Cavalli bianchi e zucchero filato

Quando sei piccola ti raccontano le favole e tu ascolteresti per ore quelle storie di amicizia, amore e allegria dove il bene vince sempre sul male. La vita sembra fatta di giostre e zucchero filato e tu giri a 1000 all’ora su quel cavallo bianco, sorridendo alla mamma che ti guarda compiaciuta e abbozzante un sorriso di orgoglio.

 
Ad un tratto esplori per la prima volta il sentimento dell’amicizia, quella pura e ingenua, che ti rende una cosa sola con l’altra persona: condividi i tuoi giochi preferiti, mangi il gelato insieme, vai su quel famoso cavallo bianco con quella persona dietro di te che ride felice di ciò che siete insieme.
 
– Io e te saremo migliori amiche per sempre!
– Sicuramente! Niente ci potrà mai dividere!
– Ok facciamo un patto: io ti regalo il mio cavallo bianco di peluche preferito e tu lo dovrai conservare fino a quando saremo amiche.
– Ma quindi per sempre!
– E certo per sempre! Tanto essendo amiche ci potrò giocare ancora lo stesso no?!
– Va bene!
 
Il mondo corre veloce e il tempo ruota attorno a quell’ansia positiva di potersi vedere, per giocare o per stare insieme a fare i compiti.
 
Il tempo da piccoli è amico: scorre veloce quando vuoi che il momento passi in fretta e si dilunga non appena è Natale.
 

Eppure esso scorre inesorabile, senza soste, senza limitazioni e soprattutto indifferente.

 
E la cosa, forse, peggiore è che ti fa crescere.
 
Un giorno, infatti, ti ritrovi cresciuta e scopri che vivere non è quella giostra,  non è il cavallo bianco e non sa di zucchero filato.
Cammini avanti e indietro per la stanza e per caso, buttato in angolo, tutto grigio, trovi il cavallo bianco di peluche.
Sì, proprio quello del patto, quello del ‘saremo amiche per sempre’.
Non ha più lo sguardo fiero, il pelo è arruffato e non ha più l’odore di nuovo di tanti anni fa.
 
– Chissà che fine avrà fatto…
 
Quell’amica con cui hai condiviso la tua infanzia, i tuoi allegri pomeriggi di merenda e compiti ad un tratto sparisce quasi senza che tu te ne accorga.
Basta cambiare scuola, mutare i propri ritmi, i propri interessi per intraprendere strade diverse che inevitabilmente allontanano.
 
E ti ritrovi amica di altre ed hai una nuova amica del cuore a cui confidi le prime delusioni d’amore e di nuovo il tempo scorre e ti sembra di avere trovato colei con cui condividere le prime esperienze adolescenziali.
La purezza del cavallo bianco però non c’è più.
L’invidia pacata, la maggiore consapevolezza ti rendono incapace di abbandonarti del tutto al sentimento semplice del bene, inteso come empatia, comprensione e ascolto.
 
Passano gli anni e ti ritrovi adulta.
Ti guardi attorno e vedi sul letto di tua figlia un cavallo bianco di peluche.
Lo afferri e lo annusi: sa di pomata per bambini.
 
– Quanto adora questo cavallo Margherita!…
Ma chissà dove sarà finita quella mia amica…
 
Ad un tratto quel vecchio cavallo ormai grigio ti lancia un indizio domandandoti: ‘Perché mi hai ancora qua, dopo che abbiamo cambiato una decina di case e di città?’
 
E tu non sai rispondergli perché hai perso la purezza di quando l’avevo ricevuto in regalo come pegno ‘d’amore’.
Pensi solo a quei giorni indelebili nella mente, a quella giostra che girava inesorabile sempre uguale e inizi a sorridere di quanto bastasse poco per essere felici.
 
Ti rendi conto di quanto quei ricordi siano importanti per sentirti sempre a casa anche quando non sei mai più a casa tua da anni perché tuo padre viaggiava e tu dovevi seguirlo; capisci che quel cavallo bianco è una delle tue radici, forte e che non ha bisogno di essere nutrita perché resistente a traslochi, lavaggi e stropicciamenti da parte di bambini.
 
Tutta la consapevolezza di non essere mai sola deriva da quel cavallo che se odori meglio sa ancora di zucchero filato e se chiudi gli occhi senti ancora quelle voci gaudenti di due bambine che sono cresciute insieme e che poi la vita ha inevitabilmente diviso arricchendosi di esperienza, sorrisi, sacrifici e ricordi.
 
