La fine di un amore non cambia mica l’universo (credo)

È dura riconoscere la fine di un amore! (Mi fa quasi ridere scriverlo a due giorni di distanza da San Valentino, ricorrenza a cui molti tengono e che molti festeggiano, eppure… questo l’allegro argomento del giorno). Ricominciamo dai…

È dura riconoscere la fine di un amore, specie se si tratta di un amore durato un periodo di tempo sufficientemente lungo per riconoscergli senza troppa presunzione la qualità di amore “vero”. Non che la durata di un rapporto determini inevitabilmente la sua importanza; ma all’infuori della convivenza o del matrimonio, quello temporale è sicuramente un fattore che contribuisce a definire la profondità di una relazione. Il tempo da dedicarsi, il tempo da trascorrere insieme è forse il regalo più bello che due innamorati possano farsi. Si suppone infatti che il tempo sia la vera chiave per scoprire al meglio la persona che si ha di fronte, per conoscerne con meno approssimazioni possibili le caratteristiche, per amarne i pregi e per accettarne i difetti. La durata di un rapporto a volte sembra determinarne la saldezza, sembra renderlo immune a qualsiasi tipo di intemperie.

Eppure, la durata di un rapporto, sa essere anche una vera scocciatura, una nebulosa indefinita che non ci permette di distinguere raggio d’azione e confini della relazione. La durata di un rapporto d’amore è infatti direttamente proporzionale alla difficoltà di stabilirne la fine! Il tempo trascorso insieme, carico di bei momenti ma anche di difficoltà superate, ci fa credere invincibili. Il tempo vissuto à deux ci sembra il più convincente fattore legittimante per sopportare gli screzi del presente e per trovare la forza e la voglia di andare avanti. Come se di bei momenti da vivere insieme ce ne potessero essere ancora tanti; come se le difficoltà superate ci permettessero di affrontare e scavalcare anche quelle attuali o addirittura quelle che si potrebbero presentare nel futuro.

Quando il tempo trascorso insieme lo si è guardato con sempre rinnovata incredulità, come fosse qualcosa di veramente incredibile nella sua bellezza, come si può capire se è davvero giunto il momento di dichiararsi tregua reciproca? Quando si ha sempre guardato con soddisfazione e orgoglio a quanto si è saputo costruire, come poter riconoscere la necessità di pronunciare la parola “fine”?

L’amore e l’odio sono le due forze che muovono il mondo e assieme a lui anche noi poveri umani. Che ci affanniamo tanto con domande e preoccupazioni di ogni genere, come se il mondo lo dovessimo portare sulle nostre spalle, come se la fine di una relazione potesse cambiare completamente le carte della nostra partita. Ma infondo noi umani non siamo altro che pedine microscopiche di un gioco di cui non conosciamo le regole, e forse nemmeno il nome. Ma di cui sappiamo invece l’obiettivo finale. Certo, perché la conoscenza delle tattiche per vincere ci appartiene senza volerlo. Lo scopo del gioco è quello di essere felici, di conoscere il bene, quello vero. Sì, proprio quello che i vari filosofi che abbiamo letto e studiato si sforzavano di individuare e definire.

Allora personalmente dico: pazienza se non sappiamo definirlo, pazienza se non sappiamo descriverlo a parole. Il bene lo sentiamo, lo riconosciamo senza volerlo; impossibile girarci attorno, impossibile confonderlo. Ed è quindi domandandoci se rispecchia o meno l’idea del bene, del bene-per-noi-stessi e del bene-per-l’altro, che possiamo capire se il nostro rapporto d’amore è giunto o no alla sua fine. Siamo ancora capaci di donare e di ricevere il bene? Riusciamo ancora a farci del bene malgrado il tempo che è passato, i cambiamenti che abbiamo subito, le nuove scelte che abbiamo intrapreso?

La risposta DOVREBBE essere semplice…

Mal che vada, vi ricordo che i testi di Schopenhauer sono sempre in commercio! (Ma cercatelo da soli, perché io oggi mi rifiuto proprio di citarlo).

Federica Bonisiol

[Immagine tratta da Google immagini]

Selezionati per voi: Febbraio 2017!

