Riscoprire il valore del libro e della lettura

Il dominio della virtualità e la digitalizzazione crescente hanno marginalizzato il libro, sostituendo il tempo, lento e paziente della lettura con la bulimia di informazione che passa attraverso social media e social network. I flussi inarrestabili e ingovernabili di informazioni stanno operando una metamorfosi antropologica che può essere sintetizzata come un passaggio da homo cogitans a homo videns, laddove il vedere non è più preceduto né seguito dall’esercizio del pensiero autonomo. Questo lo si riscontra quotidianamente: la compagnia del libro e l’esercizio della lettura hanno lasciato spazio allo scroll, allo scorrere delle dita su smartphone e tablet. I capi sono chini, non più su un libro, ma sui prolungamenti bionici delle nostre braccia, che ormai vicariano perfino le nostre menti.

Il libro e la sua fruizione sembrano non poter competere con la rapidità e il dinamismo che contraddistinguono la civiltà tecnologica. L’incanto del libro sembra svanito. Alla lettura si preferisce il consumo di video, immagini, notizie flash costituite solo da titoli ad effetto e prive di contenuti. La pratica consumistica, a servizio di una società che ci preferisce fruitori compulsivi, piuttosto che esseri pensanti, catalizza la nostra attenzione, impoverendola di ogni riflessione e mediazione operata dall’intelletto, chiudendo gli orizzonti e ogni prospettiva ulteriore rispetto al pensiero dominante. Come dimostrano i più recenti studi1, questo conduce inevitabilmente a un impoverimento delle facoltà intellettive con perdita di equilibrio interiore, saggezza e una drastica riduzione del pensiero critico.

I libri e il loro significato sembrano entità museali, relitti affondati negli abissi del mare. Il libro, tuttavia, ha la forza sorprendente di creare incrinature rispetto all’omologazione e al conformismo dominanti, di introdurre discontinuità nello status quo. Non è forse questo che vuole mostrarci l’artista Jorge Mendez Blake, inserendo proprio un libro alla base di un muro di mattoni nell’opera ribattezzata per l’appunto L’impatto del libro (2007)? Simbolicamente, l’artista intende comunicare che, seppur in maniera minima, il libro genera un cambiamento, un’impercettibile breccia all’interno di un muro apparentemente statico.

Il libro e la sua lettura generano in chi legge delle fenditure che minano la stagnazione del pensiero, che sovvertono le idee fisse, generando riflessioni nuove, favorendo la conoscenza di prospettive diverse, incoraggiando la costruzione di un pensiero laterale e critico rispetto all’omologazione della società ipermoderna. Il libro sta alla persona e alla realtà, come quel volume installato da Blake sta al muro. Una modificazione in apparenza irrilevante eppure capace di interrompere la continuità lineare del muro e di creare un lievissimo dislivello che, altrimenti, non vi sarebbe. Il libro apre una fessura sulla realtà esterna, ci invita ad abbandonare ogni rigido schematismo, a cambiare punto di vista sul mondo e sulla narrazione che di esso ci viene quotidianamente proposta e imposta.

Il libro può riportarci inoltre in contatto con la nostra interiorità stimolando il colloquio interminabile con noi stessi, aiutandoci talvolta a trasformare le nostre ferite in feritoie attraverso le quali far passare la luce di un nuovo inizio, di una nuova opportunità di consapevolezza e di senso. Il libro apre finestre sul mondo e su noi stessi. Oltre ogni confine, il libro invita ad abbandonare pregiudizi figli di una nefasta povertà educativa e culturale.

Il libro è sempre incontro con il diverso, con qualcosa di altro. In questo senso nutrirsi attraverso un libro significa relazionarsi con l’alterità, dapprima la propria, quella che ci abita e che talvolta affiora in maniera perturbante e in un secondo momento con quella dell’altro, simbolicamente rappresentata dal libro. A questo si aggiunge il fatto che il libro è sempre e ulteriormente apertura ad altro. Infatti, lungi dall’esaurire la conoscenza e la ricerca, il libro le stimola, suggerendo l’accesso ad altri testi, pertanto a nuovi orizzonti e nuove prospettive. Proprio in questo senso il libro è un potente antidoto contro ogni idea, pensiero, volontà che voglia proporsi come definitiva, restringendo le possibilità di una riflessione altra, differente.

Per questo, come non pensare al fatto che una delle prime mosse di ogni regime dittatoriale è quella di prendere il controllo e attivare la censura sui libri e su coloro che li scrivono, proibendone l’accesso, mettendoli all’indice o addirittura eliminandoli? Questo delirio è necessario ad ogni forma di governo autoritario al fine di favorire l’instaurazione e il mantenimento di un pensiero unico. Contrariamente, l’insegnamento che proviene dal libro è quello dell’apertura contro ogni forma di chiusura, della libertà di pensiero contro ogni forma di restrizione.

