Una parola per voi: focolare. Dicembre 2018

La parola per voi scelta per questo mese di dicembre è “focolare”. Lo stato d’animo attorno al quale ruoteranno i libri, le opere d’arte, i film e le canzoni selezionati per voi, è tratto da una celebre poesia di Giuseppe Ungaretti intitolata “Natale”.


Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare.

Ungaretti scrisse questa poesia durante il periodo natalizio del 1916, mentre trascorreva la sua licenza di guerra presso un suo caro amico a Napoli. Sorvolando lo stato d’animo malinconico del poeta, che non ha né voglia né forza di festeggiare il Natale col sorriso sulle labbra dopo aver vissuto le atrocità della guerra, approfondiremo le ultime due strofe, in particolare la parola “focolare” che chiude la poesia: «Qui/non si sente/altro/che il caldo buono/Sto/con le quattro/capriole/di fumo/del focolare». Questo, per molti di noi, è il vero significato del Natale, ciò che dà un senso a questa festività in origine pagana, diventata poi la “regina” delle festività cristiane. Per quanto la vita possa risultare amara, in quella che riconosciamo come “casa” (che sia la nostra, quella della nostra famiglia d’origine, quella d’un parente o d’un amico) percepiamo un “calore buono”, benevolo, rassicurante, capace di lenire le nostre ferite e fornirci una tregua. Ci troviamo attorno a un focolare (anche metaforico) che emana un fumo allegro, speziato, profumato di gioie, amore e affetto, un fumo che il poeta descrive con quelle parole, “quattro capriole”, per indicarci che purtroppo, come la vita, come ogni felicità, è qualcosa di effimero, destinato a passare. Ma adesso quel calore pregno di buoni sentimenti e speranze è qui, lo possiamo tenere stretto a noi, interiorizzarlo nella nostra anima, farci cullare da esso, in questo nuovo Natale alle porte.

Ecco la nostra selezione, in linea con la parola del mese:

 

UN LIBRO

paula-chiave-di-sophiaPaula  Isabel Allende

L’ambientazione è diversa dal classico quadretto familiare i cui membri siedono dinanzi ad un camino ascoltando le storie dei vecchi. L’ospedale in cui Paula viene ricoverata per una grave malattia è il capezzale dove la madre Isabel si reca creando magicamente un focolare intimo, fatto di storie di dolore, esilaranti e di speranza. Un fuoco narrativo a cui Isabel dà origine per distrarre la morte, per allontanarla un poco dal profondo stato di coma in cui versa Paula. Un fuoco evocatore della sua intera famiglia affinché circondi Paula e l’aiuti a non perdersi lungo il confine della vita.

UN LIBRO JUNIOR

il caso del dolce di natale chiave di sophiaIl caso del dolce di natale (e altre storie) – Agatha Christie

Prendete un investigatore. Aggiungete un Natale in campagna. Metteteci un principe e un rubino rubato. Glassate con un gioco all’omicidio, e servite fumante. Cosa convincerà Poirot a lasciare il solitario, ma comodo, caminetto (a gas!) di casa, per indagare anche a Natale? Riuscirà a risolvere il caso, e soprattutto: capirà qual è il vero spirito del Natale? Una raccolta di sei imprevedibili racconti, frutto di una penna geniale che, dietro la semplicità stilistica, nasconde cura dei dettagli e volontà di stupire: una miscela perfetta di suspence e linearità. Adatto dai 12 anni in su.

UN FILM

il-cacciatore-chiave-di-sophiaIl cacciatore  Michael Cimino

Il Cacciatore è considerato uno dei capolavori del genere cinematografico di guerra, seppur ne parli poco. Come Ungaretti si trova di fronte a contrasto emotivo, rappresentato dalla condizione abietta dei ricordi di guerra in contemporanea all’arrivo del Natale, così nel film i protagonisti appena rientrati dal Vietnam si presentano deboli e speranzosi di poter ritrovare un loro proprio equilibrio. Focolare non è solo casa e famiglia, ma anche comunità. Una comunità che deve essere in grado di favorire la ricerca del proprio posto nel mondo. Purtroppo, non tutti i protagonisti del film riescono a trovare il loro, tant’è vero che alcuni perderanno se stessi. Per Ungaretti la soluzione furono le quattro capriole di fumo; in questo film invece è l’amicizia.

UNA CANZONE

chiave-di-sophia-tiromancinoImmagini che lasciano il segno  Tiromancino

Se la parola “focolare” rimanda all’insieme di relazioni ed affetti che compongono quella che riconosciamo come “casa” (ovunque essa sia e in qualsiasi forma essa si proponga), questa canzone del 2014 può fare da sottofondo a un momento di scambio e condivisione tra genitori e figli. Scritta e interpretata da Federico Zampaglione, la canzone è una dedica alla figlia Linda, diventata “la ragione che lo muove, l’essenza della sua esistenza, la sua motivazione”. Una canzone dalla sonorità sempre fresca, che propone agli ascoltatori una piacevole presa di coscienza da parte del cantante riguardo l’importanza che la figlia ha per la sua vita.

UN’OPERA D’ARTE

lecture de la bible chiave di sophia focolareLa lecture de la Bible – Jean-Baptiste Greuze (1755)

Il concetto di focolare viene sempre associato a situazioni e ambienti che riuniscono un gruppo intimo di persone in un contesto di calore materiale o figurato. Esso viene così a identificarsi come momento di condivisione e di unione, spesso inteso in ambito familiare. Quello che viene raffigurato nel dipinto dell’artista francese Greuze è proprio uno di questi momenti, vale a dire quello in cui il padre di famiglia, circondato da moglie e figli al completo, siede a un tavolo per leggere un passo della Bibbia. La scena, di efficace realismo, si svolge all’interno di una casa scarsamente arredata, dove la crudezza dei muri freddi sembra farla da padrona. Tuttavia il forte senso di calore, abilmente trasmesso dal pittore mediante l’uso di tonalità calde, emerge dallo stretto legame affettivo esistente tra i familiari: un legame sacro quanto le parole pronunciate dal pater familias chino sopra la sua Bibbia, verso il quale i volti attenti dei figli manifestano un senso di profondo rispetto.

 

Appuntamento al prossimo mese, con la prossima parola!

 

Francesca Plesnizer, Sonia Cominassi, David Casagrande, Simone Pederzolli, Federica Bonisiol, Luca Sperandio

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“Bianco” Natal? Qualche dubbio sul presepe “tradizionale”

La Basilica dell’Annunciazione, a Nazareth, offre uno spettacolo insolito, almeno ad un visitatore italiano: la piccola cinta muraria attorno alla chiesa, infatti, è decorata con mosaici, affreschi, murales e bassorilievi provenienti da ogni parte del mondo, ognuno raffigurante una Madonna con Bambino “assimilata” alla cultura di provenienza. C’è la Madonna coreana, con un coloratissimo hanbok; c’è quella tailandese, coronata dal tipico copricapo a forma di stupa; ce n’è una etiope, nera, ed una cinese, asiatica, e così via, in una galleria ricchissima di costumi, razze e colori che circonda come un abbraccio l’intera basilica.