Febbraio sono le vetrine che si tingono di rosso. L’amore che passa di bocca in bocca, accecato dalla luce di pietre preziose, invischiato nelle carte di cioccolatini, stordito dal profumo di troppi fiori. L’amore che, in sordina, si rifugia tra le pagine di un libro, in attesa di essere svelato, scoperto, assaporato. L’amore pudico, sfrontato, platonico, passionale, dolce e doloroso, quello che solo i romanzi sanno raccontare.
Oltre che con “amore”, febbraio fa rima anche con “notte degli Oscar”: ecco quindi che proprio questo è il miglior periodo dell’anno per andare al cinema. Dopo il grande successo di La La Land nel mese di gennaio, durante le prossime settimane usciranno nelle nostre sale diversi titoli destinati a essere protagonisti della celebre notte di Hollywood. Scegliere solo tre film da consigliarvi non è stato facile, ma siamo sicuri che queste tre opere sapranno, a modo loro, risvegliare o accrescere la vostra passione per il cinema. Da non perdere l’opportunità di andare al cinema con soli 2 euro in tutta Italia grazie all’iniziativa Cinema2days in programma mercoledì 8 febbraio.

Buona lettura e buona visione!

 

LIBRI

non-aspettare Chiave di SophiaNon aspettare la notte – Valentina D’Urbano

Giugno 1994. Angelica ha vent’anni e una vita molto diversa da quella delle sue coetanee. Un tragico evento ha mutato per sempre la sua esistenza: un incidente di cui la ragazza porta segni ben visibili, cicatrici che ne deturpano il viso e il corpo. Quell’estate, tuttavia, accadrà qualcosa di imprevisto: nella vita di Angelica farà irruzione Tommaso, un ragazzo pieno di ottimismo che la prenderà per mano e le insegnerà ad amare. Un romanzo che parla d’amore, di dolore e rinascita, elevando la storia tra i due protagonisti, appena ventenni, dal calderone dei romanzi adolescenziali, donando spessore alle loro personalità e un’anima profonda ai loro pensieri, rendendoli credibili fin nelle più piccole sfumature emotive.

 

Seta_Chiave di SophiaSeta – Alessandro Baricco

1860. In un tranquillo paesino della Francia, Hervé Joncour conduce un’esistenza serena accanto alla moglie Hélène. Hervé è un mercante di bachi da seta e sarà proprio il suo lavoro, unito al desiderio di salvare le filande locali, a condurlo in una terra ammantata di mistero: il Giappone. Lì Hervé incontrerà una donna che stravolgerà per sempre la sua esistenza. Seta è una fiaba moderna, un racconto fatto di pennellate morbide ed essenziali, una prosa leggiadra e al contempo intensa, per descrivere l’amore nelle sue contrastanti sfumature: quello platonico, idealizzato, sognato, e quello tangibile, quotidiano, vero.

 

ritorno Chiave di SophiaL’incredibile ritorno – Norah Wells

Norah ha due bambine, Ella e Willa, quando si congeda dalla sua famiglia con un biglietto di commiato, chiudendosi alle spalle la porta di casa. Sei anni dopo, una donna bussa alla casa di mattoni rossi in Willoughby Street. Norah è tornata, ma nulla è più come prima. Suo marito Adam è cambiato, Ella è ormai un’adolescente e per la piccola Willa lei non è mai esistita, la sua mamma è quella che ogni notte dorme accanto al papà. Ci sarà ancora per Norah un posto nelle loro vite? Una toccante storia familiare dove, con una scrittura calda e avvolgente, l’autrice ci guida in un labirinto fatto di ricordi, di frasi non dette, di verità celate e profondi turbamenti. Un romanzo che emoziona, puntando sui sentimenti umani, che non sono mai giusti o sbagliati ma solo impossibili da reprimere.