Diversamente da ogni tentativo sociale, finanziario e politico di appiattire la vita al già dato, il libro è un orizzonte sconfinato e vitale che nutre l’esistenza, che le concede un ampio respiro permettendole così di trascendersi. È questa l’intramontabile la lezione del libro: di non essere mai sufficientemente esaustivo, di invitare sempre ad esplorare nuovi territori, sconosciuti, impensati, aprendo varchi nei diversi muri, fisici, psicologici o sociali e nell’abolire confini, aprendo la mente di chi legge affinché s’incammini verso l’infinita materia della conoscenza e verso l’alterità che feconda la vita, che ne dilata l’orizzonte e che la riempie di significato.

 

Alessandro Tonon

 

NOTE:
1. Cfr. M. Spitzer, Demenza digitale. Come la nuova tecnologia ci rende stupidi, Corbaccio, Milano, 2013.

la chiave di sophia 2022

Una parola per voi: grandezza. Maggio 2019!

“Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,

muta pensando all’ultima
ora dell’uom fatale;
nè sa quando una simile
orma di piè mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.”

Alessandro Manzoni, Il Cinque Maggio

Manzoni dedica una poesia piena di fervore e movimento al quinto giorno del mese di maggio, giornata che, nel 1821, vede la fine di un personaggio che Hegel avrebbe definito cosmico-storico: Napoleone Bonaparte. Si dice che Manzoni scrisse la poesia di getto, sconvolto e ispirato dalla notizia della morte del grande (nel bene e nel male, ma lo sappiamo: “ai posteri l’ardua sentenza”) condottiero e imperatore francese. Manzoni lo definisce romanticamente “uom fatale”, l’uomo del destino, che ha cambiato il fato non solo della Francia ma dell’Europa intera. In quel “Ei fu” iniziale c’è il profondo rispetto per un personaggio che ha incarnato la storia. Attonita è la terra nell’apprendere della sua morte, non profferisce parola e medita sugli ultimi attimi di vita di Napoleone. Il suolo si domanda quando “una simil orma di piè mortale” calpesterà la sua violenta polvere. Se ne va a maggio, Napoleone, in un mese irruento come lui, spesso caratterizzato da una temperatura calda e passionale e da uno slancio in avanti, verso l’estate che arriva, verso il futuro. Maggio, come Napoleone nell’elogio manzoniano, è grandezza e pienezza, è la gloria della primavera che si erge e prende piede.

Ricordando questa imprescindibile figura storica, riuscite a pensare a dei libri, a un film, a una canzone o a un’opera d’arte, che celebrino la grandezza di un personaggio, reale o immaginario, di cotale portata? Un “uom fatale”, che fa e disfà, che impugna le redini e cambia il suo destino e quello altrui? La parola per voi di questo mese è “grandezza”.

 

UN LIBRO

gatsby-la-chiave-di-sophiaIl grande Gatsby – Francis Scott Fitzgerald

Manifesto degli Stati Uniti della cosiddetta Jazz Age e dei Roarin’ Twenties, The Great Gatsby (1925) è un disilluso e impietoso ritratto a specchio della upper class americana degli anni che precedono la crisi del ’29 e di molti aspetti della tumultuosa vita di Fitzgerald: l’alcol, pervasivo e onnipresente, simbolo di benessere e di trasgressione al proibizionismo, la sfrenata e patinata vita alto-borghese, l’ascesa sociale, l’amore e l’incomunicabilità con la moglie, Zelda Sayre, trasposta nella ricca e viziata Daisy. Long Island, 1922: Nick Carraway, agente di borsa, si stabilisce dalla provincia vicino alla sfarzosa villa dell’eccentrico e misterioso Jay Gatsby, con cui stringe una singolare amicizia. Gatsby è più grande dell’umano: sin da ragazzo organizza le sue giornate con una precisa scansione oraria impegnandosi in buoni propositi; ambizioso, conquista per vie lecite e illecite ricchezza e prestigio, e culla il sogno impossibile, perché «non si può ripetere il passato», di rivivere la passione di un tempo con la cugina di Nick, Daisy, di cui è immensamente innamorato.

UN FILM

imitation-game-chiave-di-sophiaThe imitation game – Morten Tyldum

Tratto dalla storia vera del leggendario criptoanalista Alan Turing, il film racconta la serrata lotta contro il tempo condotta dal matematico e dalla sua squadra durante la Seconda Guerra Mondiale per decifrare il codice segreto nazista denominato “Enigma”. Il film è un ritratto onesto del geniale Alan Touring, personaggio decisamente complesso che l’attore Benedict Cumberbatch interpreta magnificamente. Senza dubbio uno dei migliori film del 2014 e restituisce in maniera contemporaneamente cruda e poetica la storia della drammatica e toccante vita del genio britannico.

UN’OPERA D’ARTE

tiziano-la-chiave-di-sophiaCarlo V a cavallo – Tiziano

Il grande artista cadorino Tiziano Vecellio venne chiamato nel 1548, all’apice della sua carriera e della sua fama, a recarsi nella città di Augusta per eseguire alcuni importanti ritratti dell’imperatore Carlo V. Lo scopo era quello di celebrare la grandezza umana e militare dell’imperatore asburgico, colui che, per la prima e unica volta nella storia, ha potuto governare un territorio così vasto da essere definito “impero su cui non tramonta mai il sole”, esteso dall’Europa alle colonie spagnole dell’America Latina. Questo monumentale dipinto su tela, alto oltre tre metri e oggi conservato al museo del Prado a Madrid, raffigura Carlo V seduto a cavallo all’indomani della sua storica vittoria contro i protestanti nella battaglia di Muhlberg. Esso è certamente il più importante tra i ritratti che Tiziano dedicò all’imperatore, poiché è l’unico ad avere la forma di ritratto equestre (celebrativo per antonomasia) ed è quello che meglio di tutti comunica la grandezza, politica e morale, del grande imperatore, strenuo difensore del Cristianesimo contro il luteranesimo allora dilagante tra le popolazioni tedesche.

