Giambattista Tiepolo: riaffermazione di un mito

Quest’anno ricorre per la storia dell’arte un importantissimo anniversario, vale a dire quello dei 250 anni dalla morte di Giambattista Tiepolo, il più grande artista del Settecento italiano ed europeo, ultimo fautore della grande pittura italiana e massimo esponente di un’arte indissolubilmente legata ai fasti di corte, alla glorificazione del committente e allo splendore esteriore di una forma di società che, poco dopo la sua morte, sarebbe stata profondamente messa in discussione fino agli esiti epocali e irreversibili della Rivoluzione Francese. 

Uno dei motivi per cui Tiepolo, nonostante le sue insuperate capacità tecniche e compositive, non si trova nell’Olimpo degli artisti più celebri del mondo, al fianco, per esempio, di Giotto, Michelangelo, Van Gogh, Picasso o Leonardo, andrebbe ricondotto proprio all’immagine che la storia, suo malgrado, gli ha attribuito, vale a dire quella di un abile narratore che, con le sue pennellate dai colori vivaci, racconta di eroi, fasti, frivoli piaceri e mondi arcadici in un’epoca in cui, ormai, l’avanzare delle teorie illuministe si faceva sempre più dirompente in tutta Europa, portando velocemente, a partire dalla metà del Settecento, a un mutamento dei gusti artistici da parte di sovrani, letterati e committenti dell’alta borghesia. Allo sfarzo e all’esagerazione della pittura di stampo barocco venne preferito l’equilibrio all’antica del Neoclassicismo, che si sviluppò con sempre maggiore intensità, fino al suo climax in età napoleonica.

Questa visione, seppur con una parte di verità, non rende onore alle vere qualità del grande maestro veneziano, che seppe fondere abilmente la tradizione coloristica veneta al linguaggio scenografico della stagione barocca inserendo numerosi richiami alla classicità antica. Tutto ciò, abilmente dispiegato in un vasto numero di opere di carattere mitologico, storico e sacro, lo consacrò nella prima metà del secolo come il più grande artista a livello continentale, richiesto da re, ricche famiglie patrizie e importanti prelati. I suoi vasti soffitti affrescati, così come i raffinati cicli di tele di soggetto epico, rappresentavano al meglio ciò che la classe dirigente desiderava mostrare di sé, ovvero la ricchezza e le virtù, rappresentate in modo tale da divinizzare gli illustri committenti, i loro antenati e il loro intero casato. Il suo successo, dunque, fu favorito da una società di cui egli seppe interpretare perfettamente le intenzioni e i bisogni, nel medesimo tempo in cui stavano nascendo nuove ideologie, partite da Inghilterra e Francia, che avrebbero presto ribaltato la situazione a suo sfavore.

È evidente, infatti, che la politica e le vicende socio-economiche che caratterizzano un’epoca ne influenzano inevitabilmente la produzione artistica e, di conseguenza, la percezione del bello da parte dello spettatore. E proprio le vicende della seconda metà del Settecento condussero all’ingloriosa fine dell’ultimo dei giganti italiani della pittura, morto a Madrid senza alcun onore o riconoscimento, adombrato dalla nuova moda neoclassica portata alla corte spagnola da Anton Raphael Mengs, pittore dallo classico ed equilibrato, aspramente critico nei confronti dell’arte “corrotta” dell’età barocca. Il diffondersi delle idee illuministe, infatti, portò a un generale avvicinamento al concetto di razionalità, che in pittura, così come nelle altre arti, trovava la sua immagine perfetta nelle forme armoniche e ponderate della classicità antica e del Rinascimento italiano.

È naturale che, con queste premesse, la grandezza di Tiepolo fosse destinata a svanire rapidamente. Per molti anni la sua arte fu tenuta in bassa considerazione a causa del suo aspetto teatrale e grandioso, osteggiato nell’Ottocento in quanto ritenuto innaturale e portatore di un messaggio politico obsoleto e pericoloso, e perché mancante di quella forza soggettiva e impulsiva che si ritrova nelle opere di età romantica. 

