testi di medicina e dalle teorie psicoanalitiche sull’orgasmo di Freud e Lacan. Questa seconda pratica, che è simbolica e non letterale, ha anche come effetto quello di ridurre la donna al suo ruolo di soggetto riproduttivo, cancellando il piacere non riproduttivo dalla rappresentazione della sessualità femminile. Spivak sostiene, dunque, che una clitoridectomia avvenga anche in occidente, dove la sessualità femminile è modellata per allinearsi a una norma patriarcale che invisibilizza lorgano del piacere femminile.

Fino a tempi recentissimi, infatti, lanatomia femminile non è stata studiata direttamente, ma dedotta da quella maschile. La medicina ha spesso assimilato la clitoride a un pene menomato o a unassenza. Il fatto che sia stata realizzata la mappatura 3D consente di avere una migliore comprensione di quest’organo ma il fatto che sia stata realizzata 30 anni dopo quella del pene dimostra come la medicina parta da un corpo maschile. La medicina, inoltre, è arrivata a considerare la clitoride dopo le femministe. Paradossalmente, la clitoride è stata integrata formalmente nel discorso medico come organo centrale della sessualità femminile solo verso la fine del ventesimo secolo grazie a Helen O’Connell che ha mappato la sua struttura interna nel 1998. Eppure, era già emersa come locus politico sin dagli anni Settanta. Questa inversione temporale è significativa: gli interventi delle femministe della seconda ondata hanno fatto sì che la clitoride acquisisse una radicale potenza simbolica prima ancora di essere pienamente riconosciuta a livello anatomico.

Per esempio, nel suo saggio Il mito dell’orgasmo vaginale (1968), Anne Koedt ha denunciato come la distinzione tra orgasmo clitorideo (infantile) e vaginale (maturo) fosse priva di fondamento scientifico e servisse solo a mantenere il primato del piacere maschile e della penetrazione. Lo stesso ha fatto Luce Irigaray nell’opera Speculum (1974), critica della psicoanalisi lacaniana. Infine, ne La donna clitoridea e la donna vaginale (1971), Lonzi ha rivendicato la clitoride come organo a pieno titolo, sostenendo che il piacere clitorideo restituisca alla donna un’autonomia libera da dinamiche di dominio.

Sebbene l’identificazione del sesso femminile esclusivamente con la clitoride, sostenuta con forza da Carla Lonzi quando scriveva che «il sesso femminile è la clitoride», sia oggi riduttiva per definire l’intera complessità dell’autonomia di tutte le donne, rimane una tappa teorica imprescindibile. Ridurre l’autonomia femminile a un unico organo rischia di semplificare eccessivamente una soggettività che è invece pluralità e differenza. Tuttavia, la centralità della clitoride nelle riflessioni degli anni ’70 e la sua recente mappatura 3D sono fondamentali per svelare i meccanismi della medicina di genere e la storica cancellazione del corpo femminile dal sapere scientifico.

Dunque, mentre il sapere androcentrico ha storicamente utilizzato lo speculum per indagare il corpo femminile in funzione della penetrazione, queste moderne tecnologie di imaging e la realizzazione della mappa 3D dei nervi della clitoride restituiscono oggi un’immagine complessa e autonoma della sessualità femminile, oltre che fornire indicazioni per la chirurgia ricostruttiva della clitoride, le operazioni di riassegnazione di genere e il trattamento del cancro alla vulva.

 

NOTE
[Photo credit Becca Tapert via unsplash.com]

Andreea Elena Gabara

in continua ricerca, sensibile, dinamica

La mia vita è caratterizzata da due ricerche, una artistica e corporea e una filosofica e mentale: sono, infatti, una danzatrice contemporanea, diplomata al Teatro Carcano, e studio Filosofia all’Università degli Studi di Milano. I temi su cui queste due ricerche si concentrano sono l’Altro e le relazioni interpersonali, l’esistenza e la sua insostenibile leggerezza […]

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