UNA CANZONE

viva-la-vida-la-chiave-di-sophiaViva la vida – Coldplay

“I used to rule the world / Seas would rise when I gave the word / Now in the morning I sleep alone / Sweep the streets I used to own” (“Governavo il mondo intero / i mari si alzavano al mio comando / Adesso mi sveglio e sono solo la mattina / spazzo le strade che erano mia proprietà”). Il re fittizio del grande successo dei Coldplay (correva l’anno 2008) ha vissuto momenti di grande gloria ma è caduto in disgrazia: qualcosa della sua storia ci richiama al Napoleone con cui abbiamo iniziato la nostra ricerca artistica nella grandezza. Il ricordo del potere e la miseria del presente si alternano in una canzone ricca e coinvolgente che nasconde un messaggio di critica ad ogni autoritarismo, cui segue sempre una ricerca di libertà da parte del popolo (del resto, in copertina all’album troviamo proprio La libertà che guida il popolo, opera di Delacroix in riferimento alla rivoluzione francese). Ma qui si entra nella psicologia del personaggio, che dopo essersi apparentemente goduto il suo potere arriva alla comprensione di come tutto sia fuggevole: “One minute I held the key / Next the walls were closed on me / And I discovered that my castles stand / Upon pillars of salt and pillars of sand” (“Un attimo prima avevo in mano le chiavi / quello dopo le mura mi si chiudevano addosso / e ho capito che i miei castelli si reggevano / su pilastri di sale, pilastri di sabbia”). La canzone si chiude con un momento quasi silenzioso dopo i fasti e le campane del ritornello, alcuni lunghi secondi di calma e di compianto, che sono come un abbandono, quasi un “mortal sospiro”.

 

Francesca Plesnizer, Rossella Farnese, Martina Notari, Luca Sperandio, Giorgia Favero

 

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Una parola per voi: passato. Gennaio 2019

«Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato.»

da Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald.

Gennaio, primo mese dell’anno, simboleggia sempre un nuovo inizio. Tuttavia, ogni nuovo inizio porta inevitabilmente con sé un bilancio, ossia uno sguardo a ciò che c’è stato prima, un volgersi indietro, verso il passato.

“Passato” è la parola per voi scelta per questo gennaio 2019, tratta dalla frase che chiude il romanzo Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald, pubblicato nel 1925. A parlare è Nick Carraway, narratore e amico di Jay Gatsby, il facoltoso innamorato che fa di tutto per riavere la sua Daisy. La battuta conclusiva di quest’opera letteraria evoca la speranza e la naturale spinta in avanti, verso l’avvenire, che caratterizza l’essere umano. Al contempo però, mette in luce anche una sua caratteristica del tutto opposta: l’uomo tende a tornare indietro, facendosi trasportare da una corrente contraria. “Risospinti senza posa nel passato”, scriveva Fitzgerald: non possiamo impedirci di ripensare a chi siamo stati, a quello che abbiamo fatto. I ricordi non ci abbandonano mai – sia che siano lieti, sia che siano infausti. Cosa saremmo, in fondo, senza il nostro passato? E come potremmo costruire il nostro futuro o alimentare i nostri progetti, senza la memoria di ciò che siamo stati?

Ecco per voi una selezioni di libri, film, canzoni e opere d’arte che riflettono sull’importanza del volgere lo sguardo al passato – specie prima di compiere un salto in avanti.

 

UN LIBRO

la-chiave-di-sophia-il-cimitero-di-pianoforti-peixotoIl cimitero dei pianoforti  – José Luis Peixoto

“Saudade”, direbbero i portoghesi. Un padre muore. Può così ripercorrere la sua vita, fatta, come tutte le esistenze, di gioie e dolori, rischiarata dalla passione e dall’amore, funestata dall’alcol. Un figlio, Francisco Lázaro, maratoneta portoghese, fa lo stesso. Mentre corre la maratona alle Olimpiadi di Stoccolma del 1912, ricordi e pensieri sul presente si intrecciano in un flusso di coscienza che si arresterà al trentesimo chilometro. Due persone si raccontano. Entrambe morte. Entrambe fortemente legate ai vivi.

 

UN LIBRO JUNIOR

caccia-alla-tigre-dai-denti-a-sciabola-chiave-di-sophiaCaccia alla tigre dai denti a sciabola – Pieter Van Oudheusden, Benjamin Leroy 

“Vieni, andiamo indietro nel tempo. Andiamo fino a un tempo di molto tempo fa e ancora prima”. Inizia così questo bellissimo album illustrato che, come avrete capito, vi porterà al tempo degli uomini preistorici. Se voi foste uno di loro vorreste di sicuro andare a caccia della temuta tigre dai denti a sciabola come vorrebbe fare Olun, il piccolo protagonista del racconto. Riuscirà a trovarla? Divertitevi a scoprire tutti i particolari delle illustrazioni di questa storia, adatta ai bambini dai 4 ai 6 anni all’incirca.