Oggi, tuttavia, le implicazioni dell’arte antica non hanno più alcun peso politico sulla società odierna. Di conseguenza l’occhio dello spettatore, dopo così tanti anni, riesce a vedere le opere d’arte non solo come documento visivo unico e insostituibile di un dato contesto storico e geografico, ma anche come oggetto di grande bellezza, da apprezzare per le sue qualità tecniche e cromatiche, senza alcun pregiudizio dettato da ideologie dominanti. La pittura di Tiepolo è ciò che l’occhio del XXI secolo si aspetta da un grande artista, sia per le grandi qualità cromatiche che per la scioltezza, e il ricorrente anniversario è un’ottima occasione per riscoprire ulteriormente il talento del maestro e renderlo maggiormente noto al grande pubblico, sempre pronto a sostenere la definitiva consacrazione di un grande del nostro passato. 

 

Luca Sperandio

 

[In copertina: Cristo nel Getsemani di Giambattista Tiepolo in Santa Maria degli Scalzi (Venezia). Immagine tratta da Wikimedia Commons]

 

nuova-copertina-abbonamento-2020

La Venezia che vive (nonostante tutto)

Acqua alta, fanghiglia, odore di salso e umido, una conta dei danni che sembra non finire mai e che si ripete sempre più spesso, nel mezzo di ogni sacrosanto autunno. Il novembre 2019 non verrà dimenticato tanto facilmente perché può annoverare quattro delle ventiquattro maree eccezionali degli ultimi 96 anni, tra le quali la seconda di sempre: 187 cm.
Spiegare ad uno straniero o ad un semplice visitatore, cos’è l’acqua alta implica una serie di ulteriori spiegazioni collaterali che ti portano a spiegare direttamente cosa vuol dire Venezia.
Già, cosa vuol dire Venezia?

In poche parole: tanti ponti, auto confinate in luoghi ben delimitate come nelle riserve indiane, tante barche – a motore e non – calli, campi e non ‘piazze’ perché di Piazza c’è solo quella di San Marco, ancora ponti, campielli, corti, giardini nascosti bene, ho già detto ponti? Osterie, bacari e non ‘bar’, sotoporteghi che in italiano si direbbe sotto porticati ma si intuisce lo stesso. Per andare a San Marco si va ‘sempre dritti’, che poi è la stessa direzione per Rialto, l’Accademia, Strada Nova, l’ex Ghetto ebraico, la stazione dei treni ecc. Ed è proprio così… non è un modo di dire sbrigativo per togliersi il pensiero e il seccatore di turno che chiede informazioni al posto di leggere le indicazioni, se tutte le strade portano a Roma, andare sempre dritti a Venezia ti porta ovunque tu debba andare.
E poi? E poi c’è la Storia millenaria e tanti altri discorsi triti e ritriti che giustamente omaggiano la città ma la decontestualizzano, spesso strappandola dal presente, dall’attualità e dal quotidiano, ponendola in un luogo astratto con atmosfere asettiche.

La realtà è molto diversa dal glorioso passato: 28 milioni di turisti ogni anno , corrispondenti all’intera popolazione di Paesi come Venezuela – Venezuela/Venezia, coincidenze? Io non credo – Corea del Nord ecc. Assieme a Roma è una delle città più visitate d’Italia e d’Europa.
Voi direte: «Bene! Lavoro per tutti! Da bere per tutti!», . Il turismo è la fonte primaria di guadagno, verissimo, non possiamo negare l’evidenza, non possiamo negare che il turismo faccia comodo ai commercianti, agli albergatori, ai gestori di musei ecc. Ma il troppo stroppia e in questo caso il troppo soffoca, letteralmente: passeggiare durante un fine settimana qualsiasi durante la bella stagione diventa sempre più difficile, calli intasate, sovraccariche; affrontare la riva degli Schiavoni in luglio è diventato un atto di fede, una prova di coraggio degna di una decorazione al Merito.

