L’Urlo di Munch e il grido degli “scartati”

L’Urlo di Munch compie 130 anni. Salvato, negli anni scorsi, dall’umidità che ne ha messo a rischio l’intenso cromatismo, l’opera continua a attrarre e a sorprendere, non solo per l’immenso valore e per ciò che rappresenta nella storia dell’arte. Munch dipinse L’Urlo per la prima volta, in una composizione da ritenersi del tutto embrionale, nel […]
La forza gentile delle donne

Quel giorno, erano le 11.30, stavo tornando a casa in macchina. Ascoltavo un po’ di musica alla radio, quando la vettura che mi precedeva si ferma di colpo. Mi accorgo di movimenti concitati nell’abitacolo. Fermo anch’io la mia corsa. Affianco l’auto. Vedo l’uomo sferrare un pugno alla donna che sedeva dietro, accanto a suo figlio. […]
Non si vive senza gli altri. Per una cultura dell’incontro

«Una certa “saggezza” ci trae in inganno sulla pace quando, per salvaguardare le apparenze dell’intesa, ci nasconde la realtà delle tensioni o coltiva l’indifferenza come condizione della tranquillità. […] Nel primo caso è un calmante, nel secondo un astensionismo» (M. de Certeau, Il tempo dei conflitti, in “Paris-Match”, 20 aprile 1963). La pace, invece, chiama […]
La bellezza educherà il mondo

Affermava Dostoevskij che «è la bellezza che salverà il mondo», non il maquillage. Eppure la cultura odierna sostiene il contrario: la cosmesi e i suoi trucchi salveranno il mondo con le mirabili opportunità offerte dalla chimica e dalla tecnica, dall’intelligenza artificiale e dalla chirurgia, dal wellness e dal body care. No problem. C’è una soluzione a […]
Il bisogno di una “dissidenza” e di pensiero critico

Le narrazioni della società, dal secondo Novecento ad oggi, si sono incentrate, principalmente, su quattro concetti che hanno fortemente influenzato non solo il dibattito specialistico ma anche il linguaggio e la percezione comune. Mi riferisco a un quadrilatero concettuale ai cui vertici possiamo individuare: il rischio, l’incertezza, la paura e la liquidità. Quattro termini che […]
Abitare la fragilità oltre la “cultura dello scarto”

Nelle intense pagine di Malattia come metafora, Susan Sontag si batte contro l’idea, molto diffusa al tempo della pubblicazione del libro (il 1977), che il cancro, del quale l’autrice era malata, fosse una malattia alla quale erano particolarmente inclini le persone psichicamente più fragili, chiuse, represse. Argomentazione simili venivano sostenute anche per l’Aids. La critica […]