Forme di Sophia: l’incontro tra la forma e il pensiero

La luce rossastra di un tramonto di inizio primavera che mi stavo lasciando alle spalle, filtrava dal finestrino sporco del treno su cui stavo viaggiando, di ritorno dal Salone del Mobile a Milano. L’ennesimo Salone. L’ennesima Milano, maestri entrambi a vestire benissimo il vuoto. Se c’è una sensazione che ho sempre amato, è quel senso vibrante di ebbra sazietà di bellezza che si prova in seguito a esperienze d’arte, siano esse luoghi, mostre, incontri. Bene, quella sera, in quel treno, percepii un senso di vuoto profondo, inevadibile. Mi sentivo impotente di fronte alla sfrontata degenerazione di un Segno che aveva completamente perso il suo valore classico, la sua responsabilità nel farsi portatore di funzione, conoscenza e di armonia. Un segno che era diventato volgare, svuotato di senso, e dunque di valore.

Il movimento grazie al quale le persone avevano sempre seguito le evoluzioni delle forme, ammirato l’innovazione delle geometrie degli oggetti plasmati da grandi menti ancor prima che grandi mani, sembrava essersi inesorabilmente invertito, e ciò che vedevo era un’industria ormai deprivata di identità e dignità, seguire servilmente il gusto (o l’assenza di esso) di mercati emergenti ricchi di denaro ma non di cultura etica ed estetica per spenderlo bene.

In quel viaggio ebbi una mia personale illuminazione, e decisi su quella poltrona polverosa che volevo nel mio piccolo restituire al design la coscienza della materia. E il pensiero alla forma.

Cominciai così ad immaginare proiettati sul vetro, mentre il paesaggio scorreva veloce tra le campagne emiliano-lombarde, oggetti dotati di una mente e un corpo. Del resto già Cicerone asseriva che l’etica sta all’estetica come l’anima al corpo, ed io volevo riappropriarmi di quella classicità che sapevo scorrermi storicamente nel sangue, e che sentivo tradita dal design odierno. Stiamo dimenticando che la nostra cultura affonda le sue radici in un passato che risale all’antica Grecia e agli ideali etici della classicità.

Dovevo solo REIMPARARE a fondere insieme questi due elementi miliari: Etica e Estetica

Utopia quindi? Pensare che le persone potessero scegliere un oggetto anche per la valenza concettuale e filosofica e infine poetica oltre che quella estetica e funzionale? Forse.

Ma io conoscevo la sorella minore di Utopia: Eutopia.

Ossia la pulsione verso il luogo migliore possibile. Un luogo esistente dunque, al contrario del luogo utopico.

E così ho fatto, non ho guardato mai in alto per non vedere la vetta della montagna perdersi tra il denso bianco delle nuvole, ed ho concentrato piuttosto lo sguardo su ognuno dei miei singoli, ma volitivi passi.

Non scelsi di creare librerie di design, esse nacquero spontaneamente, come se fossero proprio i libri quel luogo “possibile”. I libri avrebbero rappresentato la mia Eutopia, e creare dunque un contenitore all’altezza del contenuto. Custodire, contenere e proteggere, ma soprattutto celebrare quei piccoli oggetti portatori di conoscenza, era l’intento fondante delle Forme di Sophia. La libreria era l’oggetto che meglio poteva farsi portatrice di “significato”.

Già dalle prime opere ho attinto a piene mani dal mare magnum delle nozioni dei sistemi euclidei, dall’etica geometrica aristotelica e ancora dalle proporzioni auree e gli studi sui rapporti di Fibonacci.

Mi accorsi che stavo creando vere e proprie sculture con una funzione, le quali trovavano il loro senso solo se capaci di comunicare conoscenza. Monumenti domestici, dunque, dal latino monere, ossia ammonire, avvertire, rendere coscienti, capaci di trasmettere un messaggio potente che potesse elevarsi esso stesso ad opera d’arte e raggiungere e commuovere e far vibrare le corde interiori dell’osservatore. La scultura era soltanto un tramite, mentre la trasmissione del pensiero che vi soggiace era il vero scopo dell’eutopia delle Forme di Sophia. Non esiste geometria senza filosofia.

Non esiste materia senza pensiero.

Esiste la geometria del pensiero.

Mi imposi che ogni progetto lavorasse per l’etica, in una sorta di auto-giuramento di Ippocrate. E presi questo giuramento nell’unico modo in cui credo si debba prendere un giuramento: seriamente. Artisticamente.

Capii in quel periodo la potenza insita nella Filosofia. In quanto essa lavora sull’uomo, il quale arriva ben prima del professionista. E quest’ultimo può solo guadagnarne, insieme la mondo nel quale esso opera.