Vogliamo parlare della gente che si fa la foto? Ovunque, con qualsiasi luce, al buio, incastrati tra la gente, in mezzo al passaggio, sopra ogni stramaledettissimo ponte – a Venezia sono 435 – è sempre il momento più inadatto per farsi una foto, anche durante i momenti più difficili, ed è qui che torniamo all’acqua alta.
Farsi un selfie a San Marco quando la marea è poco inferiore al metro, cioè innocua, è goliardia, un modo diverso di vedere la città; quando si viene appositamente per curiosare durante una mareggiata eccezionale è mancanza di rispetto e rientra nel fenomeno in crescita del disaster tourism ovvero il turismo che converge lì dove c’è stato un disastro, un terremoto, un’inondazione ecc. Il cattivo gusto che non conosce limiti, soprattutto nei confronti di chi ha perso tutto.

Certo, nemmeno i veneziani sono tutti dei Santi, e molti sedicenti amatori di Venezia e della venezianità si sono impegnati anima e corpo per sconvolgerla con qualche grottesco, inutile e super-arci-mega costosissimo complesso di dighe semoventi, scarsamente funzionali e mai funzionanti; altri si sono impegnati a rivoluzionare il delicato e mai compreso sistema lagunare per scavare canali sempre più profondi per farci arrivare navi da crociera pluristellari e intergalattiche.
Quanto tutto questo possa durare non è dato sapere, tuttavia i più pessimisti stanno già facendo il conto alla rovescia e non è da biasimarli, tanti faticano a vedere una luce in fondo ad un tunnel interminabile.
A dispetto di quanti molti, troppi, non lo credano, a Venezia abitano anche delle persone, le case non sono lì per bellezza, non è un gigantesco set in cartapesta del Trono di Spade, la gente – poco meno di 53.000 abitanti1 – si sveglia tutte le mattine per affrontare la giornata, porta i figli a scuola, fa la spesa nei supermercati, si preoccupa, sorride, fa festa e si comporta esattamente come in una qualsiasi altra città italiana e non. A Venezia ci sono ancora i negozi che non vendono maschere o vetro di Murano, ci sono i ragazzini che giocano a pallone o che gironzolano a gruppetti nei campi, e questo no, non è più comune da vedere in altre città.
Descrivere le emozioni che questa città può suscitare in ognuno di noi è troppo complicato da descrivere ad un turista ‘mordi e fuggi’, ma forse sono proprio queste emozioni che dovrebbe ricercare chi viene a visitare Venezia per una settimana o un solo giorno. Dovrebbero vedere la Venezia che c’è, quella che esiste e resiste ancora.

 

Alessandro Basso

 

NOTE:
1. Per approfondire clicca qui.

copertina-fb

Dicembre è anche cultura, filosofia e arte

L’arrivo di Dicembre porta con sè la magia del Natale e delle festività. Il freddo è arrivato e con lui la voglia di trascorrere del tempo a casa, al caldo e con le persone a noi care, magari coccolati da un buon libro o da un film. Dicembre però è anche il momento di riscoprire le nostre città addobbate dalle luci e dai colori del Natale e con l’occasione magari participare ai molti eventi culturali che animano anche il periodo pre-natalizio. Non solo concerti e mercatini ma anche rassegne culturali, mostre d’arte e incontri, un’occasione per fermarmi un attimo dalla frenesia delle feste e concederci un po’ di buona e sana cultura. Per voi lettori la nostra selezione di eventi per questo mese!

22007475_1833122940048370_4234105018478688452_nLAZIO| Più libri più liberi | Roma Convention Center – La Nuvola, 6-10 dicembre 2017

La sedicesima edizione di Più libri più liberiFiera Nazionale della Piccola e Media Editoria, promossa e organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) si conferma a Roma, dal 6 al 10 dicembre ma con una grande novità:  abbandonata la storica sede del palazzo dei Congressi, la Fiera giunge all’Eur al Roma Convention Center La Nuvola, il nuovo centro congressuale di Roma, progettato da Massimiliano e Doriana Fuksas. La struttura, con i suoi 8.000 posti complessivi, un Auditorium in ciliegio americano capace di accogliere 1.800 persone, è una realtà che opera con successo nel mercato mondiale dei congressi e dei grandi eventi, grazie ad eccellenti caratteristiche funzionali e a un valore sia artistico che architettonico molto forte. «È un passaggio che ci rende orgogliosi – ha commentato il presidente di AIE Ricardo Franco Levi –  la nostra Più libri più liberi in un palcoscenico così prestigioso e innovativo consolida la manifestazione come appuntamento fondamentale dell’Associazione, insieme a Tempo di Libri, perché dedicata espressamente alla piccola e media editoria e voluta e sostenuta da tutta l’editoria, grande e piccola».