Stefania Mangiardi 

 

LIBRO JUNIOR

Ciao Tu Chiave di SophiaCiao tu. Indovinami scoprimi sappimi – Beatrice Masini e Roberto Piumini

Età di lettura: dai 13 anni

Un libro fresco da leggere con il sorriso stampato nel volto. Una raccolta di bigliettini e letterine che Michele ed una inizialmente anonima compagna di classe si scambiano per conoscersi, per confidarsi, per scambiarsi semplicemente qualche idea adolescenziale. L’anonimato della ragazza si farà sempre più debole, così come sempre più vicino è il momento in cui Michele e Viola dovranno guardarsi negli occhi e parlarsi veramente di persona. Riusciranno ad aprirsi l’un l’altra senza freni né preoccupazioni così come hanno fatto attraverso carta e penna? Riusciranno a gestire l’imbarazzo della situazione?

Una breve love-story da consigliare tanto a ragazze quanto a ragazzi, scritta da due tra i migliori autori italiani di libri per ragazzi, che insegna quella che anche a mio parere è la chiave per il successo di ogni tipo di relazione: il “rompersi le palle con abbastanza gentilezza”.

Federica Bonisiol

 

FILM

un-re-allo-sbando Chiave di SophiaUn re allo sbando Peter Brosens, Jessica Woodworth
Presentato all’ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, nella sezione Orizzonti, King of the Belgians (malamente tradotto in italiano con “Un re allo sbando”) è senza dubbio la vera sorpresa cinematografica di questo mese. Un road movie atipico che narra un’avventurosa storia di finzione attraverso il genere del mockumentary (un documentario che non racconta, per l’appunto, fatti realmente accaduti). Straordinaria la prova corale del cast, su cui brilla un ottimo Peter Van Den Begin, perfetto nell’interpretare un sovrano smarrito, in fuga dalle convenzioni e dalle contraddizioni del suo tempo. USCITA PREVISTA: 9 FEBBRAIO 2017
 
 
moonlight-poster Chiave di SophiaMoonlight Barry Jenkins
Il grande outsider della notte degli Oscar, potrebbe portarsi a casa un discreto numero di statuette grazie a un perfetto e potentissimo mix di amore, attualità e poesia. Moonlight è un vero e proprio pugno nello stomaco. Un sontuoso viaggio visivo attraverso la vita di un maschio afroamericano omosessuale nelle tre fasi più importanti della sua esistenza (infanzia, adolescenza, età adulta). Musicato splendidamente e pieno di sequenze memorabili, il film di Barry Jenkins è un’opera per veri appassionati. USCITA PREVISTA: 16 FEBBRAIO 2017
 
 
 
 
jackie-poster Chiave di Sophiajackie-poster Chiave di Sophiachiave-di-sophiaJackie Pablo Larraín
Vita privata e sfera pubblica di una delle first lady più amate della Storia americana. Il maestro del cinema sudamericano Pablo Larraín dirige magistralmente i giorni immediatamente successivi alla morte di JFK in un film pieno di difetti, valorizzato però da un’ottima Natalie Portman (molto intensa, ma non da Oscar) e da una splendida sceneggiatura di Noah Oppenheim (giustamente premiata al Festival di Venezia). Le intuizioni visive del regista cileno fanno il resto regalandoci, dopo Neruda, un altro ritratto non convenzionale per il genere biografico sul grande schermo. Un film ideale per capire l’immenso distacco che si è venuto a creare, in pochi decenni, tra la Camelot della presidenza Kennedy e la Mordor della nuova era Trump. Da vedere sperando tornino presto tempi migliori. USCITA PREVISTA: 23 FEBBRAIO 2017

Alvise Wollner

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C’era una volta l’Amore

Ogni donna ha un segreto, ha un amore sciupato che affiora e divora il suo cuore malato. E’ sincero il segreto, è quella musica dolce che in passato l’ha fatta sognare e adesso non serve ad un bel niente. E se c’era una volta l’amore, ho dovuto ammazzarlo. Cesare Cremonini

Ogni donna, ogni uomo, ogni persona, vive l’amore ogni giorno. Non importa che sia San Valentino, Natale o il proprio compleanno. Tante cose – forse a volte troppe – nella vita, parlano d’amore.