Ora, dal 2010, produco quelle che amo definire Sculture-librerie, che vendo in tutto il mondo grazie a internet e a poche ma coraggiose gallerie di design che sposano la mia visione, e soprattutto la mia fiducia nelle persone. In quelle persone che scelgono le opere delle Forme di Sophia perché le sentono come oggetti Pieni. Ove per “pieno”, intendo qualsiasi opera umana sia essa un piatto di pasta, un palazzo, un ponte, un quadro, un bicchiere, una sedia, un vino, plasmati da un pensiero profondo, una visione, una filosofia precisa del loro creatore. Ed evidenziare così una differenza che a mio parere esiste ancora tra Design e Moda, tra Durata ed Effimero.

Per quanto mi riguarda, ognuna delle librerie che disegno e realizzo artigianalmente sono un simbolo materico concepito per dare forma alle parole, frasi, pagine e riflessioni incontrate nei libri che ho amato, e che hanno trasformato la mia persona, e la mia vita. E in esse auspico possa resistere e pulsare ancora l’energia di quel cambiamento, e inondare l’anima e gli occhi di coloro che vi si troveranno dinnanzi.

Perché se è vero che questa “utopia” è diventata un lavoro, nonostante si affermi quotidianamente che siamo un paese che non legge, significa evidentemente che quella esigua comunità di lettori italiani, i libri li amano davvero, ed amano tutto ciò orbita intorno ad essi.

Sono oggi profondamente grato per aver fatto vincere, almeno temporaneamente, una scommessa che sulla carta, era perdente da tutti i punti di vista. Una scommessa apparentemente personale, ma in realtà profondamente collettiva.

Forme di Sophia è una Forma di Resistenza.

 

Andrea Riccò

Sono l’ideatore di Forme di Sophia – Design Filosoficoun progetto che ha visto la luce dopo svariati anni di intima decantazione, durante i quali la vita scorreva apparentemente lineare al di fuori, mentre una lenta ma inesorabile mutazione stava maturando nel suo interno. Trascorrevo il giorno a lavorare nella banca presso la quale operavo allora, e la notte sui libri a studiare Filosofia, mosso da una determinazione inscalfibile, certo che quello studio matto e disperatissimo, mi avrebbe condotto in un altrove di cui non avevo alcuna coordinata, ma che sentivo di voler perseguire con tutto me stesso.

 

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Selezionati per voi: dicembre 2016!

Dicembre è una parentesi luminosa tra mesi bui. È calore incastonato nel freddo dell’inverno. È la mano di un bambino che stringe la tua. Sono occhi colmi di meraviglia. Dicembre è stupore che diventa magia, pacchetti incartati con mani incerte, un dolce cosparso di zucchero che macchia i pullover di lana. È il solo periodo dell’anno in cui tutto diventa possibile, il cuore si fa leggero e le sere intorno al fuoco assumono un significato diverso, che abbraccia le solitudini e trasfigura le imperfezioni. Dicembre sono desideri che volano in alto, sfiorando il cielo con l’inconsueta certezza di non smarrirsi. Quest’anno poi si chiude in bellezza, anche grazie a un mese pieno di film imperdibili, con diversi titoli destinati a essere inseriti nelle classifiche dei migliori film dell’anno. Dalle commedie brillanti ai blockbuster di fantascienza, passando per i tanti film di animazione dedicati ai più piccoli: se avrete voglia di trascorrere il vostro dicembre all’insegna del cinema di qualità, non resterete certo delusi.
Come sempre, abbiamo selezionato per voi i titoli più interessanti.

LIBRI

miracolo-in-una-notte-dinverno_marko-leino_la-chiave-di-sophiaMiracolo in una notte d’inverno – Marko Leino

Uno scrigno che il mare restituisce alla terra, due fratellini curiosi, un nonno che decide di raccontare loro la leggenda dei Pukki.
Nikolas, appena cinque anni e già solo al mondo. Un piccolo villaggio della Finlandia che deciderà la sua sorte: il bambino sarà affidato ogni anno ad una famiglia diversa, che si occuperà di lui fino al Natale successivo. Inizia così la storia di colui che diverrà l’Uomo del Natale, la storia di Nikolas che troverà nel dolore più assordante la forza per andare avanti, un piccolo uomo che farà dell’altruismo la sua àncora di salvezza, riuscendo a regalare la felicità che a lui era stata negata. Una storia dalle magiche ambientazioni nordiche, che racchiude la vera e preziosa essenza del Natale.

aspettando-il-natale_la-chiave-di-sophiaAspettando il Natale – AA VV

È un’antologia di venticinque racconti narratati da scrittori italiani dell’Ottocento e Novecento tra cui Pirandello, D’Annunzio, Deledda, Verga, Buzzati, Guareschi. Storie brevi ma intrise di significato dove solitudini, riflessioni esistenziali, dolori e affetti si intersecano in un’opera che vuole ricordare al lettore il senso più profondo di questa ricorrenza. Venticinque storie, una al giorno fino a Natale, per un calendario dell’Avvento letterario.

