Bellezza, verità e cinema del reale. Al via la 5° edizione del SoleLuna Treviso DocFilm Festival

Giunto al tredicesimo anno di vita e alla quinta edizione trevigiana, dal 10 al 16 settembre 2018, torna a Treviso, presso la suggestiva Chiesa di San Gregorio Magno e la sede di TRA – Treviso Ricerca e Arte a Ca’ dei Ricchi, il Sole Luna DocFilm Festival, un’occasione unica per assistere alla proiezione gratuita di film documentari e incontrare autori internazionali.

Il Festival, insignito di uno tra i massimi riconoscimenti conferiti dallo Stato a un evento culturale, la Medaglia del Presidente della Repubblica, ha scelto come simbolo, per la tredicesima edizione, il Gelsomino Grandiflorum, un fiore indossato dallo staff in segno di solidarietà a chi scappa da guerra e miseria in cerca di una nuova vita e condiviso con gli ospiti della rassegna. Scelta altrettanto rilevante che va nella medesima direzione di solidarietà e di dialogo interculturale è la citazione di Ermanno Olmi per l’esergo del catalogo trevigiano: «Auguro a tutti di qualsiasi razza, religione o cultura, di provare sentimenti di pace nei confronti di ogni uomo così da mostrare a noi stessi e al mondo che la violenza non potrà mai restituire giustizia».

Delle 40 proposte cinematografiche in programma 28 sono quelle selezionate per il concorso, già presentate con successo durante l’edizione palermitana (2-8 luglio 2018). Il concorso si articola in tre sezioni: Human Rights, dedicata ai diritti fondamentali dell’uomo, The Journey, storie di viaggio reali e simboliche e Short Docs, riservata ai cortometraggi. La selezione è stata curata dalla Presidente dell’Associazione Sole Luna – Un ponte tra le culture, Lucia Gotti Venturato, dal videomaker Bernardo Giannone, e dai direttori artistici del Festival Chiara Andrich e Andrea Mura, con cui abbiamo avuto il piacere di chiacchierare per l’occasione.

 

© Beccarella PhotographyCome considerate il rapporto tra bellezza e verità? Il docufilm in quanto cinema del reale come può coniugare il bello con il vero senza scadere o nel lirismo estetizzante o nell’eccessivamente crudo e talvolta scandaloso?

Andrea Mura: La domanda non è tra le più semplici e richiederebbe spazio e tempo, che qui non abbiamo, ma proveremo a rispondere lo stesso. Ammesso che i concetti in campo, bellezza, realtà e verità, siano da ascriversi in un dominio soggettivo e di impossibile oggettivazione, partiamo dal presupposto che il cinema sia rappresentazione e che dunque sia sempre interpretazione soggettiva della realtà. È più vero il fatto di cronaca in sé o la sua rappresentazione artistica? La “realtà” di un telegiornale o quella esperita dall’uomo della strada? Tornando al Festival e ai film selezionati, il nostro criterio di giudizio prevalente è quello di cercare un’armonia tra fattori estetici (fotografia, musiche, scelte di regia) e contenuti, dalle questioni di genere all’ambiente, da problematiche sociali attuali a fatti storici che hanno ancora ripercussioni nel presente. I film che preferiamo sono quelli che riescono a trovare un equilibrio tra questi vari aspetti tali da dare al film una consistenza e un’importanza che ci va di mostrare al pubblico del Sole Luna.

Al centro di quest’edizione alcune tematiche quali il racconto autobiografico e il rapporto padre-figlio: Before my Feet touch the Ground di Daphi Leef, in concorso per la sezione Human Rights e in proiezione l’11 settembre alle ore 20.00 a TRA, è ad esempio la storia in prima persona della giovane video editor israeliana da donna ingenua a icona nazionale celebre e controversa che nel luglio 2011 dà inizio a un movimento di protesta contro la politica abitativa e per la giustizia sociale; El color del camaléon di Andrés Lübbert, in concorso per la sezione The Journey e in proiezione il 13 settembre alle ore 20.00 a TRA, è invece un ritratto psicologico del padre del regista, Jorge, che scava insieme al figlio nelle profondità del proprio passato incompiuto quando, durante la dittatura di Pinochet, viene costretto a lavorare in modo estremamente violento per i servizi segreti cileni riuscendo però a scappare a Berlino Est e a diventare cameraman di guerra.

saltoIn quest’edizione SoleLuna dà quindi particolare rilievo alle donne, ad esempio con la collaborazione con la rassegna Endorfine Rosa Shocking, ideata e curata da Lara Aimone e dedicata a film su donne nello sport e con la proiezione del corto Salto di Maryam Haddadi: quale messaggio e quali obiettivi guidano le scelte artistiche per quest’edizione?