Più libri più liberi è l’evento editoriale più importante della Capitale dedicato esclusivamente all’editoria indipendente dove gli editori provenienti da tutta l’Italia, presentano al pubblico le novità e il proprio catalogo. Un programma ricco di appuntamenti che conferma la vivacità della media e piccola editoria italiana, capace di individuare le voci più interessanti del panorama italiano e internazionale.

Sono circa 500 gli editori – 100 in più rispetto allo scorso anno -, cinque giorni e più di 550 appuntamenti – 200 in più rispetto alla scorsa edizione – in cui incontrare gli autori, assistere a convegni o performance musicali. Una programma di eventi rivolto ad un pubblico ampio: dai bambini ai professionisti del settore, dai ragazzi delle scuole agli adulti.

Un appuntamento da non perdere per i grandi lettori ma anche un’occasione per tutti per riscoprire la bellezza e la vivacità dell’editoria indipendente, e perchè no magari per prendere i primi regali di Natale.

Programma completo: qui

23319281_1656807291038355_4502587513094703704_nVENETO | Festival dell’Oriente, | Padova, 8-10 e 15-17 Dicembre 2017

Immergersi nelle culture e nelle tradizioni di un Continente sconfinato. L’ 8-9-10 e ancora il 15-16-17 dicembre, il Festival dell’Oriente torna a Padova, presso Padova Fiere. Mostre fotografiche, bazar, stand commerciali, gastronomia tipica, cerimonie tradizionali, spettacoli folklorisitici, medicine naturali, concerti, danze e arti marziali si alterneranno nelle numerose aree tematiche dedicate ai vari paesi in un continuo ed avvincente susseguirsi di show, incontri, seminari ed esibizioni.

Un’occasione per scoprire e sperimentare la filosofia orientale attraverso discipline come lo yoga, l’ayurvedica, lo shiatsu, il tai chi chuan e molte altre; un’ccasione per immergersi in paesi come l’India, la Cina, il Giappine, la Thailandia, la Malasia, il Vietnam e il Nepal, cercando di capirle le radici, le tradizioni e il costume locale.

Per maggior info: qui

simbolismo-mistico-il-salon-de-la-rosecroix-a-parigi-1892-1897-01VENETO | Simbolismo mistico. Il Salon de la Rose+Croix a Parigi 1892–1897 | Peggy Guggenheim Collection, Venezia, Fino al 7 gennaio 2018

Mistero, mitologia e letteratura sono le tematiche al centro di questa mostra dedicata all’arte rivelatrice e significativa dei Salon de la Rose+Croix di Parigi, organizzati tra il 1892 e il 1897. Femme fragile e fatale, creature androgine, chimere e incubi, figure stilizzate e forme anti-naturalistiche, rappresentano i soggetti prediletti dagli artisti esposti.

Per info: qui 

revolutija_mambo-bologna-dal-12-dicembre-al-13-maggio-2018-01EMILIA ROMAGNA | Revolutija. Da Chagall a Malevich, da Repin a Kandinsky | MAMbo, Bologna, dal 12 dicembre al 13 maggio 2018

Una grande mostra realizzata grazie alla collaborazione con il Museo di Stato Russo di San Pietroburgo che ha prestato le oltre 70 opere esposte. Importanti artisti – tra cui Kazimir MalevichWassily Kandinsky, Marc ChagallValentin SerovAlexandr Rodchenko – per uno studio sulla modernità dei movimenti culturali della Russia d’inizio Novecento. Dal primitivismo al cubo-futurismo, fino al suprematismo, costruendo contemporaneamente un parallelo cronologico tra l’espressionismo figurativo e il puro astrattismo.

