Libri selezionati per voi: aprile 2018!

Finalmente la primavera è arrivata: il sole comincia ad alzarsi deciso, la natura si risveglia e i nostri occhi si riempiono di mille colori. Se state programmando le pulizie di primavera non dimenticate di spolverare i libri che decorano il vostro salotto… E concedetevi una pausa letteraria con uno di loro, o con una della nostre proposte.

 

ROMANZI CONTEMPORANEI

sveva-casati-modignani_la-chiave-di-sophiaVaniglia e cioccolato – Sveva Casati Modignani (2013)

Due gusti diversi che si legano bene insieme. Così anche Penelope e Andrea, sposati da diciotto anni e con tre figli. Tuttavia, la magica alchimia si spezza e lei, delusa e umiliata dalle scappatelle del marito, decide di andarsene con una lettera volta a spiegare il suo desiderio di fuga. Penelope dà così inizio ad un cambiamento esistenziale che lascia Andrea ad occuparsi della famiglia e ad affrontare le sue inadempienze coniugali. Per entrambi diviene l’occasione di scavare profondamente dentro loro stessi, con spietata sincerità.

 

a-parigi-con-colette_la-chiave-di-sophiaA Parigi con Colette – Angelo Molica Franco (2018)

Come ogni persona che dalla provincia si trasferisce in città, anche il rapporto di Sidonie-Gabrielle Colette con Parigi è profondo, quasi viscerale. La ville Lumière, insieme con la scrittrice Colette, è la protagonista del romanzo stesso. Una città affascinante in un periodo, quello della Belle Époque, in cui tutto sembrava possibile da realizzare. Una città in cui tutto inizia e tutto si compie. Qui Colette diverrà la scrittrice più apprezzata del suo tempo, amante della libertà e dei salotti della capitale.

 

UN CLASSICO

Schiave-di-sophia-sei-personaggi-in-cerca-dautore-pirandelloei personaggi in cerca d’autore – Luigi Pirandello (1921)

Chi ama le pièce teatrali ricche di ironia, morale e riflessione non può dimenticare di leggere i Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello, un racconto che coniuga gli elementi linguistici di carattere dialogico ad una narrazione vivace e sbarazzina. In un’ambientazione che ha il sapore dell’indeterminato sei personaggi rifiutati cercano disperatamente un capocomico che voglia inscenare la loro vicenda: una storia ricca di drammi, amore, dolore, come potrebbe essere quella vissuta da ognuno di noi. Un’opera che sperimenta la tecnica del teatro nel teatro e che mette a nudo l’essenza della vita quotidiana secondo l’autore: un’inspiegabile commedia nel quale il singolo è chiamato a recitare una parte.

SAGGISTICA

chiave-di-sophia-misure-dellanima-perche-disuguaglianze-rendono-societa-infeliciLa misura dell’anima. Perché le diseguaglianze rendono le società più infelici – Kate Pickett, Richard Wilkinson

Una ricerca complessa e profonda di Kate Pickett e Richard Wilkinson in merito alle diseguaglianze. Il testo è frutto di studi condotti attraverso gli anni riguardo le cause e le implicazioni che la sperequazione dei redditi porta alle varie società. Il dato di diseguaglianza, in particolare quella economica, si riscopre essere alla base di molteplici disagi sociali quali stress, obesità, devianza riproponendo il binomio weberiano di economia e società secondo una stretta relazione dialettica. Un saggio prezioso, ricco di riferimenti e dati che possono far risvegliare la coscienza collettiva.

JUNIOR

chiave-di-sophia-consigli-alle-bambineConsigli alle bambine – Mark Twain, Vladimir Radunsky

Il titolo parla da solo: all’interno di questo libro veloce da leggere troverete una serie di consigli per ottenere delle ragazze a modo. E che modo! Scritto dal conosciutissimo Mark Twain più di un secolo fa, il testo è spassoso e talvolta irriverente. Ideale per un momento di lettura animata, quest’album illustrato è adatto a tutti, maschietti e femminucce, dai tre ai cinque anni. Se ben interpretato, il divertimento è assicurato!

chiave-di-sophia-topo-uccello-serpente-lupoTopo uccello serpente lupo – David Almond, Dave McKean

Un fumetto per i ragazzi della seconda fascia d’età della scuola primaria. In questa storia troverete degli Dei fannulloni che non creano più nulla poiché sono troppo impegnati a banchettare e a contemplare ciò a cui hanno già dato vita. E conoscerete tre ragazzi, che invece considerano il mondo incompleto e che auspicano l’esistenza di nuove forme di vita, come un topo, un uccello, un serpente e un lupo.