 

 

il-dono_la-chiave-di-sophiaIl dono – Cecelia Ahern

Lou Suffern è un uomo in carriera, totalmente dedito al lavoro, che assorbe ogni attimo del suo tempo. Tempo che toglie a sua moglie e ai suoi due bambini, che bramano dei momenti con quel papà sempre assente. Finché, nella notte più magica dell’anno, un evento inaspettato non sovvertirà ogni cosa.  Lou riceverà un regalo inatteso: del tempo da dedicare alle persone che ama. Solo allora si renderà conto di come stesse sprecando il suo dono più prezioso. Una lettura magica e romantica, che fa riflettere sullo scorrere inesorabile del tempo e su come la frenesia della vita odierna possa travolgerci impedendo di soffermarsi sull’importanza delle piccole cose, dei legami autentici, degli affetti più puri.

Stefania Mangiardi

 

FILM

amore-e-inganni_la-chiave-di-sophiaAmore e Inganni − Whit Stillman

Ispirato a un brillante racconto di Jane Austen, il nuovo film di Whit Stillman si distingue per una piacevole e originale rivisitazione degli stilemi classici del romanticismo, mostrandone l’estrema modernità, pur mantenendo una sontuosa ambientazione d’epoca. Frizzanti e incalzanti i dialoghi, molto curati i costumi, anche se il vero punto di forza di questa pellicola risiede in una straordinaria Kate Beckinsale nei panni di Lady Susan Vernon, una vedova astuta e risoluta che domina la scena dalla prima all’ultima inquadratura. Un film che vi lascerà piacevolmente sorpresi.
USCITA PREVISTA: 1 DICEMBRE 2016.

 

aquarius_la-chiave-di-sophiaAquarius − Kleber Mendonça Filho

Rischiava di non essere nemmeno distribuito nel nostro Paese il film che ha conquistato il pubblico dell’ultima edizione del Festival di Cannes. Aquarius è il nome di un palazzo costruito negli anni ’40 sull’esclusivo lungomare di Avenida Boa Viagem in cui vive la sessantenne Clara che si rifiuta di abbandonare la sua abitazione destinata ad essere demolita da spietati impresari edili. Una storia toccante, girata molto bene e recitata in maniera sublime dalla grande Sonia Braga. Se volete scoprire le meraviglie del cinema brasiliano questo è il titolo che fa per voi.
USCITA PREVISTA: 15 DICEMBRE 2016.

 

paterson_la-chiave-di-sophiaPaterson − Jim Jarmusch

Poche ore prima della fine di questo 2016, le sale italiane ospiteranno un vero e proprio gioiello cinematografico. Un’opera di amore e pura poesia diretta dal maestro Jim Jarmusch. Con un incedere lento e riflessivo, Paterson racconta la vita di Adam Driver, laconico autista di corriere alla ricerca costante della poesia nei piccoli gesti quotidiani. Per tutti gli amanti del cinema d’autore si tratta di uno splendido regalo che chiuderà quest’annata nel migliore dei modi possibili.
USCITA PREVISTA: 29 DICEMBRE 2016.

Alvise Wollner

[Tutte le immagini sono tratte da Google Immagini]

Selezionati per voi – MAGGIO 2015

LIBRI

Maggio. Odore di estate. Odore di serate davanti ai tramonti. Odore di libri letti e riletti. Odore di emozione. Odore di eventi. Odore di attese.

C’è sempre un mese per scoprire una novità, e prima di raccontarvi quelle letterarie di maggio 2015, vi segnalo un evento da non perdere: L’edizione 2015 del Salone Internazionale del Libro di Torino, che si svolgerà da giovedì 14 maggio a lunedì 18 maggio. Pensata per giovani ed adulti, pensata per qualsiasi passione e qualsiasi genere, non potete assolutamente mancare!

