Identità rubate

Una pubblicità tra le tante. L’ennesimo advertising sulle miracolose capacità ringiovanenti di una crema giorno. Donne che si specchiano numerose volte durante la giornata, solamente per scorgere qualche miglioramento sul loro volto. Un gesto quotidiano che spesso non ci accorgiamo neanche di mettere in atto. E ho immaginato come sarebbe non poter più osservare il mio viso. La sua normalità e la sua semplicità. Il suo essere sempre “noiosamente” uguale. Ho immaginato di non poter più dire a me stessa “Buongiorno” guardandomi allo specchio e riconoscendomi. Ho immaginato cosa vuol dire non avere più il mio volto e ho voluto immaginare cosa possano provare quelle donne il cui volto è stato sfigurato, quelle donne private della propria identità per mano di uomini incapaci di accettare un addio, un rifiuto. Allora sono andata a specchiarmi e ho preso in mano una matita per gli occhi, una di quelle nere. Pian piano ho iniziato a cancellare da quell’immagine riflessa i miei nei, le mie sopracciglia, il mio naso… ho poi scarabocchiato l’immagine delle mie labbra…e con stupore ho notato che una lacrima mi stava solcando il volto silenziosamente, quasi intimorita, mentre dentro raggelavo davanti alla consapevolezza che la nostra immagine è lo specchio della nostra anima e al pensiero delle donne che sono state derubate di tutto ciò, che per me è così scontato. Read more