 

Sonia Cominassi, Anna Tieppo, Alvise Gasparini, Federica Bonisiol

 

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Metamorfosi in primavera

Sono stata radici. Resistenti radici che sentivano di dover sostenere il mondo.
Sono stata un leone. Un forte leone capace di resistere, anche quando avrebbe voluto tanto nascondersi.
Sono stata una farfalla. Una farfalla leggera e desiderosa di appoggiarsi di fiore in fiore, per poterne assaporare la dolcezza e la delicatezza.

Le radici, però, con il passare di giorni, hanno mollato la presa, facendo precipitare l’albero che sostenevano.
Il leone si è ferito, ed ha iniziato a zoppicare. Morente, si è trascinato fino a raggiungere un luogo nascosto.
E la farfalla, con un’ala spezzata, non ha più potuto volare ed è caduta a terra.

Non sono più stata né radici, né leone, né tanto meno farfalla.
Eppure, sono stata tutti e tre nello stesso momento per troppo tempo, insensibile a quel peso che portavo dentro, ma che aveva spezzato le mie ali di farfalla e rotto quelle radici che mi ero costruita, per sopportare la pesantezza di un mondo esterno che non ero capace di decifrare. O semplicemente che rifiutavo di capire, tanto che, come per automatismo, era diventato sempre più facile riprendere le sembianze di quel leone pronto a ruggire. Cambiando identità, con la stessa facilità con cui mi adattavo al mondo esterno e alle aspettative di chi mi circondava. Rincorrendo quella perfezione e quel bisogno di essere tutto e di resistere alla fatica.

Ricordo di aver continuamente trattenuto le lacrime alla morte del nonno. Ricordo anche di averle versate nel buio della notte. Come quel giorno, quando a scuola non trovai nessuno a prendermi per mano, e ascoltai il vuoto; a quel punto mi si riaprì dentro qualcosa che già risuonava da tempo, ma che non volevo ascoltare.
Perché il leone deve essere più forte, non deve ascoltare, deve insistere, deve farcela. Soltanto tanti doveri che mi sono costruita per proteggermi dalla paura della nientificazione. Anche se tuttavia, a forza di dovere essere e di corrispondere all’immagine di chi mi circondava, è stata la trasparenza a diventare il mio codice di sopravvivenza. La mia delicata capacità di posarmi di fiore in fiore, senza nemmeno farmi vedere, senza farmi sentire.

Ancora oggi ci ricado. Cambio colore continuamente, come un camaleonte. Giallo, rosso, verde, nero, grigio. Mi mimetizzo. E talvolta, ho davvero l’impressione di riuscirci bene.
Divento trasparente agli altri, come a me stessa, così da rendermi conto che quello spazio vuoto che lascio dietro non è nemmeno percettibile allo sguardo altrui. Non esisto. Nessuno può vedermi.
A meno che, e talvolta accade, non mi lascio andare a ciò che la vita mi presenta, abbandonando la pretesa di non essere nulla. Abbandonando doveri e programmi. E, all’improvviso, senza programmare, divento qualcosa e mi materializzo. Mi muovo e sento muovermi dentro.

Si muovono le ali. Si muovono le radici. E nasce quel cucciolo di leone che riceve la vista dalla madre.
Avevo tanto freddo, anche al sole. Eppure, inizio a scaldarmi. Le mani perdono quel colore violaceo, così come le labbra.
Sento il ritmo della vita e le note che compongono il pentagramma sono le mie.
La farfalla apre le sue ali rosse e riprende a volare.
Ricostruisco radici, non per sostenere il peso di un tronco, ma per nutrirmi.
Faccio i miei primi passi, un po’ zoppicando, ma riesco a muovere quegli arti atrofizzati e freddi.
Penso sia primavera, ma non ne sono certa.

Ho bisogno che qualcuno mi guardi, che dia conferma della mia esistenza. Che mi muovo perché sono io la fonte del mio movimento; che respiro perché sono uscita dall’affanno del pianto.  Che il mio battito ha ripreso il suo ritmo normale. Che ho di nuovo radici, ma le mie radici, che sono un leone perché ho trovato la mia forza, che sono leggera perché libera.

E forse è questa la mia primavera.

Sara Roggi

[immagine tratta da Google Immagini]