Il pensiero corre facilmente al Natale appena passato e alle usuali polemiche sollevate dai soliti noti in merito ad alcune scelte di rappresentazione del presepio. In particolare, sono state lanciate accuse di blasfemia verso alcune installazioni, come quella di Viareggio, che ha posto quest’anno un bambinello nero nella mangiatoia, quella di San Miniato Basso, in cui nel presepe vivente la Sacra Famiglia era interpretata da una famiglia senegalese, o quella di Rieti, in cui la Comunità Giovanni XXIII di don Oreste Bensi ha affidato a una coppia di immigrati ed alla loro bambina risiedenti nella comunità i ruoli principali. Lega e Forza Nuova, tra gli altri, si sono scagliati contro quella che ritengono essere una mancanza di rispetto verso la “religiosità italiana”.

Niente di nuovo né nelle polemiche né nella provenienza delle stesse, ma oggi come ieri non cessa di stupire l’insensatezza di certe posizioni. Vale la pena notare come, all’interno dei Vangeli, non si trovi una singola descrizione fisica dell’aspetto di Gesù, neanche un benché minimo dettaglio, non un cenno all’altezza, al colore di occhi o capelli, alla forma del viso. Agostino da Ippona, che da vescovo considerava le scritture come divinamente ispirate, interpreta questa mancanza affermando che Dio ha voluto che in Cristo si riconoscessero tutte le genti, e pur avendo quindi Gesù avuto un determinato aspetto in vita, di quale esso fosse si è persa ogni traccia per permettere a ciascuno di sentirsi parte della storia della salvezza.

Espressioni artistiche come quelle ammirabili a Nazareth riflettono precisamente questo principio: non avendo una iconografia “canonica” del Cristo, almeno in senso stretto, questi cambia volto, etnia, costumi e perfino postura a seconda della sensibilità dell’artista, e diventa caucasico, semita, nero, asiatico, alto, basso, grasso, magro, rispondendo non solo all’origine geografica e culturale, ma anche alla contingenza storica dell’opera in questione. Non è certo un caso, ad esempio, che la maggior parte dei “nostri” Gesù siano raffigurati in abiti rinascimentali o in tuniche romane, piuttosto che con un ben più probabile tallit.

Fin dalla sua istituzione ad opera di Francesco d’Assisi a Greccio, il presepe ha funzione principalmente simbolica, intende ricalare la nascita di Cristo nella storia presente, esattamente l’opposto quindi di congelare un momento nel tempo e lasciarlo ad una contemplazione distaccata e distante. Includere i migranti all’interno del presepe non è una mancanza di rispetto, ma al contrario un atto di riflessione storica profondamente calato nel presente, consapevole di un processo che non si fermerà per le paure o le nostalgie di gruppi più o meno ampi di persone, e che riconosce da ultimo una presenza culturalmente ed etnicamente variegata nei nostri territori che non andrà certo a diminuire.

Aggrapparsi a tradizioni religiose spacciandole per nazionali è un’operazione che snatura il senso più vero e profondo di dette tradizioni, costringendo in una veste locale un messaggio nato per essere invece universale. Senza contare il fatto, ovviamente, che se si volesse davvero essere storicamente accurati, ci sono ben poche possibilità che una famiglia ebrea del I secolo a.C. somigliasse a quella, rigorosamente europea e caucasica, rappresentata nel presepe “tradizionale”.

Giacomo Mininni

 

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Dicembre è anche cultura, filosofia e arte

L’arrivo di Dicembre porta con sè la magia del Natale e delle festività. Il freddo è arrivato e con lui la voglia di trascorrere del tempo a casa, al caldo e con le persone a noi care, magari coccolati da un buon libro o da un film. Dicembre però è anche il momento di riscoprire le nostre città addobbate dalle luci e dai colori del Natale e con l’occasione magari participare ai molti eventi culturali che animano anche il periodo pre-natalizio. Non solo concerti e mercatini ma anche rassegne culturali, mostre d’arte e incontri, un’occasione per fermarmi un attimo dalla frenesia delle feste e concederci un po’ di buona e sana cultura. Per voi lettori la nostra selezione di eventi per questo mese!

22007475_1833122940048370_4234105018478688452_nLAZIO| Più libri più liberi | Roma Convention Center – La Nuvola, 6-10 dicembre 2017

La sedicesima edizione di Più libri più liberiFiera Nazionale della Piccola e Media Editoria, promossa e organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) si conferma a Roma, dal 6 al 10 dicembre ma con una grande novità:  abbandonata la storica sede del palazzo dei Congressi, la Fiera giunge all’Eur al Roma Convention Center La Nuvola, il nuovo centro congressuale di Roma, progettato da Massimiliano e Doriana Fuksas. La struttura, con i suoi 8.000 posti complessivi, un Auditorium in ciliegio americano capace di accogliere 1.800 persone, è una realtà che opera con successo nel mercato mondiale dei congressi e dei grandi eventi, grazie ad eccellenti caratteristiche funzionali e a un valore sia artistico che architettonico molto forte. «È un passaggio che ci rende orgogliosi – ha commentato il presidente di AIE Ricardo Franco Levi –  la nostra Più libri più liberi in un palcoscenico così prestigioso e innovativo consolida la manifestazione come appuntamento fondamentale dell’Associazione, insieme a Tempo di Libri, perché dedicata espressamente alla piccola e media editoria e voluta e sostenuta da tutta l’editoria, grande e piccola».

Più libri più liberi è l’evento editoriale più importante della Capitale dedicato esclusivamente all’editoria indipendente dove gli editori provenienti da tutta l’Italia, presentano al pubblico le novità e il proprio catalogo. Un programma ricco di appuntamenti che conferma la vivacità della media e piccola editoria italiana, capace di individuare le voci più interessanti del panorama italiano e internazionale.

Sono circa 500 gli editori – 100 in più rispetto allo scorso anno -, cinque giorni e più di 550 appuntamenti – 200 in più rispetto alla scorsa edizione – in cui incontrare gli autori, assistere a convegni o performance musicali. Una programma di eventi rivolto ad un pubblico ampio: dai bambini ai professionisti del settore, dai ragazzi delle scuole agli adulti.

Un appuntamento da non perdere per i grandi lettori ma anche un’occasione per tutti per riscoprire la bellezza e la vivacità dell’editoria indipendente, e perchè no magari per prendere i primi regali di Natale.

