Straniero in terra straniera

<p>Ryszard Kapuściński con i soldati, Angola, 1975</p>

“Straniero in terra straniera”

Mosè in Esodo 2:22

Essere stranieri è scritto nel nostro destino di esseri umani.
Alzi la mano chi non ha mai avuto la sensazione di essere straniero a chi gli stava attorno.
Tocchiamo con mano la nostra estraneità rispetto agli altri per il colore della nostra pelle, per gli ideali che ci spingono ad agire, per il Dio davanti al quale ci inginocchiamo e per un’infinità di altre cose che ci rendono diversi, unici.

Siamo tutti stranieri

La terra sulla quale ergiamo le mura per dividerci dai nostri simili non conosce il significato della parola confini nazionali, perchè non è altro che terra; che sia ricoperta di ghiaccio, battuta dal sole rovente, ricoperta di cemento e grattacieli rimane terra. Tutti noi essere umani siamo estranei alla terra composta per lo più da elementi duri come il ferro, e ci libriamo sopra di essa grazie alla nostra elevata percentuale di ossigeno, come fossimo foglie che galleggiano sullo stagno.

Siamo stranieri in una terra straniera.

Questa rubrica vuole parlare di stranieri, sostanzialmente di uomini e donne e delle loro vite e lo vuole fare con le parole…con le immagini…con la musica e con qualsiasi artefatto che possa rompere le “mura di carta” che sono state create tra me e te straniero e renderci finalmente entrambi stranieri.

Valentina Colzera

[foto tratta da Google Immagini]