Festival Biblico Conegliano 2026

Festival Biblico è il nome che portiamo. Ci chiamiamo così dal 2005, quando gli attuali enti promotori – Diocesi di Vicenza e Società San Paolo – ebbero l’intuizione di unire lo stile tipico di un festival al contenuto delle Sacre Scritture, per rileggere la contemporaneità e i fatti dell’attualità. Non abbiamo finalità confessionali, ma siamo un’esperienza spirituale e culturale aperta a chiunque voglia porsi delle domande per provare a capire qualcosa di più del mondo. Negli anni ci siamo ampliati e oggi è possibile vivere gli appuntamenti del Festival Biblico nelle diocesi e nelle provincie di Vicenza, Verona, Padova, Adria-Rovigo, Vittorio Veneto, Treviso e Chioggia, Catania e Genova secondo un calendario che abbiamo chiamato stagione culturale: il podcast da marzo in avanti; gli eventi live diffusi nelle città aderenti tra aprile e maggio; la villeggiatura a fine giugno e la scuola del pensare a ottobre.

La Chiave di Sophia cura e organizza il festival per la Diocesi di Vittorio Veneto.

22^ edizione – Conegliano – 7-10 Maggio 2026 – Il potere del limite

Il fuoco del tema della ventiduesima edizione del Festival biblico (2026) suggerito alla condizione inquieta dell’umanità attuale, è la correlazione tra limite e potere. Si vorrebbe indagarla nei suoi risvolti biblici, antropologici, sociali, geo-politici, ma anche nella sua valenza spirituale ed educativa, pur consapevoli di maneggiare qualcosa di molto complesso e non riducibile a comprensioni totalizzanti e univoche che ad un tempo in questo quadrante della storia è urgente affrontare in quanto tocca la responsabilità di ogni uomo e donna per la propria vita, quella degli altri e del mondo.
Viviamo in un’epoca che fa di tutto per rimuovere, mascherare, spostare il limite. La cultura che respiriamo ogni giorno – nei social, nella tecnologia, nella medicina, nella logica della performance – ci dice che tutto è possibile, che tutto si può avere, che tutto si può diventare. Il limite, nella nostra società, è diventato quasi una parolaccia. È percepito come ostacolo, difetto, fragilità da correggere o nascondere. Il potere, invece, tende a diventare prepotenza. Ma è proprio qui che la Bibbia con la sua saggezza millenaria capace di essere attuale e profetica per l’oggi, assieme per altro ad altre sapienze antiche e contemporanee, ci offre prospettive stimolanti. Nella Scrittura, come nell’esperienza umana, il limite ed il potere non sono soltanto una colpa né una sfortuna: sono parte integrante dell’essere umano, spazio di libertà, di responsabilità, di verità e di incontro.
In filosofia, il limite non è solo una soglia da superare, ma un confine che definisce, che rende possibile il senso, la forma, la relazione. Come scriveva Hegel, “il limite non è solo ciò che finisce una cosa, ma anche ciò che la fa essere ciò che è”. Un cerchio è tale perché ha un bordo. Una parola è comprensibile perché ha un inizio e una fine. Anche la nostra umanità è leggibile proprio perché è finita, situata, vulnerabile. Eppure, viviamo in una cultura che concepisce il limite solo come negazione: un ostacolo, una carenza, un fastidio da eliminare. Il tempo ci sembra sempre troppo poco. Il corpo è imperfetto. Le emozioni sono scomode. La vecchiaia è un difetto. Il dolore è un problema tecnico da risolvere. E nel tentativo di superare ogni vincolo, rischiamo di smarrire ciò che rende la vita davvero umana: il legame, l’ascolto, la misura, il mistero.

Tra gli ospiti: Maura Gancitano, Mariangela Gualtieri, Nicolò Govoni, Enrico Galiano, Padre Guidalmberto Bormolini, Maurizio Girolami, Rosalba Manes, Ines Testoni e molti altri. Dialoghi, spettacoli, incontri biblici, meditazioni, 15 eventi in 4 giorni.

Gli eventi del festival

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