Chiara Andrich: La questione femminile ha sempre un posto centrale all’interno della selezione del SoleLuna perché in molti paesi del mondo – e spesso anche nel nostro – le donne vivono in una condizione di subalternità nei confronti degli uomini e sono soggette a vincoli di natura culturale. Allo stesso tempo però le donne sono forti, esseri che resistono e continuano a lottare a bassa voce, e che danno la vita. Molte sono le protagoniste femminile dei documentari presentati al Festival, ricordo tra tutte le straordinarie Primrose Sonti e Thumeka Magwangqana in Strike a rock di Aliki Saragas, due none sudafricane che lottano per il miglioramento delle condizioni di vita a Marikana. Indimenticabile la delicata figura di Patricia nel cortometraggio di Giulio Tonincelli, una giovane levatrice che sta imparando a diventare midwife nel villaggio di Kalongo in Uganda. E ancora la protagonista e regista di In the name of…, Eirleen Kardany, che racconta il suo essere donna, moglie, madre e figlia divisa tra pese di origine, la Malesia, e di adozione, la Norvegia, schiacciata dal peso di vivere con l’Islam da donna moderna.

Ci sono degli ambiti poi poco frequentati dalle donne, uno di questi è lo sport e quest’anno il festival affronta questa tematica in diversi film. Nel cortometraggio in concorso, appunto, Salto di Maryam Haddadi la giovane nuotatrice iraniana Zahra Hosseinzadeh racconta le difficoltà di essere un’atleta donna sotto la Repubblica islamica. Allo stesso modo la protagonista di Girl Unbound di Erin Heidenreich deve ricorrere al travestimento per giocare a squash sotto il regime talebano in Pakistan. E ancora, un’altra protagonista è Martina Caironi del documentario Niente sta scritto di Marco Zuin, l’atleta paralimpica più veloce al mondo.

Inoltre, forse perché lo staff del Festival è composto quasi interamente da donne, siamo particolarmente sensibili alla questione dei ruoli femminili nel mondo del cinema e cerchiamo spesso di valorizzare anche le autrici e le professioniste donne che lavorano come direttrici della fotografia e montatrici in un ambiente poco aperto al femminile.

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Altro tema che emerge dalla selezione dei docufilm 2018 è la costruzione e l’affermazione dell’identità, dal corto La Pureza di Pedro Vikingo a Sydney di Tristan Altchison in concorso per la sezione Human Rights, perché considerate il tema dell’identità un aspetto chiave per i diritti dell’uomo?

Andrea Mura: La Pureza e Sydney affrontano la questione dell’identità di genere e li presenteremo in collaborazione con il Coordinamento LGBTE di Treviso. Il cortometraggio La Pureza affronta il tema della transessualità infantile, regalandoci in pochi minuti il ritratto di cinque bambini che affrontano il passaggio da un genere all’altro. Sydney and Friends parla invece di una ragazza nata intersessuale e delle sue battaglie per essere riconosciuta e accettata nella sua famiglia e comunità. Riteniamo che sia doveroso in un festival come il nostro, che si occupa di diritti umani, dare spazio a quelle storie che affrontano tematiche di genere, di ricerca della propria identità sessuale, al di là dei pregiudizi e dei moralismi e che hanno al centro il rispetto della libertà individuale, punto cardinale della dichiarazione dei diritti dell’uomo. Senza libertà di scelta, di espressione, di rispetto delle inclinazioni proprie e altrui, non c’è apertura verso l’altro, il diverso da sé, e la società che ne deriva è intollerante e ottusa. Per questo riteniamo doveroso parlare di identità, libertà, diversità, intesi tutti come tasselli per una società più giusta.

