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Il ghosting e la fuga dall’Altro: quando sparire è negare

I messaggi restano senza risposta. Le chiamate cadono nel vuoto. La persona con cui si parlava ogni giorno, con cui si condividevano progetti o sentimenti, semplicemente scompare. Nessuna spiegazione, nessun confronto, nessuna chiusura: solo silenzio. Il ghosting è diventato una delle esperienze relazionali più comuni dellera digitale. Può accadere dopo alcuni appuntamenti, in amicizie di lunga data, persino in relazioni serie. La persona ghostata resta sospesa in un limbo di domande senza risposta: cosa è successo? Ho fatto qualcosa di sbagliato? Perché non merito nemmeno una spiegazione? Chi ghosta, dallaltra parte, spesso considera questo comportamento la via più semplice per uscire da una situazione scomoda. Ma cè qualcosa di profondamente inquietante in questa sparizione: non è solo maleducazione o immaturità. È un atto che nega lesistenza stessa dellaltro come persona.

Emmanuel Lévinas, filosofo del Novecento sopravvissuto allOlocausto, ha posto al centro della sua riflessione etica la questione dellAltro. Per Lévinas, letica non nasce da principi astratti o da contratti sociali, ma dallincontro con il volto dellaltro essere umano. Il volto non è semplicemente laspetto fisico ma la presenza dellAltro nella sua vulnerabilità e nella sua alterità irriducibile. Come scrive Lévinas, «il volto si rifiuta al possesso, ai miei poteri. Nella sua epifania, nellespressione, il sensibile ancora afferrabile si tramuta in resistenza totale alla presa» (E. Lévinas, Totalità e infinito, Jaca Book, Milano 2018, p. 216). Questo incontro con il volto genera una responsabilità che precede qualsiasi nostra scelta: siamo chiamati a rispondere allAltro prima ancora di decidere se vogliamo farlo. Letica, per Lévinas, non è unopzione ma una chiamata ineludibile.

Il ghosting rappresenta il tentativo di sottrarsi esattamente a questa chiamata. Quando blocchiamo un numero, quando smettiamo di rispondere ai messaggi, quando cancelliamo una persona dai nostri contatti e dalla nostra vita, stiamo cercando di eliminare il suo volto. LAltro diventa unimmagine digitale che possiamo rimuovere con un clic, un nome in una lista che possiamo cancellare. Ma questa rimozione tecnica non elimina la dimensione etica della relazione. La persona ghostata continua a esistere, continua a interrogarsi, continua a portare il peso di unassenza inspiegata. Lévinas ci ricorderebbe che non possiamo sottrarci alla responsabilità verso lAltro semplicemente decidendo di non vederlo più: il volto dellAltro ha già esercitato la sua chiamata etica nel momento in cui la relazione è esistita.

Le tecnologie digitali rendono il ghosting tecnicamente facile. Un tempo, evitare qualcuno richiedeva sforzo: cambiare strada, non rispondere al citofono, inventare scuse elaborate. Oggi basta smettere di rispondere, disattivare le notifiche, bloccare un contatto. Le app di messaggistica e i social media creano lillusione che le persone siano dati gestibili, presenze che possiamo aggiungere o rimuovere dalla nostra vita con la stessa facilità con cui organizziamo file in cartelle. Ma questa facilità tecnica nasconde una difficoltà etica profonda. Lévinas direbbe che la tecnologia può mediare il nostro incontro con lAltro, ma non può eliminare la responsabilità che quellincontro genera. Il volto dellAltro ci interpella anche attraverso uno schermo, anche attraverso messaggi di testo.

Perché allora ghostiamo? La risposta più immediata è levitamento del disagio. Dire a qualcuno che non vogliamo più frequentarlo, spiegare che la relazione non funziona, affrontare la sua delusione o rabbia: tutto questo richiede coraggio emotivo. Il ghosting appare come la via duscita indolore, almeno per chi scompare. Ma questa fuga dal disagio è in realtà una fuga dalla responsabilità etica fondamentale. Lévinas insiste sul fatto che lAltro ci rende responsabili anche quando preferiremmo non esserlo, anche quando questa responsabilità è pesante o scomoda. Il volto dellAltro è appello proprio perché ci costringe a uscire dal nostro egocentrismo, a riconoscere che esistono esigenze che precedono le nostre comodità.

Recuperare la dimensione etica nelle relazioni digitali significa riconoscere che le persone con cui entriamo in contatto, anche virtualmente, non sono oggetti gestibili ma volti che ci interpellano. Non si tratta di dover continuare relazioni che non vogliamo o di essere obbligati a dare infinite spiegazioni. Si tratta piuttosto di riconoscere che anche una chiusura richiede un minimo di risposta allAltro. Una frase sincera, anche breve, anche difficile da scrivere, riconosce lesistenza dellaltra persona in un modo che il silenzio non può fare. Lévinas ci insegna che letica inizia nel momento in cui rispondiamo alla chiamata dellAltro, anche quando quella risposta è solo: “Non posso continuare questa relazione”. È il rispondere stesso, non il contenuto della risposta, che ci mantiene nella dimensione umana. Il ghosting, al contrario, è il tentativo impossibile di cancellarsi dalletica, di far finta che lAltro non ci abbia mai interpellati. Ma il volto dellAltro resta, anche nel silenzio, anche nella sparizione: resta come domanda irrisolta, come responsabilità evasa, come appello che continua a risuonare.

 

NOTE
[Photo credit Jordan Andrews via unsplash.com]

Bianca Lerma

Bianca Lerma

solare, riflessiva, curiosa

Sono Bianca Lerma, scrittrice e poetessa. Vivo a Milano, ma amo viaggiare e conoscere culture, tradizioni e popoli diversi: ogni incontro arricchisce l’animo. Sono solare, ma profondamente riflessiva. È questa doppia natura che mi ha spinto ad annotare i pensieri, finché quelle note non hanno cominciato a trasformarsi in poesia. Scrivere è il mio modo […]

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