Per info: qui

23916498_1676731642359132_3831125069350248852_oVENETO| Ve.NICE Stuff | T Fondaco dei Tedeschi  Venezia, dal 15 dicembre al 18 febbraio 2018 

T Fondaco dei Tedeschi conferma il suo impegno a sostenere l’artigianato del territorio, ospitando, dal 15 dicembre 2017 al 18 febbraio 2018, la quarta edizione di Ve.NICE Stuff, un progetto dello studio Kanz Architetti, il cui obiettivo è di valorizzare il patrimonio artistico e artigianale italiano attraverso la ricerca di un design contemporaneo e autentico. In sintonia con i valori al centro della strategia di DFS, la missione di Ve.NICE Stuff è offrire una risposta alla crescente richiesta di un’alta qualità accompagnata all’unicità e originalità del prodotto.
Nato da un’idea di Mauro Cazzaro e Antonella Maione Ve.NICE Stuff è un evento che si propone quindi di svelare un’altra Venezia, quella del prodotto glocal, frutto della creatività di designer che hanno trasformato la loro passione e attività in un vero e proprio brand.

Proprio per stimolare le relazioni tra designer emergenti e attività commerciali di qualità in città, il progetto Ve.Nice Stuff di quest’anno tesserà un legame tra T Fondaco dei Tedeschi e una selezione di negozi cittadini, inserendoli nell’evento come altrettante occasioni espositive ove il pubblico potrà ritrovare i prodotti dei designer in mostra nell’Event Pavilion.

Maggior info: qui

Elena Casagrande & Claudia Carbonari

La cultura, a novembre

Eccoci arrivati a novembre, il mese in cui comincia a fare buio troppo presto e in cui il freddo vorrebbe strapparci dal partecipare a molti ed interessanti eventi sparsi su tutto il territorio italiano. Ma voi dite di no! Uscite, partecipate, scoprite tutto quello che il mondo vi offre!… o almeno un pezzettino. Noi abbiamo selezionato alcuni eventi per convincervi che anche novembre a molto da offrire.

Buona lettura!

 

festival-della-microeditoria-2017_la-chiave-di-sophia

LOMBARDIA | FESTIVAL DELLA MICROEDITORIA | Chiari (BS), 10-12 novembre 2017

Villa Mazzotti Biancinelli, con il suo noto fascino liberty, ospita anche quest’anno un incontro tra piccola editoria e grande pubblico. Arrivata alla 15esima edizione, questa rassegna curata dalla Associazione L’impronta vuole proporre svago, lettura, musica, divertimento e arte rivolti agli adulti ma anche ai bambini. La Rassegna rappresenta infatti una rete fitta di occasioni uniche per confrontarsi e dialogare con lettori appassionati, curiosi e attenti alle proposte che si collocano a lato dei tradizionali circuiti commerciali, ma è anche il risultato di un’incessante opera di coinvolgimento del territorio e della sua gente, nell’ottica di una crescita culturale che non sia fine a se stessa, ma utile al tessuto sociale bresciano.

Anche quest’anno sono numerosi ed interessanti gli ospiti che coloreranno il festival, tra i quali il giornalista Aldo Cazzullo, il fumettista Sergio Staino (importante in effetti è lo spazio che il festival dedica al fumetto) e Massimo Bray, direttore generale dell’enciclopedia Treccani.

Un piccolo appunto per i lettori-editori: anche quest’anno il festival propone un concorso al fine di premiare la microeditoria di qualità: a questo link potrete trovare tutte le informazioni utili.

Maggiori informazioni qui

 

gourmet-food-festival-2017_la-chiave-di-sophia

PIEMONTE | GOURMET FOOD FESTIVAL | Torino, 17-19 novembre 2017

Questo festival si propone come una grande piazza dove il pubblico, ma anche gli addetti ai lavori, possano godersi il mondo del cibo attraverso assaggi, corsi di cucina, acquisti, talk e conferenze, in compagnia di chef, produttori ed esperti del settore. L’iniziativa, promossa da Gambero Rosso, si svolge all’interno del Lingotto e mette in campo tutti i saperi attorno al mondo del cibo, dell’alimentazione e dell’enogastronomia. Si tratta di una manifestazione biennale che prende avvio proprio da quest’anno, il 2017.