Camminava a passo sostenuto, camminava senza contare i suoi respiri, camminava pensando a troppe cose, o – per meglio dire – cercando di non pensare a qualcosa in particolare. A qualcosa non era proprio la specificazione esatta, perché era qualcuno che cercava di non pensare, quel qualcuno che l’aveva ferita.
Era passato ormai qualche mese, e lei camminava per le strade di una grande città nel giorno di San Valentino. Aveva sempre detto “E’ un giorno come un altro”: in quei tre anni passati con lui non c’era stato bisogno di nessun giorno speciale, perché lo erano tutti. Era speciale guardarsi, trovarsi a dire le stesse cose inaspettatamente, pensare all’unisono, decidere insieme senza concordarlo. E poi c’erano quei giorni passati interamente a fare l’amore, quei giorni in cui avevano trovato il primo treno utile per partire verso una meta decisa all’ultimo. Quei giorni in cui avevano litigato fino a diventare assuefatti dall’odio. Quei giorni in cui un ultimo bacio pensavano che non ci sarebbe mai stato. Quei giorni in cui si ritrovavano a ridere, ridere e ancora ridere insieme. Quelle sere in cui avevano bevuto talmente tanto da non ricordarsi nemmeno dove avevano lasciato le paure. Quei giorni in cui non c’era stato bisogno di parlare, perché c’erano state soltanto lacrime. Lacrime che prontamente erano state spazzate via dai chiarimenti, dal volerci credere ancora, dal volersi vivere ancora. Perché lei aveva sempre creduto in quell’ancora. Aveva sempre creduto che avrebbero potuto affrontare qualsiasi battaglia, e anche qualunque guerra.
Eppure, da qualche mese, non avevano vinto. Avevano perso tutto. Si erano persi loro. Non sarebbe stata in grado di dire se ci fosse stato un giorno esatto in cui avevano smesso di capirsi e brillare insieme. Non se n’era accorta, non aveva fatto caso al loro spegnersi lento. Pur amandolo, non si era accorta di non essere più amata. Non si era data il tempo di capire se la vita da sola potesse fare per lei, non si era data attenuanti al dolore, non si era concessa respiri che fossero dedicati soltanto a se stessa.

E dopo quei mesi, passati a cercare il modo di ricostruirsi, pezzo dopo pezzo, si ritrovava a camminare per le strade di una delle loro tante città, il giorno di San Valentino. Le sembrava tutto amplificato ora; non aveva mai fatto caso a quanti palloncini rossi e rosa tappezzassero le strade. Non aveva mai fatto caso a quanti baci vengano dati il giorno di San Valentino, non aveva mai guardato gli occhi delle persone. Gli occhi che ora sembravano brillare.

Si accorse che anche i suoi brillavano, luccicavano, si riempivano di lacrime. Due lacrime rigavano le sue guance. Due lacrime colme di rimmel, sporche di dolore, malate d’amore. Si fermò per un attimo. Fermò la sua corsa contro il dolore, fermò i suoi passi veloci. Si fermò, fermò il suo cuore distrutto. E, per la prima volta da quando si erano lasciati, pianse. Pianse a dirotto. Pianse in mezzo ad una strada di una grande città. Pianse senza avere più lacrime. Pianse senza saper più contare i respiri. Pianse. Pianse. E ancora pianse.
Pensò a quel giorno in cui lui l’aveva lasciata, quel giorno in cui lei gli aveva detto soltanto che non era poi un grande problema, perché sarebbe riuscita benissimo a cavarsela da sola. Quel giorno che aveva fermato lacrime, vita e dolore. Quel giorno che aveva voluto evitare tutto questo. Quel giorno in cui le sue labbra si erano limitate a chiudersi in un sorriso di convenienza. Quel giorno in cui sapeva che non l’avrebbe mai più rivisto.

Quel giorno che – ormai – era così lontano. Quel giorno in cui le lacrime non erano uscite perché avevano aspettato il momento giusto. Il momento in cui l’amore si era trasformato in dolore. Il momento in cui aveva lasciato che il dolore la prendesse del tutto. Il momento in cui tutto il male era pronto a diventare bene. 

Quel San Valentino a cui non aveva mai pensato, era diventato il primo giorno in cui le era rinato il coraggio di amarsi. Amarsi e A(r)marsi. Smettere di sopravvivere e ricominciare a vivere. Quando il dolore lascia il posto alla vita, quello era stato il suo momento. Capendo che amare se stessa sarebbe sempre stato qualcosa su cui contare, capendo che l’amor proprio genera anche quello che ti regalano gli altri.

