Perché Filosofiacoibambini?

Nel leggere un post sul web intitolato “La filosofia nella scuola elementare” decido di farne una veloce Sentiment Analysis per vedere le opinioni degli utenti. Scorro i commenti che dimostrano curiosità, interesse e fiducia nel progetto, leggo con perplessità le opinioni sarcastiche, passo i commenti polemici e poco pertinenti dettati dalla non lettura informata del post e infine mi soffermo su quelli critici. In quest’ultimi scorgo più che altro paura, insoddisfazione, divergenza di vedute e poca chiarezza rispetto a cosa voglia dire effettivamente portare la filosofia all’infanzia.

FilosofiacoiBambini non è la sola pratica filosofica che si occupa di ciò, ma è quella che più mi sento di portare avanti. Vediamone alcuni punti.

#1 FILOSOFIA? BAMBINI

La questione del linguaggio è una tematica che mi sta particolarmente a cuore. Scrive M. Black “se la grammatica ci insegna qualcosa di filosoficamente rilevante bisogna trattarla con maggior rispetto”. C’è, infatti, un forte dibattito dettato dalla necessità di trovare quel termine corretto che unisca la parola “filosofia” ai destinatari di tale pratica, ossia i bambini. Ecco perché nel punto di domanda in #1 si troveranno varie preposizioni, ognuna delle quali, volta a sottolineare alcuni aspetti ed escluderne altri. Non posso fare a meno di notare che spesso la differenza terminologica altro non è che una presa di posizione, con il solo fine di differenziarsi dagli altri “addetti ai lavori”. In linea con M. Black mi sento di dire che il linguaggio, rappresentando la realtà, è parte della realtà esso stesso; le terminologie utilizzate non devono perciò avere pretese universali e metafisiche. Importante è adattarsi alle regolarità e irregolarità che l’esperienza ci fa scoprire, quindi è necessario che la lingua sia idonea a esprimere ogni cosa com’è o come potrebbe essere.

#2 APERTURA ALLA RICERCA

Martha Nussbaum nel volume Non per profitto parla di uno squilibrio tanto dannoso quanto attuale: la crisi mondiale dell’istruzione. A sottolineare il disagio di tale situazione sono le parole che accompagnano il suo discorso: “crisi strisciante” e “crisi silenziosa”. FilosofiacoiBambini, consapevole di ciò, pur agendo in svariati contesti, privilegia lo svolgimento della pratica filosofica nelle scuole (dall’infanzia alla primaria), che restano le migliori palestre per la mente. Proprio nella scuola dovrebbe esserci la costanza di portare avanti un percorso ben strutturato per vederne gradualmente i frutti. Le varie situazioni non sono sempre uguali; si incontrano sempre difficoltà nel momento in cui setting rigidi non si aprono alla fiducia del rinnovamento. Dietro ai laboratori svolti c’è una strutturata ricerca sperimentale – da parte di persone motivate e preparate – volta a osservare molte variabili, tra cui: diverse personalità nelle classi, componenti emotive, tendenze comuni, standardizzazione delle risposte, linguaggio usato, tipologie di ragionamenti, velocità di feedback, dinamiche di gruppo, etc. Il tutto viene monitorato con video, appunti e altro materiale. Ci teniamo costantemente aggiornati, progettiamo, sperimentiamo allenamenti nuovi con il fine di diffondere il metodo utilizzato in più luoghi possibili; scriviamo, partecipiamo a convegni e conferenze per presentarne i risultati.

#3 SHARING FILOSOFICO

In un mondo connesso, lo è anche la filosofia. Creazione, condivisione e diffusione sono tre parole chiave che FilosofiacoiBambini cerca di realizzare al meglio. L’accelerazione

delle dinamiche sociali nell’era dei social media porta con sé nuove esigenze e nuovi bisogni di comunicazione. Per esempio, visitando quotidianamente la pagina Facebook, Twitter e sito web, i genitori, gli insegnanti, o chi semplicemente è interessato potranno avere piccoli scorci su che cosa effettivamente si fa in classe. Si cerca di rendere fruibile, in tempo reale, le esperienze che quotidianamente sperimentiamo pubblicando post, articoli, aggiornamenti sugli spostamenti dell’associazione, riflessioni, foto, pensieri, informazioni logistiche, squarci di laboratori e così via. La velocità e la praticità dell’online permettono di cogliere al balzo varie tipologie di feedback da parte degli utenti e quindi gestire al meglio il passaggio funzionale di informazioni.

#4 RICETTIVITA’ AL CAMBIAMENTO

Rivoluzione è anche Evoluzione. È necessario essere ricettivi nel senso etimologico di “atto a ricevere”; capire quello che è stato per reggere bene le nuove esigenze. Fare filosofia coi bambini equivale a captare il cambiamento del tessuto sociale in maniera critica; i bambini di oggi non sono più quelli di ieri, non guardano più gli stessi cartoni animati, i giochi sono cambiati, le relazioni anche, le esperienze quotidiane sono più che mai diversificate e gli input che ricevono sono triplicati. Bisogna capire quali sono i nuovi bisogni in modo tale da lavorare qualitativamente su essi. Per fare ciò, è indispensabile includere nello studio tutte le varie realtà che circondano il bambino; da qui la necessità di una formazione rivolta anche agli insegnanti e ai genitori.

#5 PRATICA DI CREATIVITÀ

Leggendo i commenti del post di cui parlavo all’inizio mi soffermo su: “insegnamento che a quell’età sarebbe assurdo”, “fughe in avanti”, “creazione di una generazione di disadattati”. Vorrei rispondere che la pratica filosofica rivolta all’infanzia non è una filosofia dell’ipse dixit, non è sostituzione ad altre materie, ma integrazione e ampliamento; non è settorialità di vedute, ma apertura interdisciplinare a 160 gradi, non è ragionamento astratto, ma dialogo e ascolto sulle cose “a portata di bambino”; essa non è necessaria ma possibile, quindi realizzabile. In questo modo i bambini si abituano al pensiero logico, a quello trasversale, migliorano le funzioni esecutive, verbalizzano concetti, collegano campi semantici diversi, dimostrano capacità di problem solving e spesso li ritroviamo a ragionare “in team” nel momento in cui prendono decisioni comuni. Essendo liberi di pensare, diventano liberi di agire.

Carlo Maria Cirino -filosofiacoibambini

www.filosofiacoibambini.net

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