Programma completo: qui

23319281_1656807291038355_4502587513094703704_nVENETO | Festival dell’Oriente, | Padova, 8-10 e 15-17 Dicembre 2017

Immergersi nelle culture e nelle tradizioni di un Continente sconfinato. L’ 8-9-10 e ancora il 15-16-17 dicembre, il Festival dell’Oriente torna a Padova, presso Padova Fiere. Mostre fotografiche, bazar, stand commerciali, gastronomia tipica, cerimonie tradizionali, spettacoli folklorisitici, medicine naturali, concerti, danze e arti marziali si alterneranno nelle numerose aree tematiche dedicate ai vari paesi in un continuo ed avvincente susseguirsi di show, incontri, seminari ed esibizioni.

Un’occasione per scoprire e sperimentare la filosofia orientale attraverso discipline come lo yoga, l’ayurvedica, lo shiatsu, il tai chi chuan e molte altre; un’ccasione per immergersi in paesi come l’India, la Cina, il Giappine, la Thailandia, la Malasia, il Vietnam e il Nepal, cercando di capirle le radici, le tradizioni e il costume locale.

Per maggior info: qui

simbolismo-mistico-il-salon-de-la-rosecroix-a-parigi-1892-1897-01VENETO | Simbolismo mistico. Il Salon de la Rose+Croix a Parigi 1892–1897 | Peggy Guggenheim Collection, Venezia, Fino al 7 gennaio 2018

Mistero, mitologia e letteratura sono le tematiche al centro di questa mostra dedicata all’arte rivelatrice e significativa dei Salon de la Rose+Croix di Parigi, organizzati tra il 1892 e il 1897. Femme fragile e fatale, creature androgine, chimere e incubi, figure stilizzate e forme anti-naturalistiche, rappresentano i soggetti prediletti dagli artisti esposti.

Per info: qui 

revolutija_mambo-bologna-dal-12-dicembre-al-13-maggio-2018-01EMILIA ROMAGNA | Revolutija. Da Chagall a Malevich, da Repin a Kandinsky | MAMbo, Bologna, dal 12 dicembre al 13 maggio 2018

Una grande mostra realizzata grazie alla collaborazione con il Museo di Stato Russo di San Pietroburgo che ha prestato le oltre 70 opere esposte. Importanti artisti – tra cui Kazimir MalevichWassily Kandinsky, Marc ChagallValentin SerovAlexandr Rodchenko – per uno studio sulla modernità dei movimenti culturali della Russia d’inizio Novecento. Dal primitivismo al cubo-futurismo, fino al suprematismo, costruendo contemporaneamente un parallelo cronologico tra l’espressionismo figurativo e il puro astrattismo.

Per info: qui

23916498_1676731642359132_3831125069350248852_oVENETO| Ve.NICE Stuff | T Fondaco dei Tedeschi  Venezia, dal 15 dicembre al 18 febbraio 2018 

T Fondaco dei Tedeschi conferma il suo impegno a sostenere l’artigianato del territorio, ospitando, dal 15 dicembre 2017 al 18 febbraio 2018, la quarta edizione di Ve.NICE Stuff, un progetto dello studio Kanz Architetti, il cui obiettivo è di valorizzare il patrimonio artistico e artigianale italiano attraverso la ricerca di un design contemporaneo e autentico. In sintonia con i valori al centro della strategia di DFS, la missione di Ve.NICE Stuff è offrire una risposta alla crescente richiesta di un’alta qualità accompagnata all’unicità e originalità del prodotto.
Nato da un’idea di Mauro Cazzaro e Antonella Maione Ve.NICE Stuff è un evento che si propone quindi di svelare un’altra Venezia, quella del prodotto glocal, frutto della creatività di designer che hanno trasformato la loro passione e attività in un vero e proprio brand.

Proprio per stimolare le relazioni tra designer emergenti e attività commerciali di qualità in città, il progetto Ve.Nice Stuff di quest’anno tesserà un legame tra T Fondaco dei Tedeschi e una selezione di negozi cittadini, inserendoli nell’evento come altrettante occasioni espositive ove il pubblico potrà ritrovare i prodotti dei designer in mostra nell’Event Pavilion.

Maggior info: qui

Elena Casagrande & Claudia Carbonari

Libri selezionati per voi: dicembre 2017!

Dicembre è arrivato e con lui il conto alla rovescia per il Natale. Il periodo più magico e più luccicante dell’anno sta iniziando; d’altro canto le pubblicità in tv, gli addobbi lungo le vie del centro, i richiami dei centri commerciali non fanno altro che ricordarcelo. Non lasciamoci sopraffare dalla frenesia della corsa ai regali, ma cerchiamo di vivere questo mese con tutta la serenità che gli si addice, meglio se con un libro in mano tra una pausa e l’altra!

Ecco a voi tanti consigli di lettura, che possono essere anche un suggerimento per le vostre idee regalo. Sì, a Natale quest’anno prendetevela comoda e regalate un libro… leggere piace a tutti!

 

ROMANZI CONTEMPORANEI

piccoli-equivoci-senza-importanza-la-chiave-di-sophiaPiccoli equivoci senza importanza – Antonio Tabucchi

Si tratta di undici racconti, poco più di un centinaio di pagine. Si ha l’impressione di leggere dei ritratti postmoderni, con personaggi dubbiosi, timorosi e nostalgici. Ogni personaggio, di estrazione sociale, età e cultura differenti, viene colto dall’equivoco e dal casuale. Ciò che non avrebbe dovuto rappresentare più di un imprevisto diviene, invece, fonte di turbamento e di sconcerto. Voilà: le storie diventano racconti esistenziali solcati da salti temporali che confondono memorie e vissuto.

la-figlia-della-fortuna-la-chiave-di-sophiaLa figlia della fortuna – Isabel Allende

Nel paese natio dell’autrice una neonata, sul far dei primi decenni dell’Ottocento, viene abbandonata sulla soglia di casa di tre fratelli inglesi, i Sommers, i quali decidono di prendersene cura. Questi impartiscono alla trovatella Eliza un’educazione rigida, la quale non riesce tuttavia a sopprimerne l’animo sentimentale e passionale. La giovane, rifiutando il futuro prescelto per ogni damigella di buona famiglia, intraprende un viaggio alla ricerca dell’amato passando da una parte dell’America all’altra.

UN CLASSICO

teresa-neera-la-chiave-di-sophiaTeresa – Neera (1886)

Teresa è una giovane donna di fine Ottocento, una ragazza vivace, solare, ma allo stesso tempo segnata dalle convenzioni sociali, che la spingono a vivere con devozione e senso del dovere il ruolo che ricopre all’interno del nucleo familiare. La sua esistenza prosegue tranquilla, scandita da un ritmo stagionale, tipico del mondo rurale, fino a quando non conosce la luce e la passione del vero amore. Purtroppo però le sue ambizioni si scontreranno con ciò che il padre ha immaginato per lei, dando vita ad una serie di contrasti fisici ed interiori. Un romanzo ricco di spunti riflessivi, consigliato a tutte le donne che, con grande coraggio, sanno rispettare le proprie origini, senza tuttavia rinunciare ai più profondi, intimi desideri.