 

UN FILM

la-chiave-di-sophia-lettere-di-uno-sconosciutoLettere di uno sconosciuto  Zhang Yimou

Ci vuole tempo, per un paese, per guarire dalla propria storia, e la Cina di oggi ancora tenta di venire a patti con gli effetti a lungo termine del maoismo e della Rivoluzione Culturale. Zhang Yimou racconta queste ferite attraverso la storia di Feng Wanyu, che lo stesso giorno, ogni mese, va alla stazione attendendo il ritorno del marito, un intellettuale che il regime ha arrestato e deportato anni prima. Al ritorno dell’uomo, però, Feng, ormai malata, non è in grado di riconoscerlo. Starà al marito, Lu, calarsi da estraneo nel mondo della moglie, prigioniera del proprio passato, e rivivere con lei anni di umiliazioni, tradimenti e solitudine, ma anche di speranza e di tenacissimo amore.

 

UNA CANZONE

la-chiave-di-sophia-incontro-radici-gucciniIncontro – Francesco Guccini

Appartenente all’album Radici (1972), Incontro narra di un rendez-vous tra Guccini e una sua amica, professoressa di ginnastica, trasferitasi prima in America poi a Berlino, la quale fece ritorno in Italia dopo il suicidio del suo compagno durante le festività natalizie. Con una scrittura cinematografica, per immagini veloci (E correndo mi incontrò lungo le scale; il sole che calava già rosseggiava la città; auto ferme ci guardavano in silenzio; carte e vento volan via nella stazione..), Incontro è un’occasione di bilancio, tra rievocazioni nostalgiche e constatazione dei cambiamenti avvenuti (quasi nulla mi sembrò cambiato in lei; eran belli i nostri tempi; ti ho scritto è un anno, mi han detto che eri ancor via).  Un brano “color nostalgia” sospeso tra la nebbia modenese e il vagone di un treno, avvolto come miele dalla tristezza e dalla bellezza della verità (Siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno).

 

UN’OPERA D’ARTE

la-chiave-di-sophia-giosue-mostra-a-mose-il-vitello-doro-ludovico-carracciGiosuè mostra a Mosè il vitello d’oro  Ludovico Carracci, 1610 circa

La tentazione di guardare al proprio passato è sempre forte, specialmente nei momenti di cambiamento, durante i quali la nostra forza di volontà tesa verso un futuro incerto può per un attimo vacillare, lasciando che la nostra debolezza faccia appello a una sorta di istinto di sopravvivenza che riconduce a ciò che risulta già noto e accomodante. Questa antitesi tra passato da lasciarsi alle spalle, pieno di errori ma anche di certezze, e futuro denso di imprevisti e sacrifici si dispiega in modo evidente nell’episodio biblico dell’adorazione del vitello d’oro, ben raffigurato nel dipinto di Ludovico Carracci conservato nella Pinacoteca Nazionale di Bologna. Durante il viaggio verso la terra promessa, il popolo ebraico approfitta della breve assenza di Mosè, recatosi sul Sinai per ricevere i comandamenti, per creare un idolo pagano, il vitello d’oro. Quest’ultimo viene elevato a divinità con conseguente abbandono dell’unico Dio in grado di liberare dalla schiavitù. Ciò scatena l’ira di Mosè, che al suo ritorno dal Sinai, vedendo il suo popolo caduto nel grave errore di ritornare per inerzia al proprio passato, scaglia a terra le tavole della legge distruggendole.

 

Francesca Plesnizer, Sonia Cominassi, Federica Bonisiol, Giacomo Mininni, Rossella Farnese, Luca Sperandio

 

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Una parola per voi: focolare. Dicembre 2018

La parola per voi scelta per questo mese di dicembre è “focolare”. Lo stato d’animo attorno al quale ruoteranno i libri, le opere d’arte, i film e le canzoni selezionati per voi, è tratto da una celebre poesia di Giuseppe Ungaretti intitolata “Natale”.


Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare.

Ungaretti scrisse questa poesia durante il periodo natalizio del 1916, mentre trascorreva la sua licenza di guerra presso un suo caro amico a Napoli. Sorvolando lo stato d’animo malinconico del poeta, che non ha né voglia né forza di festeggiare il Natale col sorriso sulle labbra dopo aver vissuto le atrocità della guerra, approfondiremo le ultime due strofe, in particolare la parola “focolare” che chiude la poesia: «Qui/non si sente/altro/che il caldo buono/Sto/con le quattro/capriole/di fumo/del focolare». Questo, per molti di noi, è il vero significato del Natale, ciò che dà un senso a questa festività in origine pagana, diventata poi la “regina” delle festività cristiane. Per quanto la vita possa risultare amara, in quella che riconosciamo come “casa” (che sia la nostra, quella della nostra famiglia d’origine, quella d’un parente o d’un amico) percepiamo un “calore buono”, benevolo, rassicurante, capace di lenire le nostre ferite e fornirci una tregua. Ci troviamo attorno a un focolare (anche metaforico) che emana un fumo allegro, speziato, profumato di gioie, amore e affetto, un fumo che il poeta descrive con quelle parole, “quattro capriole”, per indicarci che purtroppo, come la vita, come ogni felicità, è qualcosa di effimero, destinato a passare. Ma adesso quel calore pregno di buoni sentimenti e speranze è qui, lo possiamo tenere stretto a noi, interiorizzarlo nella nostra anima, farci cullare da esso, in questo nuovo Natale alle porte.

