La sfida ancora aperta di Friedrich Nietzsche

Friedrich Nietzsche aveva visto giusto. Il nichilismo è arrivato e si è elevato in picchi vertiginosi sugli orizzonti politici, sociali ed economici del mondo. Nessuno gli ha voluto o potuto credere. Due guerre mondiali, la guerra fredda, crisi economiche, nuovi focolai di guerra e follie, e dopo tutto questo rimane ancora il suo lapidario interrogativo parafrasabile con: cosa fare dopo che il nichilismo avrà permeato ogni realtà e coscienza? La risposta avendo letto Nietzsche la sappiamo: nuovi valori.

L’esigenza di nuovi valori dovrebbe guidare l’esistenza intima d’ognuno e in scala più grande quella della struttura politica odierna. Perché sui valori nuovi, intesi come dettami d’istinti sani e di codici fisiologicamente votati alla crescita e alla sfida positiva, noi dovremmo puntare. Non quindi valori di carattere moralistico duale (vedi l’opera Al di là del Bene e del Male), non come base la morale cristiana che da oltre duemila anni la fa da padrone, votata all’obbedienza cieca e dogmatica, tesa verso le forme di tirannia divina, non infine quella morale immorale del profitto, quest’ultima vera e propria divinità capitalistica che dell’essere umano non fa che lo strumento informe e incosciente, sempre sottomesso a logiche spietate e mercantili. Il nichilismo non solo non è stato superato ma neanche veramente affrontato.

Alcuni hanno posto riflessioni ed interrogativi ma per la parte di reazione pratica, di guerra valoriale organizzata, di esempio qualitativo, noi tutti siamo mancanti ed in un certo senso, extra morale, colpevoli. Siamo stati greggi (sottomessi non solo a logiche moralistiche ma anche ad ingannatori di popoli, vedi Così parlò Zarathustra) e non invece lupi come avrebbe voluto che diventassimo («Vedo molti soldati, vedessi molti guerrieri!», scrive sempre in Così parlò Zarathustra). La domanda terribile che ci poniamo: andremo mai oltre questo nichilismo? Chi potrebbe volare sopra questo abisso, farsi carico di questa immane ed eroica impresa? L’oltre uomo certo. Lui e gli altri pochi suoi seguaci. L’oltre uomo che non ha paura di cadere (spirito di sacrificio), che non teme il giudizio altrui (basato su un ordine morale degenerato), che è pronto ad essere Esempio, annunciatore della folgore quando lui stesso è folgore. La folgore siamo quindi anche noi. È la nostra coscienza risvegliata dal torpore della catena di montaggio moderna e dallo smarrimento di fronte all’abisso del nichilismo. Siamo noi, e nessun altro, a poter mutare le sorti del mondo, a partire da una presa di coscienza che non sia certo un mero esercizio dialettico ma piuttosto una disciplina costante di aperta sfida e decisa volontà. Sfida all’ordine/disordine costituito, un ordine figlio d’un sistema economico e politico che null’altro compie che disastri, teso solo ad aumentare una forma d’esistenza in cui il nichilismo è il padrone assoluto. Una sfida a non omologarsi, a non accettare passivamente i dogmi di questo mondo morale nichilista. Decisa volontà di non cader vittima delle possibili sconfitte (in un’epoca arrivista), volontà di non cedere mai in nome d’una battaglia che può esser erroneamente vissuta con spirito fatalistico, poiché nel fatalismo v’è sempre lui, il nichilismo. Volontà di potenza è credere in sé stessi, nella libertà necessaria all’uomo e nella sua forza di sviluppo in ogni suo moto, d’istinti e di ragioni.

Giungo a conclusione nella mia riflessione sperando sia motivo di azione futura per chi sente con lo stesso pathos la chiamata ribelle di Nietzsche. Il nostro tempo è l’ennesimo trionfo della visione veggente del filosofo di Rocken. Abbiamo il nichilismo a farla da padrone (tutti i costrutti ideali crollati, la morale sgretolata sotto il peso della sua degenerazione interna, il popolo mistificato, ingannato, asservito in ogni sua manifestazione al dio Denaro) e lo Stato che ha gettato da tempo la sua maschera mostrandoci come il suo vero volto sia proprio quello di un mostro, ladro d’ogni libertà e non garante come invece vuol vendersi. Di fronte a queste prese di coscienze cosa fare? Nuovi valori certo. Abbiamo già detto a che tipo di valori fa riferimento Nietzsche (i modelli a cui ha rivolto ammirazione) ma anche alla sua totalità di opere (non solo quelle più conosciute) bisogna far riferimento, questo per aver una vergognosamente sincera, violentemente amicale, visione oracolare che non abbia la disperazione fatalista del nichilista che affronta il futuro, ne lo stile fanfarone e ciarliero del politico, ma piuttosto lo spirito guerriero d’un filosofo che ha saputo vivere in un Europa che non ha voluto, saputo, dargli lo spazio che avrebbe meritato a tal punto da costringerlo a pagarsi la stampa dei suoi libri. Quel filosofo che sarebbe poi stato uno dei più letti al mondo, quel Nietzsche che da molti è considerato colui che ha spaccato in due la storia della filosofia, prima di lui e dopo di lui. Il nostro Nietzsche che non dobbiamo dimenticare e che non dobbiamo ne possiamo lasciare indietro perché a noi ancora parla e ancora noi parliamo a lui.

 

Andrea Silvestri

 

Mi chiamo Andrea e sono uno scrittore appassionato di Letteratura e Filosofia.
Nel 2009 ho creato un Canale Youtube di nome Razza Estinta ( attualmente con oltre 300 video caricati, quasi 2000 iscritti e più di 1 milione di visualizzazioni) dove vi sono pubblicati contenuti inediti relativi alla mia passione per la Letteratura, la Filosofia, la Storia e la Poesia. Ho inoltre creato in questi anni varie Pagine Facebook, sempre dedicate a figure di spicco del pensiero e delle Lettere. Tra queste, le più seguite sono la Pagina di Frasi di Friedrich Nietzsche, Frasi di Emil Cioran e Frasi di Jack London. Nel corso degli anni ho vinto vari premio di Poesia istituiti nella mia città natale Pisa (Premio Torre Pendente) e sono entrato nella sezione dei finalisti al Premio Internazionale di Poesia Mario Luzi a Roma. Disegnatore dilettante ma appassionato porto avanti la passione per l’arte con piccole vignette che pubblico saltuariamente sulla Pagina Facebook/Instagram Vignette Stanche ricevendo anche sentiti complimenti da autori internazionali come Marcelo Frusin e Ken Broeders.
Attualmente sto lavorando alla pubblicazione del mio primo libro, una raccolta di piccole storie.
 

[Photo Credits Jongsun Lee]