SAGGISTICA

la-democrazia-in-trenta-lezioni-la-chiave-di-sophiaLa democrazia in trenta lezioni – Giovanni Sartori

Si tratta di un saggio di trenta brevi lezioni, da circa tre pagine ciascuna, volte a fornire delle risposte ad alcune tra le più impellenti domande politiche e filosofico-politiche dell’uomo contemporaneo. Con il suo consueto linguaggio cristallino ma non semplificatore, Sartori approfondisce interrogativi come la natura della democrazia, le condizioni che la rendono possibile, le sue debolezze, il perché si deve preferire un sistema democratico, la sua potenziale esportabilità e molti altri ancora.

JUNIOR

il-merlo-e-il-pappagallo-la-chiave-di-sophiaIl merlo e il pappagallo – Antonie Schneider, Jozef Wilkon

C’era una volta un merlo nero che appollaiato nel suo comodo e caldo nido.. non riusciva a cantare. Il povero merlo non riusciva a fare amicizia con gli uccelli del vicinato, finché un giorno conobbe un bellissimo uccello colorato.. Grazie all’amico pappagallo, il merlo riuscì a prendere fiducia in se stesso, imparando ad apprezzare anche il mondo che lo circonda. Una storia per tutti i bambini della scuola primaria!

coccodrilli-a-colazione-la-chiave-di-sophiaCoccodrilli a colazione – Emanuela Nava

Eugenia e Chariza sono amici di penna. Lei abita in Italia, ha 9 anni e adora i pasticcini. Lui ha 14 anni, vive in Zimbabwe, mangia i coccodrilli e ha la faccia nera come un budino al cioccolato. Chariza è il principe nero di Eugenia, anche se non conosce la storia di Cappuccetto Rosso. Chariza promette che se Eugenia lo sposerà le racconterà una storia diversa ogni sera, una per ogni animale che conosce! Questo libro è la raccolta delle divertenti e tenere lettere che Eugenia e Chariza si inviano da un continente all’altro. Se avete 8 anni tuffatevi in questa storia di vera amicizia che unisce profondamente due bambini tanto lontani.. Sono sicura che vi piacerà!

Sonia Cominassi, Anna Tieppo, Federica Bonisiol

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Il caldo amore di un genitore, asfissiante

A un certo punto ci siamo svegliati la mattina del 25 dicembre senza attesa per i regali, senza quel senso di curiosità straripante che ci faceva volare giù dal letto. Non ci siamo più fiondati dai regali che un misterioso Babbo Natale ci aveva lasciato di notte.

Non è più accaduto perché quei due che di solito si prendevano cura di noi ci hanno dato una delusione straziante.
Non esiste alcun simpatico signore che vola con le renne di casa in casa.

Li abbiamo odiati, probabilmente, se ci ricordiamo il momento della scoperta.

Quella forse è stata la prima volta in cui abbiamo messo in discussione i nostri genitori. D’un tratto non erano più il riferimento massimo per la nostra vita, ma una minaccia, una fonte di delusione.

Da allora è stato un susseguirsi di litigi, lotte per ottenere un gioco, un motorino, un’uscita con la compagnia.

I figli sono sempre scontenti, sembra che ogni comportamento non sia quello giusto, che si sbagli sempre qualcosa.

Eppure i genitori fanno sempre tutto per amore dei figli. Non c’è momento in cui non siano davanti a ogni cosa, nel gradino più alto del podio. Ogni atto è un modo per dar loro qualcosa di buono: un’istruzione, un’educazione che li supporti. Un sostegno e una struttura per affrontare il resto della vita nel migliore dei modi.

Dall’altra parte però non tutto viene visto allo stesso modo. Spesso si crea un solco e da una parte e dall’altra schierate due visioni opposte di una realtà impossibile da valutare in modo unilaterale.

L’unico punto di contatto sta nell’intenzione ultima: entrambe le parti vogliono il benessere e la realizzazione del figlio, a qualunque età. Ma in modi diversi.

Il modo, appunto, fa la differenza. Non basta l’aiuto economico, non bastano le scuole migliori, il cibo e i regali. Tutto molto interessante, direbbero gli adolescenti. Ma sterile.

Il rapporto poi non decolla, i figli cercano altro e i genitori si perdono a distribuire beni di qualunque tipo, come fossero un’Ikea di articoli di sussistenza.

Ma in fondo il figlio di che ha bisogno? La maggior parte dei tentavi dei genitori finisce per soddisfare bisogni del genitore stesso, per placare paure e timori di mamme e papà.

Eppure l’articolo 315 bis del Codice Civile è piuttosto chiaro sulla modalità con cui un figlio dovrebbe essere cresciuto. Per una volta la legge non è fredda e sterile, ma ci indica la via di un comportamento che cambierebbe le sorti dell’educazione.

«Il figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni. (…)
Il figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici, e anche di età inferiore ove capace di discernimento, ha diritto di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano».

Ai ragazzi interessa questo, ai bambini ancora di più. Non è tanto il regalo da scartare, l’entusiasmo dei figli è legato alla presenza. Alla condivisione del tempo. L’affetto che percepiscono sapendo che i genitori sono lì da qualche parte pronti ad avvolgerli.

Se non ci fidiamo della legge, chiediamo alla natura, che non sbaglia mai.

L’esperimento di Harry Harlow (psicologo statunitense del Novecento) ci illumina su quello che un cucciolo di scimmia può provare rispetto alla presenza di un genitore. Harlow ha preso delle scimmie e con un gesto di temporanea crudeltà le ha separate dalla mamma. Questi cuccioli di scimmia sono stati poi lasciati in una gabbia: da una parte una “mamma metallica”, cioè un fantoccio in metallo con un biberon annesso, e dall’altra una “mamma morbida” fatta di panni di stoffa su cui appoggiarsi.

Niente, non è il cibo la cosa che le scimmie hanno voluto.

Non è la sopravvivenza fisiologica che istintivamente viene cercata da una piccola scimmia. Questi esemplari si stringevano al fantoccio di stoffa per trovare conforto.

Una coccola non vale un sorso di latte.

Le scimmie al massimo correvano a bere per pochi secondi, e poi tornavano a cercare affetto da quella cosa morbida, calda, accogliente.

Insomma, che sia Babbo Natale o un genitore a portare regali o biberon di latte, la cosa importante è assecondare i bisogni e le inclinazioni dei figli, o, mal che vada, ricoprirsi di stoffa.