In un momento tutto ti è più chiaro: l’amicizia si rinnova, di giorno in giorno, di anno in anno, e si alimenta anche col solo pensiero o, meglio, col solo ricordo.
Tu sei ancora amica di quella bambina, ovunque essa sia.
Il cavallo ce l’hai solo tu e in qualche pomeriggio nostalgico anche lei penserà a te.
 
Essere amici significa sentirsi col pensiero, ricordarsi, incontrarsi empaticamente, esserci ieri oggi domani, anche solo per pochi istanti. Il legame interno rimarrà, ieri oggi e domani; si arrugginirà, si opacizzerà, si allenterà, ma il tuo bisogno interiore di salire ancora su quella giostra con lei sarà più forte, più struggente e nemmeno la lontananza geografica potrà spezzarlo.
 
L’amicizia dei bambini è innocente, disinteressata, coinvolgente e spronante: non bisogna guidarla e men che meno pilotarla.
Il bambino sa, intuisce e percepisce l’empatia e il suo cavallo bianco lo donerà di sicuro alla persona giusta.
 
Valeria Genova
[Immagine tratta da Google Immagini]

Chi, loro?

 

È la febbre della gioventù che mantiene il resto del mondo alla temperatura normale. Quando la gioventù si raffredda, il resto del mondo batte i denti.
(George Bernanos)

Una sera alla TV, in uno di quei programmi intelligenti che mandano in onda verso la mezzanotte (guai a diffondere la cultura in fascia protetta…), un regista pronuncia queste parole: “Difficile dipingere i giovani di oggi, nessuno sa più chi siano, cosa vogliano o desiderino per il loro futuro…nessuno ce li presenta e nessun giovane ha più il coraggio o la voglia di dirci chi è…”

Mi ha fatto riflettere molto, a tal punto da ritrovarmi a chiedere ma chi è il giovane d’oggi?

Dopo quell’attimo di annebbiamento cerebrale mi sono guardata intorno e mi sono resa conto che i giovani d’oggi eccome se parlano, scrivono, suonano, urlano il loro essere ma probabilmente nessuno li sente, nessuno li ascolta perché non c’è tempo, perché tanto è giovane non può sapere, non può capire, perché la sua età non gli permette di avere chiaro in testa un obiettivo, perché le grandi cose, le grandi scoperte, i grandi dialoghi non li può fare un giovane e così via.

E ogni volta che l’adulto viene messo di fronte a qualcosa di straordinario realizzato da dei giovani, la domanda, un po’ sarcastica, è sempre la stessa:

Chi, loro?

Come a dire impossibile.

Questa domanda fa rabbrividire.

Questa domanda rattrista.

Eppure, ogni mese, avrò la forza e la convinzione per rispondere: Sì, loro! o Sì, lei/lui!, perché in questa nuova sezione de La chiave di Sophia, vi presenterò ogni volta un qualsiasi  giovane under 30 in cui mi imbatterò per scoprirne desideri, paure, emozioni, passioni, idee, dunque per conoscere la sua realtà e vedere il mondo dal suo punto di vista; saranno riflessioni aperte tra me e loro, dimostrando, anche in questo caso, quanto la Filosofia si possa insinuare in questo argomento e venga alla luce già nella domanda più semplice e banale che farò: “Chi sei?”

Tutto questo affinché non ci si debba più domandare “ma cosa vogliono davvero i giovani di oggi?” e per non rimanere stupiti davanti al successo di un under 30 in un determinato campo.

[se sei un under 30 e vuoi “gridare”, attraverso di noi, chi sei, cosa vuoi e come vedi il futuro, scrivici a redazionesophia@gmail.com]

Stay tuned

Valeria Genova

[Immagini tratte da Google Immagini]

 

Filosofia, rivoluzione generazionale e futuro

Capita a tutti, soprattutto ai giovani, di pensare di avere il mondo in pugno, e a volte è anche vero. Ma nell’attimo stesso in cui uno è convinto che tutto vada per il meglio, ci sono leggi statistiche che lavorano alle sue spalle, pronte a fregarlo.

Charles Bukowski,

Che ne è stato della mia generazione? Che ne è stato degli ultimi Filosofi? Ultimi detentori del senso critico ci siete ancora?

In un’ ottica marxiana i boomers (le generazioni che hanno vissuto la prosperosa epoca del boom economico) hanno fatto quello che i capitalisti fanno con i mezzi di produzione, hanno cioè fagocitato diritti in modo ipertrofico finendo per privare i propri figli e le generazioni future delle medesime opportunità, lo stesso dicasi per quanto riguarda gli impatti ambientali. Read more