Film selezionati per voi: giugno 2018!

L’estate è la stagione ideale per le passeggiate serali all’aria aperta e per le uscite in famiglia o con gli amici. Effettivamente, le proposte ricreative e culturali che danno vita ai centri storici delle nostre città in questo periodo si fanno davvero numerose. Se la vostra agenda per il mese di giugno ha qualche serata libera da impegni mondani, aperitivi in compagnia, pizze cene gelati e quant’altro, noi vi consigliamo di segnarvi i seguenti titoli selezionati apposta per voi dai nostri esperti cinematografici.

Non si può mai rimandare un appuntamento con un buon film!

 

FILM IN USCITA

chiave-di-sophia-2001-odissea-nello-spazio2001: Odissea nello spazio – Stanley Kubrick

50 anni dopo un capolavoro assoluto della storia del cinema, un’articolata riflessione sul destino dell’umanità e sulla dialettica civiltà/tecnologia. Protagonista del celebre 2001: Odissea nello spazio, basato sull’omonimo romanzo di Arthur Clarke, il computer della nuova generazione, HAL 9000, posto a bordo dell’astronave Discovery indirizzata verso Giove alla scoperta del mistero di un monolito. Lo scopo della missione non va rivelato e HAL, basato su un sistema binario Sì-No viene stravolto dalla presenza di un segreto da conservare e va in crisi drammaticamente, non resistendo all’intrusione dell’umana doppiezza nei suoi delicati apparti. Un film che ha fatto epoca anche per la colonna sonora: indimenticabili le note del Danubio blu che, composte in un periodo storico convinto della bontà della Scienza e fiducioso nelle magnifiche sorti progressive dell’umanità, commentano le immagini di un futuro ipertecnologico. USCITA PREVISTA: 4 giugno 2018

 

chiave-di-sophia-aquietpassion-poster-ws_A quiet passion – Terence Davis

Un aggraziato biopic sulla poetessa di Amherst, Emily Dickinson: questa la sfida dell’ultimo film di Terence Davies. Quella della Dickinson è stata una vita da autoreclusa della quale quindi può sembrare non si sappia abbastanza per trarne una narrazione, invece Davies, grazie anche alla maestria di Cynthia Nixon, riesce a consegnare una lettera al mondo come quella che Emily avrebbe voluto lasciare con i suoi scritti. Un film su una giovane donna che si apre all’arte e al contempo si chiude alla vita nella borghese e puritana casa paterna esplorata dalla macchina da presa di Davies in una pellicola “in costume” che offre occasioni di riflessione e di sorriso. USCITA PREVISTA: 14 giugno 2018

 

chiave-di-sophia-il-sacrificio-del-cervoIl sacrificio del cervo sacro – Yorgos Lanthimos

Anche The Killing of a Sacred Deer – come l’originario 2001: Odissea nello spazio – si apre con un minuto di buio e, sulle note dello Stabat Mater di Schubert, veniamo poi calati in una tragica vicenda di espiazione e vendetta in modo brusco e disturbante attraverso l’inquadratura senza veli di un intervento a cuore aperto. Già il titolo, riferimento alla crudele tragedia euripidea Ifigenia in Aulide, allude a uno spietato dramma di sangue e di violenza. Steven è un cardiologo dalla perfetta vita borghese con una bella moglie e due figli, ma a loro insaputa si incontra con un ragazzo, Martin, fino a quando uno dei due figli, Bob, inizia a manifestare strani sintomi psicosomatici: la verità sulla loro relazione inizia così a venire a galla. USCITA PREVISTA: 28 giugno 2018

 

UN DOCUMENTARIO

diva la chiave di sophiaDiva! – Francesco Patierno

Tratto dal libro autobiografico di Valentina Cortese, “Quanti sono i domani passati“, il nuovo documentario diretto dal regista Francesco Patierno racconta la vita straordinaria di un’autentica istituzione del teatro italiano. In “Diva!” la storia di Valentina Cortese viene riletta attraverso otto attrici chiamate a dar voce alle sue parole. Un ritratto originale e insolito per approfondire non solo un grande personaggio della cultura nostrana, ma anche una donna che ha saputo precorrere in maniera unica il fenomeno del divismo italiano. USCITA PREVISTA: 7 GIUGNO

 

UN CLASSICO

kikujiro la chiave di sophiaL’estate di Kikujiro – Takeshi Kitano
Con il ritorno della bella stagione è d’obbligo (ri)scoprire uno dei film più noti del regista nipponico Takeshi Kitano. “L’estate di Kikujiro“, realizzato nel 1999, racconta la storia di un bambino abbandonato dalla madre e del suo incontro con un mafioso giapponese dal cuore d’oro. Un film sul significato intrinseco della maternità e della paternità, sul rapporto tra la chiusura della solitudine e l’apertura della relazione con l’altro, sul senso del comico, del riso, del gioco. La storia è una rielaborazione del classico canovaccio basato sull’incontro tra un bambino e un adulto e, pur non raccontando una vicenda particolarmente originale, colpisce nel segno per il suo incredibile senso di umanità, tipico della cultura orientale. Forse non la miglior opera di Kitano, ma senza dubbio uno dei grandi classici orientali da guardare almeno una volta nella vita.