Ecco la nostra selezione, in linea con la parola del mese:

 

UN LIBRO

paula-chiave-di-sophiaPaula  Isabel Allende

L’ambientazione è diversa dal classico quadretto familiare i cui membri siedono dinanzi ad un camino ascoltando le storie dei vecchi. L’ospedale in cui Paula viene ricoverata per una grave malattia è il capezzale dove la madre Isabel si reca creando magicamente un focolare intimo, fatto di storie di dolore, esilaranti e di speranza. Un fuoco narrativo a cui Isabel dà origine per distrarre la morte, per allontanarla un poco dal profondo stato di coma in cui versa Paula. Un fuoco evocatore della sua intera famiglia affinché circondi Paula e l’aiuti a non perdersi lungo il confine della vita.

UN LIBRO JUNIOR

il caso del dolce di natale chiave di sophiaIl caso del dolce di natale (e altre storie) – Agatha Christie

Prendete un investigatore. Aggiungete un Natale in campagna. Metteteci un principe e un rubino rubato. Glassate con un gioco all’omicidio, e servite fumante. Cosa convincerà Poirot a lasciare il solitario, ma comodo, caminetto (a gas!) di casa, per indagare anche a Natale? Riuscirà a risolvere il caso, e soprattutto: capirà qual è il vero spirito del Natale? Una raccolta di sei imprevedibili racconti, frutto di una penna geniale che, dietro la semplicità stilistica, nasconde cura dei dettagli e volontà di stupire: una miscela perfetta di suspence e linearità. Adatto dai 12 anni in su.

UN FILM

il-cacciatore-chiave-di-sophiaIl cacciatore  Michael Cimino

Il Cacciatore è considerato uno dei capolavori del genere cinematografico di guerra, seppur ne parli poco. Come Ungaretti si trova di fronte a contrasto emotivo, rappresentato dalla condizione abietta dei ricordi di guerra in contemporanea all’arrivo del Natale, così nel film i protagonisti appena rientrati dal Vietnam si presentano deboli e speranzosi di poter ritrovare un loro proprio equilibrio. Focolare non è solo casa e famiglia, ma anche comunità. Una comunità che deve essere in grado di favorire la ricerca del proprio posto nel mondo. Purtroppo, non tutti i protagonisti del film riescono a trovare il loro, tant’è vero che alcuni perderanno se stessi. Per Ungaretti la soluzione furono le quattro capriole di fumo; in questo film invece è l’amicizia.

UNA CANZONE

chiave-di-sophia-tiromancinoImmagini che lasciano il segno  Tiromancino

Se la parola “focolare” rimanda all’insieme di relazioni ed affetti che compongono quella che riconosciamo come “casa” (ovunque essa sia e in qualsiasi forma essa si proponga), questa canzone del 2014 può fare da sottofondo a un momento di scambio e condivisione tra genitori e figli. Scritta e interpretata da Federico Zampaglione, la canzone è una dedica alla figlia Linda, diventata “la ragione che lo muove, l’essenza della sua esistenza, la sua motivazione”. Una canzone dalla sonorità sempre fresca, che propone agli ascoltatori una piacevole presa di coscienza da parte del cantante riguardo l’importanza che la figlia ha per la sua vita.

UN’OPERA D’ARTE

lecture de la bible chiave di sophia focolareLa lecture de la Bible – Jean-Baptiste Greuze (1755)

Il concetto di focolare viene sempre associato a situazioni e ambienti che riuniscono un gruppo intimo di persone in un contesto di calore materiale o figurato. Esso viene così a identificarsi come momento di condivisione e di unione, spesso inteso in ambito familiare. Quello che viene raffigurato nel dipinto dell’artista francese Greuze è proprio uno di questi momenti, vale a dire quello in cui il padre di famiglia, circondato da moglie e figli al completo, siede a un tavolo per leggere un passo della Bibbia. La scena, di efficace realismo, si svolge all’interno di una casa scarsamente arredata, dove la crudezza dei muri freddi sembra farla da padrona. Tuttavia il forte senso di calore, abilmente trasmesso dal pittore mediante l’uso di tonalità calde, emerge dallo stretto legame affettivo esistente tra i familiari: un legame sacro quanto le parole pronunciate dal pater familias chino sopra la sua Bibbia, verso il quale i volti attenti dei figli manifestano un senso di profondo rispetto.

 

Appuntamento al prossimo mese, con la prossima parola!

 

Francesca Plesnizer, Sonia Cominassi, David Casagrande, Simone Pederzolli, Federica Bonisiol, Luca Sperandio

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Libri selezionati per voi: settembre 2018!