Proposte del mese, da sfogliare pagina per pagina:

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La piuma – Giorgio Faletti

Il 4 luglio 2014 moriva Giorgio Faletti, scrittore best-seller. Faletti non era soltanto un grande scrittore, era un grande uomo, di quelli che al mondo si contano su una mano, e ti avanzano anche dita in più. Ad un anno dalla sua scomparsa, torna con uno scritto dolente, colorato di malinconia e rassegnazione: La Piuma. Definita una “favola morale” che ci dirige tra le bassezze degli uomini, fino a poter cogliere il senso più profondo e meno lineare delle cose. Perché il mondo è fatto di personaggi e punti deboli, volti di vergogna e colori poco innocenti. Uscita prevista: 15 maggio.

Perché tu non ti perda nel quartiere – Patrick Modiano

L’ultimo capolavoro del premio Nobel 2014 Patrick Modiano, romanzo in cui racchiude i temi a lui più cari, tra cui l’importanza della memoria e l’amore che sembra scordarsi solo apparentemente per tornarci ad aggredire non appena le nostre debolezze si lasciano andare. Il protagonista è Jean Daragane, uno scrittore parigino ormai anziano che vive in totale solitudine, lontano da tutto. Lontano dal mondo finché non gli squilla il telefono di casa, come per richiamarlo. Come per dirgli che non tutto se ne va per sempre, come quell’uomo che dalla parte opposta del telefono gli dice di aver ritrovato una sua vecchia agenda, persa sul treno, come sembravano persi i suoi ricordi. Uscita prevista: 26 maggio.

La stagione degli innocenti – Samuel Bjork

Già caso letterario in Norvegia, il nuovo thriller tinge le foreste del nord. Esordio di Samuel Bjork, uscirà in ventidue paesi. Si apre nello scenario di una foresta immersa nel silenzio, dove giace una giovane vittima impiccata ad un albero con appeso al collo un cartello dove c’è scritto “Io viaggio da sola”. La crudeltà e l’efferatezza del caso convincono a richiamare in servizio il veterano Holger Munch, uomo solitario e con una sfrenata passione per gli enigmi. Troppe cose si nascondono dentro di lui. Come dentro ad un caso ancora da risolvere.

Cecilia Coletta

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FILM

Maggio è uno dei mesi più amati dagli appassionati di cinema. Non tanto per la ricchezza di film in uscita, quanto piuttosto per l’inizio dell’attesissimo Festival di Cannes. Tappa imperdibile per scoprire quali saranno i migliori titoli della stagione. Aspettando la manifestazione francese potete scoprire nel frattempo i nostri tre consigli cinematografici per questo mese. Buona visione!

Leviathan di Andrei Zvyagintsev

Esce anche sugli schermi italiani l’ultimo film dell’acclamato regista russo, vincitore del Leone d’oro a Venezia per “Il ritorno” nel 2003. Viene dritta dal libro di Giobbe questa parabola umana di disperazione ma è asciugata completamente da qualsiasi forma di speranza o fiducia in Dio. I disastri nella vita del protagonista infatti si susseguono uno dopo l’altro ma non è tanto la volontà di Satana a metterlo alla prova, quanto più prosaicamente l’accanimento del sindaco di un piccolo villaggio russo, cioè della forma minore di potere statale che si possa incontrare. Zvyaginstev sfiora l’Oscar con un film perfetto sul piano formale, elegante e diviso con grande rigore in due parti. Forse non è la sua opera più riuscita ma resta comunque un film che merita di essere visto almeno una volta. USCITA PREVISTA: 7 MAGGIO

Mad Max: Fury Road di George Miller

Sarà presentato in anteprima mondiale proprio al Festival di Cannes il remake di un film che ha fatto storia. Ai confini più remoti del nostro pianeta, in un paesaggio desertico e desolato dove l’umanità è distrutta, e tutti lottano furiosamente per sopravvivere, Max è un uomo d’azione e di poche parole, che cerca pace dopo la perdita della moglie. Tra personaggi inquietanti e sequenze memorabili, si preannuncia un ritorno cult da non perdere. USCITA PREVISTA: 14 MAGGIO

Youth – La giovinezza di Paolo Sorrentino

Il regista premio Oscar per “La grande bellezza” torna a dirigere un film per il grande schermo. Si tratta di una storia ambientata in un elegante albergo ai piedi delle Alpi dove Fred e Mick, due vecchi amici alla soglia degli ottant’anni, trascorrono insieme una vacanza primaverile. Lo stile è quello caro all’ultimo Sorrentino, sempre attento a ricercare l’inquadratura ideale e la perfezione stilistica. Nel cast spiccano i nomi internazionali di Michael Caine, Harvey Keitel e Rachel Weisz. Staremo a vedere se anche questa volta uno dei registi nostrani più apprezzati all’estero sarà riuscito a fare centro. USCITA PREVISTA: 21 MAGGIO

Alvise Wollner

[immagini tratte da Google immagini]