 

UN FESTIVAL CINEMATOGRAFICO

asolo-film-festival la chiave di sophiaAsolo Art Film Festival
L’estate è, per eccellenza, la stagione in cui si concentra il maggior numero di festival cinematografici in giro per l’Italia. Tra questi va senz’altro annoverato l’Asolo Art Film Festival, giunto alla sua trentaseiesima edizione. Dal 6 al 10 giugno la città dai cento orizzonti ospiterà celebrità e volti noti del cinema e dell’arte internazionale. Tra i nomi di spicco di quest’anno ci sono l’attrice Piera degli Esposti, il direttore della fotografia Luciano Tovoli e il direttore della Mostra del cinema di Venezia, Alberto Barbera. Oltre sessanta i film in concorso, accompagnati da proiezioni speciali dedicate a grandi personalità come Caravaggio, Helmut Newton e James Brown. Un programma ricco di sorprese per un evento che punta ad accrescere il suo status di festival più antico in Italia per quanto riguarda il connubio tra arte e cinema. Da non perdere.

 

Rossella Farnese, Alvise Wollner

 

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“Orecchie”: la riscossa del cinema italiano

In una stagione cinematografica a dir poco altalenante, il cinema italiano ha dato finora ben pochi segnali di vita sia a livello artistico che economico. Con l’arrivo del mese di maggio però la situazione sembra destinata a cambiare: sono diversi, infatti, i titoli degni di nota presenti in sala in queste settimane che rischiano però di passare inosservati senza un buon passaparola che li promuova. Basti pensare al caso dell’eccellente documentario di Michele Rho, Mexico! Un cinema alla riscossa, uscito in appena sette cinema in tutta Italia. Una sorte che purtroppo rischia di ripetersi anche per Orecchie, il nuovo film di Alessandro Aronadio, presentato in anteprima, lo scorso settembre, alla settantatreesima Mostra del cinema di Venezia.

Prodotto da Biennale College, Orecchie è uno dei lavori più originali di quest’annata cinematografica. Un road-movie pedestre, fortemente caratterizzato da un’intelligente vena comica e da situazioni a dir poco paradossali. Tutto ha inizio una mattina con il suono di un fastidioso fischio alle orecchie percepito da Lui, un uomo sull’orlo di una crisi esistenziale, costretto a intraprendere un indimenticabile viaggio a piedi attraverso le strade di Roma per scoprire l’identità di Luigi, suo fantomatico amico, venuto a mancare poche ore prima. Partendo da una sceneggiatura impeccabile, dove i tempi comici e narrativi sono calcolati alla perfezione, Aronadio costruisce la sua odissea capitolina valorizzando le impareggiabili eccentricità di un’umanità tanto singolare quanto grottesca. Enfatizzando le nevrosi che caratterizzano buona parte del nostro tempo, Orecchie racconta con leggera intelligenza quel senso di inadeguatezza che tutti noi abbiamo provato almeno una volta nella vita. Il disagio provocato dal sentirsi inadatti traspare tutto negli occhi espressivi e stralunati di Daniele Parisi, straordinario interprete intorno a cui ruotano una serie di indimenticabili personaggi secondari, su cui svettano Rocco Papaleo (in versione sacerdote fuori dagli schemi) e Piera Degli Esposti, nel ruolo di una direttrice sagace e senza scrupoli.

Pur nella sua semplicità, Orecchie colpisce nel segno perché è un prodotto che mancava da tempo al nostro cinema. Grazie ad alcune trovate stilistiche piuttosto raffinate, come l’utilizzo dell’immagine ristretta dello schermo che si allarga di pari passo con il procedere della storia, fino al tema del surrealismo come chiave interpretativa del nostro presente, Aronadio regala al pubblico un film delicato e prezioso, in cui si ride di gusto ma allo stesso tempo si riflette su sé stessi e sulle proprie paranoie. Il fischio alle orecchie diventa così metafora di un malessere contemporaneo che si può curare solo lavorando su noi stessi e sull’accettazione di un presente dominato sempre più dall’assurdo. “Secondo lei c’è ancora speranza per il mondo?” E’ la domanda che apre il film. La risposta, categorica, è un secco “No”. Alla fine della proiezione di Orecchie, invece, provate a chiedervi: “C’è ancora speranza per il cinema italiano?” La risposta potrebbe lasciarvi piacevolmente sorpresi.

Alvise Wollner

[Immagine tratta da Google immagini]

 

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