Con l’arrivo del mese di settembre l’estate sta ufficialmente andando incontro al rettilineo finale della sua corsa 2018. Se vi siete persi i nostri consigli estivi non vi resta che tornare in carreggiata e riprendere a leggere insieme a noi!

Puntuali come sempre, ecco allora a voi le nostre proposte di lettura!

 

ROMANZI CONTEMPORANEI

chiave-di-sophia-neve-di-primaveraLa neve di primavera – Yukio Mishima

Primo lavoro della “quadrilogia della fertilità”, Neve di primavera rappresenta a detta di molti critici il romanzo più maturo e ricercato dello scrittore giapponese. La delicatezza della sua penna fa in modo che ad ogni riga il lettore si senta parte della veneranda tradizione giapponese e dei suoi rituali, i quali rappresentano lo sfondo su cui le due storie d’amore e di amicizia si dischiudono. Accanto a una profonda analisi introspettiva, l’autore delinea il lento incedere dell’amore tra Kiyoaki e Satoko, l’acerba capacità del primo di guardare oltre l’amore verso di sé e l’amicizia con il giovane razionale Honda.

 

chiave-di-sophia-palazzo-della-mezzanotteIl palazzo della mezzanotte – Carlos Ruiz Zafón

Zafón, da narratore di storie qual è, rivisita un consueto tòpos letterario indagando come l’animo infantile si riversi e risorga nella coscienza adulta con il suo bagaglio di ricordi, enigmi, interrogativi esistenziali sull’essere umano, sulle scelte e sulla contrapposizione manichea tra bene e male. Tra questi interrogativi si snoda una vicenda ambientata nella Calcutta dei primi anni del Novecento, dove un ufficiale inglese riesce a salvare due gemelli dal loro persecutore e ad affidarli alla nonna materna. Sarà quest’ultima a separare i nipoti per salvaguardarne l’identità. Tuttavia, essi dovranno ben presto raccogliere le ceneri del passato.

 

UN CLASSICO

chiave-di-sophia-mastro-don-gesualdoMastro-don Gesualdo –  Giovanni Verga (1889)

Secondo romanzo del Ciclo dei Vinti, dopo il capolavoro di I Malavoglia, Il Mastro don Gesualdo verghiano affronta tematiche care all’autore quali il contrasto tra borghesia e aristocrazia, la contrapposizione tra buoni sentimenti e attaccamento al denaro e il tentativo di riscatto sociale, convogliati nella figura di Gesualdo Motta, unico vero protagonista dell’opera. Già come nei Malavoglia Verga dipinge l’ambiente che lo circonda, approfondendo le debolezze e le aspirazioni di chi si è fatto da sé, effettuando una vera e propria scalata sociale che ha del miracoloso. Ma non tutta la felicità può ruotare attorno all’aspetto economico… Consigliato a tutti coloro che amano riflettere sulla contrapposizione tra affetti e denaro, sugli elementi che ci rendono umani e a cui, spesso, diamo un significato maggiore di quello reale.

 

 

SAGGISTICA

chiave-di-sophia-democrazia-in-trenta-lezioniLa democrazia in trenta lezioni – Giovanni Sartori

Professore emerito all’Università di Firenze e alla Columbia University, Giovanni Sartori propone trenta brevi lezioni volte a offrire delle risposte ai maggiori interrogativi che la Filosofia Politica si pone ormai da decenni. Che cosa significa la parola “democrazia”? Qual è la natura di tale forma politica? Quali sono le condizioni necessarie affinché essa funzioni? Come si può oliare la macchina della democrazia? Perché preferire la democrazia? La democrazia è esportabile? Quali differenze e somiglianze tra la democrazia degli antichi e quella dei moderni? Qual è il futuro che l’attende?

 

JUNIOR

chiave-di-sophia-quasi-signorinaQuasi signorina – Cristina Portolano

Questo fumetto racconta la storia della sua autrice, nata a Napoli sul finire degli anni Ottanta. Cristina racconta e disegna gli anni dell’asilo e le sculacciate delle suore; le prese in giro degli anni delle elementari a causa dei suoi occhiali; le villeggiature estive a Riccione; infine, il giorno in cui diventò (per fortuna e purtroppo) signorina. Un testo particolarmente adatto a tutte le ragazzine delle scuole medie, che leggendolo acquisiranno un po’ più di fiducia in loro stesse; e a tutti gli adulti che vogliono ritagliarsi una mezz’oretta di lettura per tornare indietro con la memoria agli anni della loro infanzia.

 

 

Sonia Cominassi, Anna Tieppo, Federica Bonisiol

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Libri selezionati per voi: agosto 2018!

In questo rapido e disinvolto 2018 è arrivato anche il mese di agosto. Immancabili e puntuali, ecco a voi i nostri consigli di lettura per le 31 giornate che ci dividono dal temuto settembre.