 

Giacomo Dall’Ava

[Immagine tratta da Google immagini]

Musei formato famiglia: 10 mostre da vedere durante le vacanze

Questo articolo è dedicato ai veri protagonisti delle feste natalizie: i bambini.
Non dimentichiamoci – sopraffatti dal vortice affannoso dell’ansia da regali – che i bimbi sono in primo luogo esseri curiosi e affamati di nuove esperienze, e che il dono più prezioso che possiamo far loro è un po’ del nostro tempo.
Accompagniamoli in punta dei piedi alla scoperta dell’arte, della letteratura, della scienza, perché sono proprio queste esperienze condivise che restano nel ricordo una volta cresciuti, più di ogni altro giocattolo o regalo materiale.

Di seguito propongo quindi una breve selezione di mostre a livello nazionale con un’offerta didattica interessante, per il piacere di grandi e piccini.

the-art-of-the-brick_la-chiave-di-sophiaThe art of the brick
Milano. Fabbrica del Vapore. Fino al 29 gennaio 2017.

L’artista statunitense Nathan Sawaya – con le sue 85 opere realizzate con oltre un milione di mattoncini LEGO® – stimola a progettare, costruire, inventare nuove forme e soprattutto a credere nelle proprie capacità creative.   Una mostra che incanta bambini e adulti: dal dinosauro lungo oltre sei metri alla riproduzione della Sfinge e della Gioconda. L’associazione AdArtem propone attività per famiglie con bambini di 4-5 anni (Mattoncino su mattoncino viene su…un grande artista!), di 6-10 anni (L’arte non ha regole!) e per famiglie con adolescenti (Talenti in corso).
Per informazioni e prenotazioni sulle attività: www.adartem.it
Per informazioni sulla mostra: www.artofthebrick.it.

museo-storia-naturale-milano_la-chiave-di-sophiaOrigini, storie e segreti dei movimenti della Terra
Milano. Museo di Storia Naturale. Fino al 30 aprile 2017.

Per scoprire il nostro pianeta e cercare di capire gli eventi naturali che lo caratterizzano, ma è anche un’ottima occasione per riflettere insieme ai bambini sulla recente tragedia che ha colpito il Centro Italia.
La mostra offre un percorso ben strutturato tra immagini spettacolari, fotografie satellitari provenienti dalla NASA, diorami, simulazioni di tsunami, sismografi e strumentazioni antiche e moderne. Inoltre l’Associazione Didattica Museale organizza attività e visite guidate per famiglie, tra cui Quando la terra trema, per famiglie con bambini di 6-11 anni. Per informazioni e prenotazioni: www.assodidatticamuseale.it

mostra-basquiat-milano_la-chiave-di-sophiaJean-Michel Basquiat
Milano. Mudec – Museo delle Culture. Fino al 26 febbraio 2017.

Per confrontarsi con un grande protagonista dell’arte contemporanea e riflettere su temi delicati come quelli del razzismo e delle differenze culturali.
La mostra attraversa la breve ma intensa carriera di Basquiat, conclusasi con la sua morte prematura all’età di soli ventisette anni. Un artista che viene rapidamente assimilato dai bambini per il suo stile semplice e infantile, e per la derivazione dei suoi disegni dai cartoni animati, la cultura pop e i graffiti urbani.
Attività per famiglie a cura dell’Associazione AdArtem. Per informazioni e prenotazioni sulle attività: www.adartem.it.
Per informazioni sulla mostra: www.mudec.it/ita/jean-michel-basquiat.

escher-mostra-milano_la-chiave-di-sophiaEscher
Milano. Palazzo Reale. Fino al 22 gennaio 2017. 

Per divertirsi a scoprire la geometria e imparare che anche l’occhio può trarre in inganno.
La mostra accompagna lo spettatore in un viaggio all’interno dello sviluppo creativo dell’artista, a partire dalle radici stilistiche liberty, per poi soffermarsi sul suo amore per l’Italia e individuare nel viaggio a L’Alhambra e a Cordova l’origine di un’ossessione per le forme geometriche che Escher esprime attraverso le sue tassellature e creazioni di oggetti impossibili.
Attività didattiche a cura dell’associazione AdMaiora (www.admaiora.education/it/mostre-ed-eventi/escher). Per informazioni e prenotazioni: www.mostraescher.it

mostra-muba_la-chiave-di-sophiaVietato non toccare
Milano. MUBA – Museo dei Bambini. Fino al 26 marzo 2017.

Una grande mostra-gioco per bambini dai 2 ai 6 anni. Sula scia delle geniali intuizioni del lavoro di Bruno Munari, designer sempre attento ai bisogni dei più piccoli, la mostra si sviluppa secondo un percorso di gioco impostato sulla scoperta, la meraviglia, l’esperienza tattile e visiva, la sperimentazione e il fare. Si approfondiscono così quattro momenti di esperienza: Le Scatole della Meraviglia, Toccare con gli occhi e vedere con le mani, il gioco Più e Meno, il Prato dei Prelibri. La mostra prevede anche laboratori settimanali per i bambini più grandi (6-13 anni) e proposte formative dedicate agli adulti. Per informazioni: www.muba.it

dinosauri-mostra-padova_la-chiave-di-sophiaDinosauri. Giganti dall’Argentina
Padova. Centro Culturale San Gaetano. Fino al 26 febbraio 2017. 

Tutti i bambini vorrebbero un dinosauro in salotto: se per Natale non fate in tempo a procurarvene uno, ecco l’occasione ideale per avvicinare i più piccoli all’universo di queste incredibili creature. Si tratta di una delle più importanti mostre su territorio nazionale sull’evoluzione dei dinosauri, con reperti unici, provenienti da un territorio paleontologicamente ricco come l´Argentina. Tra le attività per famiglie con bambini: Buenas Noches Dino (caccia al tesoro tra i reperti in mostra) il sabato alle 20 e Bingo Dino (coi numeri sostituiti da immagini relative alla mostra) la domenica alle 16. Per informazioni: www.dinosauripadova.it

immagini-della-fantasia-sarmede_la-chiave-di-sophiaLe immagini della fantasia 34
Sarmede (TV). Casa della fantasia. Fino al 29 gennaio 2017.