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Se c’era una volta l’amore – nel mondo di oggi – ogni persona almeno in un’occasione, ha cercato di ammazzarlo. Gli ha dato calci, pugni e schiaffi finché non l’ha rincontrato.
L’unico amore che rimane sempre, è quello per ciò che ci fa sentire vivi. Noi stessi. Noi con le nostre passioni e i nostri sogni da realizzare. Noi con i nostri difetti e i nostri momenti no. Noi con le nostre paure e troppi dubbi. Noi col nostro impegno e la nostra determinazione. Noi che prima di guardare indietro, dobbiamo guardare avanti. Noi che prima di guardarci dentro, dobbiamo guardare quello che vogliamo raggiungere. Noi che prima di dire “E’ impossibile”, dobbiamo essere in grado di provare cosa significhi.

Esattamente undici anni fa, circa a quest’ora, ho avuto un incidente in cui ho rischiato la vita. Non so per quale strano caso, da quel giorno credo all’impossibile. Credo alla vita un minuto alla volta. Credo perfino all’amore, nonostante io abbia dovuto ammazzarlo più di qualche volta.

Amare se stessi è l’inizio di una storia d’amore che dura una vita. Oscar Wilde

Cecilia Coletta

[Immagini tratte da Google Immagini]

Selezionati per voi: Febbraio 2015

LIBRI

Che l’amore sia qualcosa per cui vale la pena di vivere non sarà San

Valentino a ricordarcelo. Non sarà certamente una festa che è ormai molto consumismo e poco amore vero. Eppure, il vero segreto della vita sarebbe quello di innamorarsi ogni giorno. Di un paio d’occhi, di parole rubate, di un bacio. Oppure di una professione, di un’arte, di un sogno che abbiamo nel cassetto. Perché tutti siamo capaci di innamorarci di qualcosa o di qualcuno, tutti siamo in grado di sentir battere il nostro cuore in un’occasione piuttosto che in un’altra.
Oggi non vi consiglio le novità del mese, oggi vi consiglio le novità dell’amore.

Per chi ci ha creduto troppo, per chi ci crede fermamente e per chi non ci ha ancora mai creduto.

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Niente è per caso – Maria Venturi

Chi di noi non l’ha mai incontrato? Quell’amore per cui non si è pronti, quell’amore che potrebbe essere potenzialmente la sola cosa di cui si ha bisogno, ma che lasciamo cadere. Marta e Billy  si incontrano un’estate in Versilia: così diversi eppure entrambi poco accostati alla parola futuro. Lei, sognatrice e amante dei libri, troppo forte per essere la donna giusta. Lui, che già punta alla sua carriera, che nell’età più giovane é già ambizioso, che vuole raggiungere le cose prima e meglio degli altri, che lei giudica quasi noioso, quasi ridicolo. Malgrado l’amore travolgente, quell’amore per cui un po’ ci si ama e quasi un po’ di più ci si odia, si lasceranno, continuando rispettivamente le loro vite. Vite che nel tempo sapranno intrecciarsi ancora, all’infinit

o. Vite che li porteranno ad una guerra e ad un amore “sbagliato” con cui convivere.
Perché ognuno di noi lo sa: è quell’amore talmente sbagliato che ogni volta che lo si avverte è l’unico in grado di far mancare il respiro e sentir volare le farfalle nello stomaco. E’ quell’amore del cui dolore – nonostante tutto – non vorresti mai fare a meno.

Momento di una coppia – Nelly Alard

“Dire ti amo (…) è inserirsi nel tempo, non è come dire ho voglia di te o sto bene con te. Dire ti amo (…) è un giuramento, include il tempo e la globalità, amo tutto ciò che sei, ti amerò per sempre o comunque per molto tempo. Non si può dire ti amo poi cinque minuti dopo non ti amo più, ma quindici anni dopo sì, qual è la durata implicita della parola ti amo?”.