 

Concludiamo con le parole della direttrice artistica del Festival che ci introduce alcune peculiarità di questa ricchissima quinta edizione trevigiana, come i tre appuntamenti di Cinema in cantina, proiezioni in cantina, dal Castello di Roncade alla Cantina Pizzolato di Villorba, alla Tenuta Santomè di Biancade, di documentari sul mondo del vino accompagnate da degustazioni, o il workshop per filmakers e tecnici audio Da Godzilla a Tarkovskij. Il Festival, come ogni anno, dà particolare rilievo alla musica: ogni serata si aprirà infatti con un concerto d’organo. Imperdibile anche la mostra fotografica Dieci anni e ottantasette giorni di Luisa Menazzi Moretti, visitabile a TRA fino al 23 settembre, dedicata ai giustiziati nel braccio della morte di Livingstone, in Texas.

Chiara Andrich: In questa edizione abbiamo voluto dare spazio a dei film su un aspetto molto vicino al territorio dove operiamo: il mondo del vino raccontato attraverso il cinema. Con la collaborazione del nostro main sponsor Consorzio del Prosecco Doc proietteremo tre film sul vino in altrettante cantine, con un omaggio ad Ermanno Olmi con il suo Le rupi del vino e due film, Red Obsession degli australiani Warwick Ross e David Roach e Barolo boys di Paolo Casalis e Tiziano Gaia. Cercando sempre di coniugare cinema e territorio presenteremo tre documentari prodotti da autori veneti: Marco Zuin, Cristian Cinetto, Federico Massa e Andrea Azzetti.

Sulla stessa scia presenteremo il libro Veneto 2000 il cinema. Identità e globalizzazione a Nordest alla presenza degli autori Farah Polato, Giulia Lavarone, Marco Bellano, Rosamaria Salvatore. In collaborazione con Soundrivemotion diamo poi spazio anche quest’anno alla formazione nei mestieri del cinema attraverso il laboratorio Da Godzilla a Tarkovskij – La funzione della musica e del sound design nel cinema e nel video.

Il laboratorio, teorico ed esperienziale, è rivolto a filmakers, musicisti, tecnici audio, studenti e appassionati.
Uno spazio speciale è riservato dunque quest’anno alla musica. Il Festival si aprirà ogni giorno con un concerto eseguito all’organo costruito dal Callido nel 1769 per la Chiesa di San Gregorio Magno. La chiusura del Festival è affidata all’abilità di Filippo Perocco, che, spaziando nel repertorio contemporaneo da György Ligeti a John Cage, ci condurrà alla scoperta visiva di pellicole poco note di inizio ‘900.

 

Programma completo: qui

Rossella Farnese

[immagini concesse da SoleLuna Treviso DocFilm Festival]

 

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Film selezionati per voi: settembre 2018!

A settembre si rientra a lavoro e si torna a scuola? Non solo: si apre anche la nuova stagione cinematografica! Vi proponiamo ovviamente alcune nuove uscite per riscoprire il piacere di una serata in compagnia del maxi schermo, ma anche classici del cinema per una serata a casa sul divano. Buona visione!

 

NUOVE USCITE

chiave-di-sophia-ragazza-dei-tulipaniLa ragazza dei tulipani  – Justin Chadwick

Dramma in costume diretto da Justin Chadwick e sceneggiato da Tom Stoppard, La ragazza dei tulipani, ambientato nella Amsterdam del XVII secolo, è la storia della passione clandestina tra il pittore Jan van Loos e la giovane Sophia, interpretata dalla grazia impeccabile di Alicia Vikander. Voce narrante, sulla scia della tradizione classica del servo plautino, la cameriera e aiutante Maria. Un film melò che indaga la condizione femminile di un’epoca in cui la donna era considerata alla pari di un raro tulipano: come un fiore prezioso, infatti, Sophia, cresciuta orfana in un convento, viene comprata dagli agi e dalle promesse di un ricco mercante, interpretato da Christoph Waltz, vedovo e desideroso di ricostruirsi una famiglia. Ma, nella spasmodica attesa dell’erede, i due posano per un ritratto davanti al pittore Jan van Loos e le loro vite cambiano per sempre. USCITA PREVISTA: 6 settembre.

chiave-di-sophia-casa-dei-libriLa casa dei libri – Isabel Coixet

Inghilterra, fine anni Cinquanta. Nella provinciale e culturalmente depressa Hardborough, Florence Green, dopo la morte del marito nel secondo conflitto mondiale, ha scelto di aprire una libreria, tra mille ostacoli ma con la collaborazione di una bambina e di un appassionato lettore anziano. Un film che fa sentire il piacere della lettura, della carta, delle parole impresse e delle emozioni che accompagnano lo scorrere delle righe e un film che riflette sulla diffusione della cultura “non allineata”, sull’effetto dirompente della letteratura, trattando di romanzi “scandalistici” tra i benpensanti, quali Fahrenheit 451 e Lolita. USCITA PREVISTA: 27 settembre.