Finalmente una mostra che saranno gli stessi bambini a spiegarvi, e che quindi consiglio a tutti gli adulti. Per ridare una lucidata al muscolo dell’immaginazione che, come si sa, con il tempo tende a diventare pigro.
Questa edizione accoglie una sezione speciale dedicata alle figure dal Cile, mentre l’ospite d’onore è Guido Scarabottolo, grafico e illustratore italiano le cui creazioni sono apparse in diverse mostre nazionali ed estere. Il corpus centrale della rassegna è Panorama, la sezione che raccoglie oltre 30 illustratori e libri dal mondo. E nella sezione Planetarium la bellezza della scultura neoclassica viene raccontata ai bambini attraverso le favole di Antonio Canova. Nei weekend laboratori e letture animate attendono le famiglie. Per informazioni: www.sarmedemostra.it

ariosto_mostra_ferrara_la-chiave-di-sophiaOrlando Furioso. 500 anni. Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi
Ferrara. Palazzo dei Diamanti. Fino al 29 gennaio.

L’immaginario dell’Ariosto, ricco di illusioni, dame, cavalieri e animali fantastici non può che incantare la mente dei bambini. È possibile partecipare ai laboratori didattici dove i bambini sono portati ad interagire con le tematiche proposte nell’esposizione, sollecitando alla partecipazione attiva e alla rielaborazione creativa. In occasione della mostra è stato inoltre presentato il libro di Luigi dal Cin e Pia Valentinis: Orlando Pazzo nel Magico Palazzo (Ferrara Arte Editore). Il racconto evoca con ironia l’universo cavalleresco esplorato nel Furioso riproponendo, in modo semplice e chiaro, il ritmo che caratterizza il poema e la preziosità stilistica delle ottave ariostesche. Accompagnano il testo le bellissime tavole di Pia Valentinis che, di volta in volta, interpretano i toni della narrazione con vivace originalità.

pinocchio-mostra-cinecitta_la-chiave-di-sophiaPinocchio a Cinecittà: Natale nel paese dei balocchi
Roma. Cinecittà. Fino all’8 gennaio 2016.

Ogni bambino prima o poi si identifica con Pinocchio. Per avventurarsi alla scoperta del mondo del celebre burattino, nato nel 1881 dalla mente creativa di Carlo Collodi, gli spazi espositivi di Cinecittà e l’area verde del Play Garden ospitano un ricco calendario di iniziative, esposizioni, proiezioni e laboratori.
Per informazioni: www.cinecittasimostra.it

sensi-unici-mostra-roma_la-chiave-di-sophiaSensi unici
Roma. Palazzo delle Esposizioni. Fino al 26 febbraio 2017.

Una mostra di libri e opere tattili per educare, risvegliare i sensi e imparare a percepire la realtà con occhi e mani nuove. Libri nazionali e internazionali, tavole materiche e operative, coinvolgono direttamente il pubblico grande e piccino nella lettura tattile dell’opera, per scoprire le potenzialità espressive e comunicative dei materiali. E’ previsto un ricco programma di laboratori per famiglie e bambini da 3 a 6 anni la domenica dalle 11 alle 13.
Per prenotazioni (consigliate): tel. +39 06 39967500. Per informazioni sulla mostra: www.palazzoesposizioni.it/categorie/mostra-sensi-unici

Claudia Carbonari

[Immagini tratte da Google Immagini]

Mawlid al-Nabi, Natale e Hannukkah: buone feste!

Quest’anno, una volta tanto, sono arrivate le feste senza che partisse la solita, noiosa polemica sui presepi a scuola, sulle feste comandate, sugli uffici pubblici chiusi. Una volta tanto, insomma, ci sono cose più importanti di cui discutere, e tra crisi di governo nostrane e attentati internazionali parrebbe proprio così.

Anche nella crisi, soprattutto nella crisi, il periodo delle festività invernali rappresenta però un’occasione unica e necessaria di rientrare in sé, di riscoprire la dimensione del sacer, di coltivare relazioni, di dedicare almeno per qualche giorno tempo ed energia ad una spiritualità che non sia quella del dio dell’efficienza, del guadagno e del consumo. Un’occasione anche, e pare paradossale in un momento di forte divisione e di muri resi ancora più alti da quanto accaduto a Berlino e Zurigo, di riscoprire unità e comunione con chi vive forme diverse di spiritualità, appartiene ad altre religioni, professa altri credo. Il mese di dicembre, infatti, raccoglie alcune tra le feste più sacre di un gran numero di religioni differenti, in primo luogo delle tre abramitiche.

Per la religione ebraica, dal 25 al 31 dicembre si festeggeranno i giorni dell’Hannukkah, la ‘Festa delle Luci’. La festività, pur se non tra le più importanti del calendario rabbinico, ricorda un momento di forte unità culturale e nazionale per il popolo d’Israele, la vittoria della rivolta guidata da Mattatia contro i Seleucidi, che avevano conquistato Gerusalemme ed avevano proibito il culto ebraico. In origine le luci cui si riferisce la festa erano quelle del nuovo altare consacrato nel Tempio a memoria della vittoria, un segno tangibile della reistituzione del culto rabbinico, ma con gli anni il simbolismo ha prevalso, si festeggia la vittoria della luce sulle tenebre accendendo candele, si coltivano le relazioni familiari, si fa festa con balli e canti tradizionali.

Per la maggior parte dei cristiani (gli ortodossi festeggeranno a gennaio), il 25 dicembre è ovviamente Natale, commemorazione del mistero centrale del cristianesimo, la nascita di Gesù a Betlemme che segna il momento in cui Dio si fa Uomo, l’infinito scende nel finito, l’eterno entra nel tempo. Sorvolando sul fatto che con ogni probabilità Cristo è nato in tutt’altro periodo dell’anno, il Natale è sempre stato un’occasione di riunione e di incontro, nelle comunità e nelle famiglie. Non troppo recentemente, la seconda festa più importante del cristianesimo dopo la Pasqua si è ridotta ad un lucrativo business fatto di luci e regali, il trionfo del consumismo che campeggia dove invece si ricorda la semplicità e l’umiltà di un Dio che si fa povero, senzatetto e profugo: un paradosso che è necessario superare per riscoprire il senso vero della festa.

Lo scorso 12 dicembre, infine, moltissimi musulmani hanno festeggiato il Mawlid al-Nabi, la memoria della nascita del Profeta Muhammad. Non per tutto l’islam il Mawlid al-Nabi, o i Mawlid in generale (ogni ricorrenza della nascita di grandi personalità, di solito santi), è considerato una festività, dato che per alcune scuole di pensiero come la salafita festeggiare una creatura, sia pure il Profeta, sarebbe una mancanza di rispetto verso il Creatore; la tradizione popolare ha però perlopiù avuto la meglio sui divieti teologici, e il Mawlid è occasione di grandi celebrazioni in molte parti del mondo, un segno di gratitudine verso l’uomo che seguendo la volontà di Dio ha unificato la Umma (la comunità dei credenti) e ha indicato la via per il Paradiso.