Usciamo un po’ dall’amore e le farfalle. Entriamo nell’amore di ogni giorno, quello che rischia di diventare noioso con una frequenza più alta delle offerte al supermercato. Quello che se non alimentato si spegne. Quello corroso, quello che non si potrebbe più nemmeno chiamare amore. Amare per quanto tempo ci è concesso? Qual è il limite a cui prefiggersi di non rinunciare all’altro?
Sapersi raccontare, sapersi comprendere, saper accettare gli errori di “noi” e non di sè. Perché nulla rimane come quando inizia, e nulla arriva ad essere sempre come ci potremmo aspettare.

“Ma tra la partenza e il traguardo nel mezzo c’è tutto il resto, e tutto il resto è giorno dopo giorno, e giorno dopo giorno è silenziosamente costruire, e costruire è potere e sapere rinunciare alla perfezione,ma il finale è di certo più teatrale così di ogni storia ricordi solo la sua conclusione”. Niccolò Fabi

Il tuo meraviglioso silenzio – Katja Millay

“Restiamo un mistero l’uno per l’altra. Forse se riuscissi a risolvere lui e lui me, potremmo spiegarci a vicenda. Forse è quello di cui ho bisogno. Che qualcuno mi spieghi a me stessa”.

Nastya e Josh, nonostante la giovane età, hanno già potuto constatare che la vita non sia facile, che non ci sia un manuale di istruzioni per affrontarla e che tutti i tuoi programmi siano fatti apposta per essere sconvolti. Entrambi non rappresentano soltanto una passione reciproca, ma raccontano i loro sogni, raccontano come ci si possa innamorare di ciò che si fa. Passione che fa vivere, che se manca ci rende ben poco vivi. Dove inizia la vita e finisce una passione? Non c’è limite, non c’è confine. Finché respiri ciò che ami, vivi di quello. Come possono, due persone distrutte della loro passione, ritrovarsi a condividere la loro tragica sofferenza?

“Ho bisogno di sapere che c’è modo per la gente come noi di uscirne. Ho bisogno di convincermi che è davvero possibile stare bene, e magari non solo bene, ma benissimo; che esiste il modo, anche se non l’abbiamo ancora trovato. Dev’esserci per forza un finale migliore di questo. Una storia più felice. Perché ce lo meritiamo”.

Cecilia Coletta

FILM

Febbraio è il mese dell’anno che tutti gli appassionati di cinema aspettano con ansia. Non solo per l’attesissima notte degli Oscar (il 22/02), ma anche perché questo è il periodo dell’anno in cui si concerta la più alta quantità di ottimi titoli da andare a vedere al cinema. Per passare una bella serata di svago, abbiamo scelto per voi tre film che vi potrebbero conquistare, oltre ad essere tutti possibili candidati al titolo di miglior film del 2015. A voi lasciamo solo l’imbarazzo della scelta. Buona visione!
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Leoni

Una produzione tutta nostrana per divertirsi con una commedia ambientata nella splendida Treviso. La crisi è ormai assodata anche in Veneto, dove si era abituati a vivere in ben altro modo. E’ così anche per Gualtiero Cecchin (Neri Marcorè), pigro figlio papà costretto a inventarsi una nuova vita per sopravvivere agli improvvisi problemi finanziari della sua famiglia. Risate leggere e senza troppo impegno per passare una serata piacevole. USCITA PREVISTA: 5 FEBBRAIO

Un piccione seduto sul ramo riflette sull’esistenza

Esce al cinema il vincitore dell’ultimo Festival di Venezia. Una splendida pellicola surrealista che porta la firma di Roy Andersson. Un percorso fatto di incontri e situazioni inaspettate, che diventano uno strumento per offrire un punto di vista originale sulla società attuale. Un film per veri intenditori. USCITA PREVISTA: 19 FEBBRAIO

Vizio di forma

L’atteso ritorno di Paul Thomas Anderson alla regia avviene sotto il segno di un magnetico thriller ambientato nelle fosche atmosfere degli Anni Settanta. Personaggi incredibili, costumi ricercati e una colonna sonora trascinante sono solo alcuni elementi di contorno a uno dei migliori film di questa stagione. Se vi piace il genere “American Hustle”, questa pellicola diventerà presto una delle vostre preferite. USCITA PREVISTA 26 FEBBRAIO

Alvise Wollner

[immagini tratte da Google Immagini]