 

ROMANZI CONTEMPORANEI

chiave-di-sophia-sfida-a-poirotSfida a Poirot – Agatha Christie

Nonostante il titolo, in parte ingannevole, in quest’opera l’investigatore belga Hercule Poirot, uno dei personaggi capolavoro usciti dalla penna di Agatha Christie, entra in scena molto tardi, lasciando che siano l’ispettore Hardcastle ed il biologo nonché agente del controspionaggio inglese Colin Lamb a sciogliere l’enigmatica matassa dell’omicidio che si svolge a Wilbraham Crescent, 19. L’uomo senza nome viene rinvenuto morto e circondato da misteriosi orologi che, oltre a non appartenere alla proprietaria dell’appartamento, indicano tutti la stessa ora, sbagliata. Un delitto indecifrabile, almeno per la polizia di Crowdean, Sussex, ma non per Hercule Poirot.

chiave-di-sophia-romanzo-criminaleRomanzo criminale – Giancarlo De Cataldo

La prospettiva più inquietante è la consapevolezza del lettore che mai riuscirà a carpire davvero i misteri ed i segreti celati dalla sublime Roma. Sembrano quasi risolti, la soluzione è a portata di mano, ma, alla fine, ciò che si vede chiaramente è solo una Roma velata da depistaggi e false piste. In una città bellissima e disgraziata il commissario di polizia Scialoja ed il giudice Borgia sono impegnati a dare voce alle verità più scomode, ma ogni sforzo sembra inutile. La percezione è che quella banda di delinquenti che tenta di impossessarsi della città sia qualcosa di reale, qualcosa che ha mosso le fila in un passato molto vicino.

 

UN CLASSICO

chiave-di-sophia-piacere-dannunzioIl piacere – Gabriele D’Annunzio (1889)

Manifesto di fine Ottocento, il piacere  si incentra sulla figura di Andrea Sperelli, uomo edonista e amante delle sensazioni sottili, esteta instancabile, così come i contemporanei Dorian Gray e Des Esseintes. L’intera vicenda è costruita attorno al suo personaggio, di cui il lettore conosce le debolezze, le aspirazioni, i pensieri, venendo catapultato in un mondo raffinato dove l’azione viene meno, per lasciar posto alla descrizione e alla riflessione. Ricco di spunti per comprendere il passaggio tra Ottocento e Novecento, il romanzo presenta delle ambientazioni eleganti, dipinte da un lessico selezionato che aiuta a far rinascere il centro-Italia dell’epoca.

Consigliato a tutti coloro che amano fantasticare su realtà sofisticate, fatte di immagini, luoghi, emozioni, l’opera lascia nel lettore il piacere del ricercato, facendo allo stesso tempo riflettere su questioni di enorme portata.

SAGGISTICA

chiave-di-sophia-storia-della-felicitaStoria della felicità. Gli antichi e i moderni – Fulvia De Luise, Giuseppe Farinetti

Qualunque tipo di vita, improntata a certi valori, strutturata intorno a determinate convinzioni etiche e sociali, è lo specchio di una visione filosofica concernente il senso dell’esistenza. In questo saggio si compie una riflessione sulla felicità, che è una tematica strategica della tradizione filosofica occidentale, la quale è strettamente legata alla domanda socratica sulla virtù. Qualunque attività che contrasta con la ricerca ed il conseguimento della felicità non può che essere insoddisfacente. Gli autori si propongono di riprendere la sfida tragica dei Greci fino a giungere alle molteplici declinazioni che l’idea di felicità viene ad assumere nel Settecento, passando per la modernità di Hobbes e Locke.

 

JUNIOR

chiave-di-sophia-tito-storditoTito stordito – Anna Lavatelli

Tutti voi, durante la vostra carriera scolastica, avrete sicuramente avuto come compagni di classe dei bambini o dei ragazzini che assomigliano ai due protagonisti di questo divertente e saggio racconto. Il primo è Tito lo stordito, credulone più volte deriso dai bulletti della classe capitanati dal nostro secondo personaggio, di nome Carlo. La vicenda è particolarmente interessante in quanto è narrata dallo stesso Carlo, che si metterà a nudo riconoscendo quanto sia stato stupido prendere in giro senza motivo il povero compagno. Tito diventerà “ex-stordito” poiché si rivelerà molto più astuto di quanto Carlo potesse immaginare. Una lettura semplice adatta a tutti i bambini di 7 e 8 anni!

 

Sonia Cominassi, Anna Tieppo, Federica Bonisiol

 

banner-pubblicitario-La chiave di Sophia N6

Libri selezionati per voi: luglio 2018!

“Luglio col bene che ti voglio vedrai non finirà.
Luglio m’ha fatto una promessa l’amore porterà.
Anche tu, in riva al mare tempo fa, amore, amore
mi dicevi: “luglio ci porterà fortuna” poi non ti ho vista più;
vieni, da me c’è tanto sole ma ho tanto freddo al cuore
se tu non sei con me”.

Recita così una famosa canzone della storia della musica italiana, che ancora oggi con la sua melodia ci porta indietro nel tempo, ad una di quelle estati in cui il mare lo si raggiungeva con la Vespa, senza traffico per strada e con addosso un paio di quegli occhiali che oggi definiamo vintage. Non fate come il suo autore però: quest’estate non lasciatevi sopraffare dalle pene d’amore! Per noi le opzioni sono due: o storie d’amore a lieto fine, o una bella lettura sotto l’ombrellone, perciò ecco a voi i nostri consigli del mese.