Da segnalare è senz’altro la grande area centrale dedicata alla “cultura del cibo” in cui saranno protagonisti quattro ambienti tematici: i prodotti e la cucina (salumi, formaggi, carni, pesci, verdure, oli ecc.), il mondo del dolce (pasticceria, gelateria, cioccolato, caffè, tè e tisane), il pane e la pizza, il beverage (vino, birra, mixology). Uno spazio dove scoprire le migliori tecniche di preparazione a tavola (da una perfetta lista della spesa ai segreti per ottenere risultati eccellenti con pasta, lievitati e dolci, senza dimenticare la scelta di un vino o di una birra di qualità) e dove esperire attraverso tutti e cinque i sensi percorrendo il percorso espositivo con le “botteghe” dei produttori, lungo il quale sarà possibile assaggiare e comprare il meglio del food & wine nazionale.

Molto “succosi” sono anche gli ospiti d’eccellenza che partecipano a questa prima edizione: Carlo Cracco, Gino Sorbillo, Iginio Massari, Simone Padoan, Massimo D’Addezio, Gianfranco Pascucci, Sal De Riso e Igles Corelli. Sicuramente la ricetta giusta per un evento imperdibile per tutti i food enthusiasts!

Maggiori informazioni qui

Per info sui biglietti qui

 

kum-festival-2017_la-chiave-di-sophia

MARCHE | KUM! FESTIVAL | Ancona, 10-12 novembre 2017

Il 2017 segna l’anno di nascita di questo nuovo interessantissimo festival che coinvolge la città di Ancona e che trova luogo nella cornice della Mole Vanvitelliana, sul litorale cittadino.

Con queste parole, Massimo Recalcati, presidente del comitato scientifico del festival, spiega l’intento di questo nuovo appuntamento: «Mancava in Italia un’occasione importante per riunire intellettuali di diverse discipline a riflettere sul grande tema della cura. È per questo che abbiamo inventato un nuovo festival culturale sotto l’insegna di questa grande problematica, che non è solo una problematica medico-clinica, ma una problematica più estesa, che investe la vita delle nostre città, i rapporti tra i soggetti, la vita delle nostre istituzioni, il curare, l’educare, il governare».

Il tema scelto per questa prima edizione è “l’ingovernabile” e riguarda vicende che sfuggono al controllo umano, sia esse legate al mondo naturale come per esempio i terremoti, che da sempre segnano il territorio italiano, oppure fenomeni sociali come le migrazioni ma anche fenomeni umani psicologici e biologici, come la malattia del corpo, l’esuberanza della vita che vuole vivere, la spinta della pulsione, il nostro destino mortale.

Organizzato dall’associazione culturale Esserci, il festival ospiterà personalità interessanti come Adriana Cavarero, Massimo Cirri, Gad Lerner e Bernard Stiegler.

Maggiori informazioni qui

 

pisa-book-festival-2017_la-chiave-di-sophia

TOSCANA | PISA BOOK FESTIVAL | Pisa, 10-12 novembre 2017

Nato nel 2003, questo festival mette in vetrina e in rete le case editrici indipendenti nella sede storica del Palazzo dei Congressi e si propone come occasione di incontro e condivisione editori, scrittori, traduttori, illustratori, artisti, bibliotecari, bibliofili e curiosi.

Quest’anno il programma degli eventi è organizzato secondo sei filoni: le anteprime degli editori, il focus sul paese ospite, i grandi ospiti, gli autori di La Repubblica Caffè, i seminari del centro traduzione e lo spazio Junior. In tutto gli eventi sono ben 200 e ci sono 160 espositori degli editori che sicuramente sapranno conquistarvi con le nuove proposte editoriali.