Tutte e tre le religioni abramitiche, nel celebrare la propria identità, durante le festività di dicembre richiamano all’unione, all’incontro, alla riscoperta non solo e non tanto di tradizioni, quanto di relazioni e momenti di comunione. Anche e soprattutto alla luce dei recenti fatti di cronaca, sarebbe opportuno ascoltarle, meglio se lontani dal delirio consumistico e fagocitante della logica dell’Occidente capitalistico.

Buone feste a tutti, quindi. Ma proprio a tutti.

 

Giacomo Mininni

[Immagine tratta da The Friday Times]

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Il declino del cinepanettone: un genere al capolinea(?)

Agli italiani piacciono ancora i cinepanettoni? Guardando i titoli presenti nei cinema di tutto il Paese in questi giorni si direbbe proprio di sì ma, a un’analisi più attenta, la risposta non è proprio così semplice e immediata.

A una settimana esatta dai festeggiamenti del 25 dicembre, sono addirittura cinque i film italiani girati e prodotti appositamente per essere distribuiti durante il periodo natalizio. Qualche anno fa si sarebbero chiamati “cinepanettoni”, un genere inaugurato nel 1983 dallo storico Vacanze di Natale di Carlo Vanzina. Una lunga serie di film divenuti in pochi anni un vero e proprio fenomeno di costume nazionalpopolare. Sale piene, spettatori divertiti e produttori arricchiti all’inverosimile. Con lo scioglimento della coppia Boldi-De Sica però le cose hanno iniziato lentamente a cambiare e l’interesse e l’affetto del pubblico italiano sono scemati sempre più. Il problema è che le grandi case di produzione italiane continuano ancora oggi a pensare che il cinepanettone sia sinonimo di incasso sicuro e garantito e ogni Natale quindi, lo ripropongono in sala con trame sempre più inconsistenti e siparietti a dir poco imbarazzanti. Negli ultimi anni i soldi sono arrivati, ma sono bastati a malapena per coprire i costi di produzione dei film, a fronte dei quasi 30 milioni di euro incassati da Natale sul Nilo nel 2002. Il fatto che l’età aurea di questo genere sia ormai solo un ricordo lontano è un pensiero comune a molti. La vera novità è che il 2016 potrebbe essere ricordato come l’anno che ha sancito il capolinea definitivo dei cinepanettoni. Nel primo weekend d’uscita (fondamentale per capire come saranno gli incassi futuri e complessivi di una pellicola) i cinque film italiani di Natale hanno incassato cifre che non hanno nemmeno sfiorato i risultati degli anni scorsi. Al suo debutto, il nuovo film con Christian De Sica Poveri, ma ricchi ha incassato appena 74 mila euro in tutta Italia. La stessa sera, Un Natale al Sud e Natale a Londra hanno incassato rispettivamente 13,857 euro e 48,737 euro (secondo i dati forniti dal Cinetel, n.d.r), posizionandosi all’ottavo e al sesto posto della classifica italiana. Per carità, le cifre aumenteranno tra Natale e Santo Stefano quando la gente sarà in vacanza e avrà più tempo per andare al cinema, ma le stime finali fanno presagire, già da ora, un fiasco pesantissimo per l’intera industria cinematografica italiana.

L’unico in grado di portare il Paese al cinema sembra essere rimasto Checco Zalone, visto che anche il nuovo film di Aldo, Giovanni e Giacomo, Fuga da Reuma Park, si è rivelato un esperimento fallito sotto ogni punto di vista. Le ragioni del crollo del cinepanettone sono molteplici: il genere è ormai logoro e non ha più nulla da offrire a livello di contenuti e battute, gli spettatori hanno iniziato a scoprire e a utilizzare sempre di più le piattaforme on demand, scegliendo i titoli che amano direttamente dal divano di casa. Se proprio devono andare al cinema preferiscono i grandi blockbuster americani o il cinema d’autore conosciuto e affidabile come Sully di Clint Eastwood. La domanda da porsi allora è: può un fenomeno sociale e di costume arrivare a un epilogo definitivo? Per quanto in crisi, l’industria del cinepanettone potrebbe non morire mai del tutto. Da semplice genere cinematografico ha saputo trasformarsi in una vera tradizione popolare, proprio come il dolce da cui prende il nome. Liberarsene potrebbe essere davvero molto difficile perché, anche se non lo vogliamo ammettere, il cinepanettone è riuscito a diventare, anno dopo anno, una piccola parte di noi.

Alvise Wollner

Selezionati per voi junior: Natale 2016!

Dicembre ha bussato alle nostre porte, il freddo la fa ormai da padrone, e Natale pian piano si avvicina. Per molti bambini questo periodo di giornate corte e gelide, di nasi rossi e mani congelate malgrado sciarpe e guanti di lana, di alberi addobbati e profumo di dolci e biscotti, è il periodo più bello dell’anno. In effetti, possiamo dargli torto? Forse per gli adulti con il passare degli anni la magia del periodo natalizio si fa sempre più debole; ma poterlo rivivere negli occhi dei figli o dei nipotini ha una magia ancor più speciale!

Siccome ogni Natale ‘ben riuscito’ deve assolutamente offrire un pacchetto scintillante da trovare sotto l’albero e da scartare alla velocità della luce, noi de La Chiave di Sophia facciamo i ‘guastafeste’, e anziché giocattoli, proponiamo a voi genitori a voi zii o a voi nonni Babbi Natale di acquistare qualche libro! Non preoccupatevi, tra i nostri selezionati di oggi, nessun libro grosso o impolverato e nessun libro di filosofia. Vi proponiamo alcuni must-have della letteratura per l’infanzia, che potrete trovare anche in versione album illustrato. Abbiamo infatti scelto per voi una piccola selezione di libri famosissimi e amatissimi, che potrebbero dunque piacere con molte probabilità anche ai vostri bambini ed ai vostri ragazzi, soprattutto se glieli proponete con una bella lettura animata fatta apposta per loro!

Anche se pensate di non essere portati o se vi imbarazzate facilmente, provate a lasciarvi andare ad una lettura ad alta voce, ed improvvisate un momento di divertimento e convivialità che coinvolga tutta la vostra famiglia. Non ve ne pentirete!