 

ROMANZI CONTEMPORANEI

occhi-gialli-dei-coccodrilli-la-chiave-di-sophiaGli occhi gialli dei coccodrilli – Katherine Pancol

Se cercate una lettura corposa, divertente e coinvolgente per l’estate appena iniziata, questo libro è giusto per voi. Numerosi e vari i personaggi che vi intratterranno: prima su tutti la protagonista Josephine. Disillusa, impacciata e studiosa del Medioevo si dovrà fare carico della vita familiare dopo essere stata abbandonata dal marito. La sua storia personale si intreccia a quella della figlia maggiore, ragazza sveglia e intraprendente; a quella della favolosa e invidiabile sorella; e a quella della madre, spietata e opportunista. Grande successo editoriale in Francia, il romanzo è completato da altri due testi: Il valzer lento tartarughe e Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì. Trilogia imperdibile!

la-chiave-di-sophia-vivere-stanca-izzoVivere stanca – Jean-Claude Izzo

I bassifondi della Marsiglia di un tempo fanno da sfondo a questa raccolta di racconti di Izzo, scrittore francese dalle origini italiane. In particolare, il porto cittadino e i suoi personaggi emblematici ci parlano di crudeltà, lotte e amori impossibili, elementi tutti tinti di noir, tratto caratteristico dell’autore. Letture veloci, ideali per chi è di fretta, per chi ha i bambini che sgattaiolano in spiaggia da sorvegliare, per chi vuole scoprire il volto della Marsiglia di una volta.

 

UN CLASSICO

chiave-di-sophia-malavogliaI Malavoglia – Giovanni Verga (1881)

Protagonisti del romanzo sono i Toscano, detti anche “Malavoglia”, una famiglia tradizionale, basata su un sistema patriarcale, dove il vecchio padron ‘Ntoni, capofamiglia indiscusso, presiede sui figli e sui nipoti, ispirandosi ai vecchi proverbi che mai lo tradiscono. Ciò rende la vita della famiglia socialmente chiusa, legata ad abitudini che da secoli si presentano immutate, tramandate di generazione in generazione. Ne deriva un necessario sconvolgimento dei fatti, non appena subentra il “nuovo”, difficilmente accolto da chi non è in grado di cambiare davvero. Fedele rappresentazione di uno spaccato sociale, Verga si fa portavoce di una denuncia sociale, arricchendo la narrazione di tematiche profonde e sentite che scavano tra le debolezze e le difficoltà umane.

 

UN SAGGIO

lo-zen-e-la-cerimonia-del-te_la-chiave-di-sophiaLo zen e la cerimonia del tè – Kakuzo Okakura

Questo libricino di Kakuzo Okakura è un vero e proprio must per chi voglia mettere un dito nella sconfinata, profondissima e delicatissima cultura orientale; non a caso, venne scritto nel lontano 1906 in lingua inglese da un orientale agli occidentali. L’estate sembra non essere fatta per i saggi, ma voi provate a portarvi sotto l’ombrellone questo volumetto di un centinaio di pagine e lasciatevi immergere nella «tazza dell’umanità», dove Oriente e Occidente trovano il loro proprio punto di incontro. Il tè assurge a simbolo di una sensibilità ed un pensiero orientali descritti attraverso due discipline: il taoismo e lo zen (una declinazione giapponese del buddismo); entrambe delineano un’estetica che intreccia l’arte allo stare al mondo, tanto che «distruggendo la bellezza della vita, distruggiamo anche l’arte».

 

JUNIOR

chiave-di-sophia-respirazione-bocca-a-bocca-alla-balenaRespirazione bocca a bocca alla balena – Alberto Rebori, Alberto Casiraghy

Un breve libricino dalle immagini chiare e il testo didascalico, utile per ragionare sulle grandezze e per ideare qualche attività su questo tema. Fare la respirazione bocca a bocca ad una balena, se seguite i suggerimenti degli autori non sarà più una mission impossible! Lettura simpatica per tutti i bambini della scuola primaria, ideale per queste vacanze. Chi non vorrebbe avvistare una balena all’orizzonte durante una giornata in riva al mare?

fiato-sospeso-chiave-di-sophiaFiato sospeso – Silvia Vecchini, Sualzo

Vado subito al dunque, perché è il seguente pregiudizio ciò che il libro vuole sanare: se frequentate la scuola media e soffrite di allergia e dermatite, farete molta fatica a crearvi delle amicizie. È questo il caso di Olivia, ragazzina intelligente ed energica con la passione per il nuoto. In acqua la ragazzina si sente allo stesso tempo libera e protetta; libera di essere se stessa e protetta dagli sguardi dei compagni. In seguito ad un furto ai danni della sua scuola, Olivia vorrà scoprire chi è stato il colpevole; lo farà accompagnata dall’unico vero amico di sempre e dalla ragazza che tanto la derideva. Come forse intuirete, il finale di questo fumetto sarà all’insegna dell’amicizia.. Una vera rivincita per la nostra protagonista!

 

Federica Bonisiol, Giorgia Favero, Anna Tieppo

 

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