Se tutto finisce, per cosa vale la pena vivere? Intervista a Paolo Scquizzato

Al Festival Biblico di Conegliano 2026 abbiamo intervistato Paolo Scquizzato sul senso del limite e della vita. Scquizzato è docente di Antropologia teologica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e si occupa di formazione spirituale e meditazione silenziosa
Sport, limiti e preconcetti: intervista a Paolo Tonon

Con Paolo Tonon abbiamo riflettuto non soltanto sullo sport e sulla performance, ma anche su ciò che spesso rimane fuori dal risultato: la pressione sociale, il pregiudizio, la gestione della vittoria e della sconfitta, il rapporto con il proprio corpo, il significato dell’inclusione e il modo in cui definiamo il successo
Un insight su Colin Walsh, tra gli autori del momento con il suo romanzo “Kala”

Colin Walsh racconta il suo approccio alla scrittura e l’influenza della sua formazione filosofica nella sua visione di mondo.
Costruire sé stessi con l’autobiografia

Verità, menzogna e svelamento del sé attraverso l’autobiografia: una riflessione tra Philippe Lejeune, Albert Camus e Duccio Demetrio
Breve guida al referendum: intervista a due magistrati

Intervista doppia a due magistrati per le ragioni del sì e del no al prossimo referendum sulla giustizia del 22-23 marzo
Quel che ci vuole per una guerra: leggere Kant oggi

La lettura di Kant ci offre un’interpretazione sulle guerre in atto oggi, con una riflessione su bene, male e stupidità
Albert Camus: un pensiero al limite

A 112 anni dalla sua nascita, il 7 novembre 1913, Albert Camus ancora insegna che la partita dell’esistenza si gioca sul terreno dei limiti
Luce e paesaggio alpino, leggendo Musil e Heidegger

Musil e Heidegger raccontano il paesaggio alpino e la luce come esperienza estetica ed esistenziale, tra letteratura e filosofia.
Lo stoicismo. La libertà interiore come antidoto al caos

La saggezza dello stoicismo per ritrovare calma e forza interiore di fronte al caos del mondo contemporaneo.
Sospesi tra vivere e performare: angoscia di una generazione

I millennial stanno vivendo un periodo di costante tensione alla performatività, in una condizione sospesa tra finito e infinito.