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La STEAM Education: Oltre il divario tra discipline umanistiche e scientifiche?

Da sempre è noto il divario tra cultura umanistica e scientifica, spesso considerate due mondi divergenti, in perenne conflitto tra loro. I “sostenitori” delle discipline scientifiche si accaniscono verso gli umanisti notando la loro “imprecisione”, “l’inesattezza” delle teorie o dei discorsi, quando invece il mondo scientifico si arroga la prerogativa di trasmettere dati e soluzioni certe. Viceversa, le discipline umanistiche affermano l’incapacità di quelle scientifiche di formulare un pensiero, di avere una visione critica e d’insieme e di poter considerare più punti di vista in contemporanea per poter raggiungere una soluzione flessibile.

E se invece potessimo integrare questi due macro-ambiti, creando una società che si fonda su competenze e conoscenze ibride? Se riuscissimo a creare un sistema che si avvalga di tutte e due le capacità?

Oggi si parla molto della necessità di spingere le nuove generazioni verso le cosiddette materie STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics), in quanto in Europa, ma soprattutto in Italia, si nota una bassa partecipazione a questo tipo di studi, spesso considerati riservati a “pochi” o troppo difficili1. Tale visione ha a che fare con il pregiudizio che le materie dell’ambito STEM possano essere portate avanti solo da chi possiede delle hard skills, ovvero delle abilità particolarmente tecniche e specifiche.

Proprio per far fronte a questi pregiudizi e per creare una società più integrata e rispondente alle effettive esigenze, da alcuni anni si parla di discipline STE(A)M, ovvero le discipline scientifiche accresciute dalla “A” di Arts e più in generale del pensiero umanistico. L’approccio STEAM prevede l’integrazione a tutti i livelli scolastici di percorsi che promuovano l’ibridazione delle due aree, creando dei profili più rispondenti alla versatilità del mercato del lavoro e di una società sempre più complessa e mobile. In particolare, a livello Universitario, la STEAM Education trova posto in quello che è il concetto della “doppia” laurea, ovvero la possibilità di frequentare, come capita in sistemi educativi esteri, due percorsi in contemporanea e ottenere due titoli: uno scientifico e uno umanistico. Analogamente, sempre seguendo questo tipo di approccio, l’idea è quella di inserire all’interno del piano dei corsi di laurea di uno studente che frequenta materie scientifiche, anche alcuni corsi di profilo umanistico, quali ad esempio corsi di filosofia ecc. Ma come si giustifica questo tipo di sconvolgimento educativo?

La Missione che vuole promuovere la STEAM Education è di allenare il pensiero trasversale2, evitando una istruzione a “compartimenti stagni”, che non prepara ad un mondo dinamico dove le professioni non sono più quelle tradizionali, ma spesso esigono un mix di competenze o una rivisitazione delle stesse in corso d’opera. Si pensi infatti nel mondo del lavoro quanto spesso capita di sentire che alcuni senior o middle-level vengono formati per poter colmare lacune dovute ad un cambiamento repentino delle abilità, in un mondo in cui la digitalizzazione porta a mutamenti velocissimi. Ecco dunque che l’educazione STEAM prevede di creare talenti “a tutto tondo” che possiedano delle skills ibride e in grado di fronteggiare tali evoluzioni (Deloitte, 2022 p. 58.). In una conferenza di qualche anno fa di Almalaurea è stato a questo proposito evidenziato quanto concetti quali la creatività, le capacità comunicative e la collaborazione, qualità tradizionalmente attribuite alle discipline umanistiche, siano sempre più necessarie in un mondo popolato dall’ Intelligenza Artificiale, dove i robot ricoprono e ricopriranno in futuro molte mansioni degli esseri umani, pur non potendo far proprie queste competenze. Ecco dunque la necessità di avere professionisti che possano essere depositari di tali soft skills.

D’altra parte l’istruzione di stampo STEAM risulta per molti versi alquanto sfidante e rivoluzionaria e si scontra con gli assetti tradizionalisti del nostro sistema scolastico e dei suoi sostenitori, i quali temono che a tale innovazione non corrisponda un’analoga qualità educativa. Un primo problema che apre questo tipo di istruzione è infatti quello di pensare a quale ordine e grado è più opportuno inserire tali modelli, senza perdere una base di conoscenze solida, necessaria per avere la capacità di affrontare i percorsi tematici e il pensiero trasversale.

Insomma, sfide e opportunità sono evidenti, certamente ogni scelta comporta difficoltà di cambiamento e rivalutazioni da ogni parte. Quello che è indubbio è che si richiede oggi agli esperti una costante e approfondita analisi su una società sempre più mutevole, nonché la consapevolezza che solo trovando strumenti adatti per rispondere a tali cambiamenti sarà possibile creare delle competenze che non siano obsolete.

 

NOTE
1. Cfr. Fondazione Deloitte. Si veda anche articolo precedente sul divario STEM.
2. Cfr. R. Sicurello, Orientare con le discipline STEAM, in “Excellence and innovation in learning and teaching”, V.8, n.2, 2023, pp. 51-67.
[Photo credit  via Unsplash.com]

Anna Tieppo

empatica, precisa, buffa

Sono nata a Castelfranco Veneto nel 1991, piccola cittadina murata, dove tutt’ora vivo. Dopo il liceo ho conseguito la laurea presso l’Università degli Studi di Padova in Lettere e successivamente in Filologia Moderna nel 2016, occupandomi principalmente di tematiche relative alla letteratura contemporanea. Il mio ingresso nel mondo del lavoro è stato nel settore dell’insegnamento, […]

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