Gli amanti dei freddi Paesi nordici non possono assolutamente farsi sfuggire questa edizione per la presenza della Finlandia come Paese ospite. Giovedì 9 novembre alle 18 sarà infatti inaugurata a Palazzo Blu la mostra La Valle dei Mumin. Retrospettiva su Tove Jansson (ovvero la famosa scrittrice e illustratrice di libri per l’infanzia). Di questo Paese troverete traccia anche tra pagine dei grandi autori del momento ospiti del festival come Tuomas KyröRosa LiksomMinna Lindgren e Riikka Pulkkinen. Questi autori incontreranno il pubblico durante le presentazioni dei loro ultimi successi editoriali ma anche i laboratori di traduzione e le conversazioni a tema, come quella dedicata alle “Women in writing” sabato 11 alle 16: un progetto questo sicuramente molto originale ed interessante.

Tra gli altri autori presenti segnaliamo anche Guido Tonelli, Chiara Francini e Paolo Cognetti. A questo link potrete scoprire il programma completo dell’intera manifestazione. Buon festival!

Maggiori info qui.

 

intuition-palazzo-fortuny-2017_la-chiave-di-sophia

VENETO | INTUITION | Venezia, Palazzo Fortuny, 13 maggio – 26 novembre 2017

Manca ormai meno di un mese alla sua chiusura ma noi vi consigliamo caldamente la visione di questa mostra aperta in primavera a Palazzo Fortuny a Venezia, una location artistica un po’ meno nota ma sicuramente degna d’attenzione.

Intuition è la sesta e ultima mostra che chiude la serie organizzata negli ultimi anni dalla curatrice Daniela Ferretti e la Axel & May Vervoordt Foundation; lo scopo questa volta è quello di evidenziare e indagare i tanti e diversi modi in cui l’intuizione ha plasmato l’arte, in aree geografiche, culture e generazioni diverse. Il nome stesso della mostra, dal latino intueor, richiama a quella forma di conoscenza non spiegabile a parole e che si rivela per “lampi improvvisi”, immagini, suoni, esperienze, che esprime il sentimento che guida l’artista ad agire in un determinato modo senza comprenderne la motivazione.

Le opere presenti sono estremamente suggestive e comprendono menhir del periodo neolitico, installazioni di Marina Abramovic e Anish Kapoor, opere di spazialisti come Lucio Fontana e Joseph Beuys, nonché un nucleo importante di opere surrealiste, in un percorso studiato che si snoda sui tre piani dell’antico palazzo. L’ultimo piano della casa-atelier di Mariano ospiterà una suggestiva installazione performativa – definita dalla partecipazione del pubblico che contribuisce a trasformarla – dell’artista coreana Kimosooja.

Maggiori informazioni qui

 

pubblicita-magnani-rocca-2017_la-chiave-di-sophia

EMILIA ROMAGNA | PUBBLICITÀ! | Parma, Fondazione Magnani Rocca, 9 settembre – 10 dicembre 2017

La mostra intende raccogliere quasi settant’anni di pubblicità italiana in 200 opere, tutte esposte alla “villa dei capolavori” di Mamiano di Traversetolo presso Parma.

L’obiettivo perseguito dai curatori Dario Cimorelli e Stefano Roffi è quello di raccontare la nascita in Italia della pubblicità dalle sue prime forme di comunicazione semplici e dirette, all’introduzione dell’illustrazione come strumento persuasivo e spiazzante per novità e per fantasia, al rapporto tra illustrazione e messaggio pubblicitario attraverso i diversi media, dal più conosciuto manifesto, alla locandina, alla targa di latta e poi al packaging della confezione, fino all’arrivo della radio come strumento di comunicazione di massa.

Quattro sono dunque le sezioni in cui si snoda il percorso, grazie al quale lo spettatore si ritrova impigliato in un passato nostalgico, quello dei suoi genitori o nonni, in mezzo alle immagini che questi potevano osservare per le strade e agli oggetti che potevano aver usato: un’ulteriore conferma del carattere sociale, oltre che artistico, del prodotto di design e della cartellonistica.

Maggiori informazioni qui

 

Giorgia Favero

[Immagini tratte da Google Immagini]

 

banner-pubblicitario-abbonamento-rivista-la-chiave-di-sophia-03-03