 

bastoncino_cover_la-chiave-di-sophiaJulia Donaldson, Axel Scheffler − Bastoncino
Emme Edizioni, 12€, età di lettura 2-5 anni

Il primo libro che vi proponiamo è rigorosamente in tema natalizio. Protagonista è il Signor Bastoncino, un pezzettino di legno che lontano dalla sua famiglia ne dovrà affrontare davvero delle belle. Riuscirà a fare ritorno dai suoi cari? Questa storia in rima è particolarmente adatta per i bambini della fascia d’età della scuola dell’infanzia; le rime infatti sono un elemento particolarmente utile alla memorizzazione della storia e di conseguenza ne facilitano anche la comprensione.

a-caccia-dellorso_cover_la-chiave-di-sophiaMichael Rosen – Helen Oxenbury − A caccia dell’orso
Mondadori, 12€, età 2-5 anni

Un album illustrato famosissimo e amatissimo dai più piccoli. Chi non ha mai desiderato di andare con mamma, papà, fratelli e sorelle, a caccia dell’orso? Gli ostacoli da attraversare saranno tanti: prati, paludi, fiumi… I nostri protagonisti riusciranno a trovare la caverna dell’orso? Questo libro si presta benissimo ad una coinvolgente lettura animata! Se volete trarre qualche spunto per prepararvi alla vostra performance, date un’occhiata ai numerosi video YouTube: noi vi proponiamo questo (in lingua originale).

il-mostro-peloso_cover_la-chiave-di-sophiaHenriette Bichonnier – Pef − Il mostro peloso
Emme Edizioni, 14€, età 4-8 anni

Una storia che è un vero cult della letteratura per l’infanzia, visto il successo che ha ottenuto nel corso degli anni. Questo racconto esilarante non mancherà di divertire appieno anche i vostri bambini. Il mostro peloso, come tutti i mostri, è davvero orripilante: i peli che cospargono il suo corpo tutto intero, poi, non fanno altro che aggravare la sua situazione. Ebbene, il povero malcapitato è così brutto che non riesce affatto a spaventare la piccola Lucilla. Che fine farà allora il mostriciattolo? Se i vostri bambini dovettero affezionarsi a questa storia, leggete loro anche il seguito: “Il ritorno del mostro peloso”.

il-vaso-vuoto_cover_la-chiave-di-sophiaDemi − Il vaso vuoto
Rizzoli, 16€, età di lettura 6-10 anni

Una storia che giunge da mooolto lontano, che vi farà immergere nella Cina imperiale. L’imperatore in carica decide di scegliere il proprio successore mettendo alla prova i bambini del regno con un’abile (e ingannevole) astuzia. Quali saranno le doti che egli considera come le più importanti per diventare sovrani di un impero? Non vorrei svelarvi di più per lasciarvi tutta la sorpresa, ma devo proprio lasciarmi sfuggire un piccolo indizio.. Questo libro è perfetto se cercate un modo per insegnare ai vostri piccoli l’importanza dell’onestà!

lautobus-del-brivido_cover_la-chiave-di-sophiaPaul Van Loon − L’autobus del brivido
Salani, età di lettura 9-12 anni

Per i più grandicelli consigliamo un libro in tema horror, che riuscirà ad avvicinare alla lettura anche quei ragazzi che con i libri non vanno molto d’accordo. I racconti di paura, infatti, possiedono un fascino a cui è davvero difficile resistere. Cari genitori, non vi sarete mica preoccupando? Vi rassicuro: queste storie tenebrose non deluderanno i vostri ragazzi, tutt’altro! Sono sicura che non vedono l’ora di dimostrare il proprio coraggio.

 

Allora, cosa aspettate? Tuffatevi nel vasto e colorato mondo della letteratura per bambini e ragazzi. Chissà, magari ne rimarrete stupiti e affascinati, come è stato per me. Buone letture!

Federica Bonisiol

[Tutte le immagini sono tratte da Google Immagini]

Ti dono le cose che non ho mai detto

Quei momenti in cui avresti voluto dire tante cose ma non l’hai fatto, pensando fosse meglio un silenzio: quegli istanti li hai ancora in mente. Solo alla fine della giornata ritornano a occupare i pensieri e a tenerti compagnia nella notte. Ma ormai il passato è passato.

«Cos’è il ricordo se non uno spettro nascosto in un angolo della mente, pronto a irrompere durante il giorno, o a disturbare il nostro sonno, con un atroce dolore, una gioia, qualcosa che non abbiamo detto o che abbiamo ignorato?»1.

Azar Nafisi, scrittrice iraniana, così descrive il ricordo delle cose non dette e a partire da questa riflessione vorrei far iniziare questo promemoria filosofico.

Vorrei darti la possibilità di dire le cose che, quando avresti potuto e magari dovuto hai taciuto, per sentirti libero di poterlo fare almeno una volta. Per tutte quelle occasioni in cui hai scelto di non dire quello che sentivi, quello che provavi, quello che ti meritavi perché l’occasione non era giusta, non era il caso o non pensavi di poter essere preso troppo sul serio.

Per quella volta che ti sentivi il mondo crollarti addosso e volevi urlare la tua disperazione ma non potevi. Dopo aver aspettato a lungo una notizia, sperando che ti potesse giovare, spesso è arrivata la delusione che si avvinghia alle tue aspettative. Avresti voluto allora non tremare ancora e finalmente dire: “No, io non lo accetto” e poterti ribellare.

Per quella circostanza in cui, per strada o di fronte alla stazione, hai visto l’amica di anni che per un bisticcio dopo molto tempo non ti ha più parlato: quella sera invece ti ha guardato, si è voltata e non ti ha neanche salutato. L’hai salutata tu, può darsi, ma avresti voluto chiederle se davvero così ci si comporta.

Alla persona che ti ha ferito a parole, a gesti, a fatti, vorresti chiedere perché farti tutto questo male.

A quella stravagante signora che vedi ogni giorno alla fermata dell’autobus, magari vorresti chiederle come si chiama e cosa ci fa anche lei alla stessa ora lì o solo dove sta andando.

Credo che vorresti dire grazie ai tuoi genitori che vicini o lontani ci sono sempre accanto a te.

Ammetto che non confesserai mai alla persona che ami, tutto e quanto amore provi per lei, ma è un segreto che terrai per te, lo so, tranquillo.

Il tentativo che ti chiedo di fare pero’ è questo: rivela una cosa che non hai mai detto ad un altro, un nodo che hai in gola da tempo o un pensiero felice, ti sentirai più leggero.

Vorrei invece che avessi l’onestà di parlare a te stesso. Per chiarire le cose in sospeso con il tuo Io, con quel Se che alla fine è te stesso, ma mai lo stesso. Per ricordarti quanto vali, quanto veramente puoi essere contento di te quest’anno. Questo è il mio dono di Natale, per riportare alla luce chi sei e cosa hai fatto per arrivare dove ti trovi.

Non lasciare che le porte chiuse ti abbattano e non dimenticare le tue passioni per la convenienza. Non dimenticarti di te stesso dopo tante ore di lavoro, dopo tanta fatica e lascia che le cose vadano come devono andare. Devi volerti bene, rispettarti e apprezza i limiti che hai scoperto di avere, non sei sempre invincibile. Non è mai semplice ricordarti, ma ne vale sempre la pena.

Al prossimo promemoria filosofico

Azzurra Gianotto

NOTE:

1. Azar Nafisi, Le cose che non ho detto, Aldelphi, Milano, p. 14