chiave-di-sophia-un-affare-di-famigliaShoplifters Un affare di famiglia  –  Kore’eda Hirokazu

Palma d’oro al miglior film al Festival di Cannes 2018, Shoplifters è una riflessione sulla famiglia: la famiglia per definizione non si sceglie ma la vera famiglia è quella che si ha la rara facoltà di scegliere. Il regista colloca in un umile appartamento una comunità di persone che sembra unita da legami parentali ma così non è, nonostante la presenza di una “nonna” e di una coppia, un’impiegata di lavanderia, Nobuyo, e un operaio, Osamu. Un film che indaga la dialettica legge morale/legge sociale, buoni/cattivi, giusto/sbagliato attraverso un tema già trattato da Hirokazu, ad esempio in Father and Son e Little Sister: il libero arbitrio parentale. Quando Osamu trova infatti una bimba che sembra abbandonata per strada decide di accoglierla in casa. USCITA PREVISTA: 13 settembre.

 

UN FILM D’ANIMAZIONE

si-alza-il-vento_la-chiave-di-sophiaSi alza il vento – Hayao Miyazaki

Jirō è un ragazzo giapponese d’inizio Novecento che, non potendo diventare pilota a causa della sua miopia, decide di seguire il suo grande sogno d’aviazione diventando un progettista di aeroplani. Senza essere esente da momenti di grande lirismo tipici del maestro giapponese, il film è anche ritratto del suo pacifismo utopico e della sua posizione dualistica nei confronti della tecnica: lo stupore e la creatività della creazione e la sete di potere che porta al suo uso sconsiderato. Un impegno etico si rende dunque necessario: vivere appieno nel proprio tempo la propria esistenza senza diventarne vittima, seguendo l’imperativo del poeta Paul Valéry che attraversa il film: Le vent se lève!… Il faut tenter de vivre! (si alza il vento! Bisogna cercare di vivere!).

 

UNA SERIE TV

la-casa-di-carta_la-chiave-di-sophiaLa casa di carta – Álex Pina

Otto rapinatori guidati a distanza dal grande capo “il Professore” entrano nella Zecca di stato a Madrid per il colpo del secolo: non rubare i soldi, ma stampare dei soldi nuovi (milioni) senza quindi tecnicamente rubare a nessuno. Serie spagnola molto amata dal pubblico ma anche molto discussa (e certamente non per l’etica), La casa di carta è ormai sulla bocca di tutti, ma la critica si divide tra chi la considera un disastro inguardabile tra scrittura da telenovela, dimenticanze e sovracitazionismo, e chi invece decide di chiudere un’occhio qui e lì ma di apprezzarne lo stile incalzante e concitato. A ciascuno per sé lasciamo l’ardua sentenza.

 

Rossella Farnese, Giorgia Favero, Alvise Wollner

 

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Film selezionati per voi: agosto 2018!

Agosto: finalmente, per molti, sono arrivate le desiderate vacanze! Le serate libere dalla frenesia di ogni giorno e dalle tensioni che talvolta si accumulano a lavoro sono il momento ideale per rilassarvi, in solitaria o in compagnia, con uno dei titoli selezionati dai nostri esperti di cinema. Ecco a voi le ricche proposte del mese:

 

FILM IN USCITA

ex chiave di sophiaIl tuo ex non muore mai – Susanna Fogel
Agosto: l’estate è ormai entrata nel vivo mentre le sale cinematografiche tendono inesorabilmente a svuotarsi. Per difendersi dall’asfissiante calura estiva e trovare un po’ di leggerezza sul grande schermo, la scelta giusta potrebbe essere il nuovo film di Susanna Fogel. Nel film, Audrey (Mila Kunis) e Morgan (Kate McKinnon), due amiche trentenni che vivono a Los Angeles, si ritrovano al centro di una cospirazione internazionale, quando l’ex fidanzato di Audrey (Justin Theroux) si presenta nel loro appartamento per nascondersi da un gruppo di spietati assassini che lo stanno inseguendo. Azione, commedia ed effetti speciali si uniscono in maniera a dir poco accattivante in una pellicola ideale per una serata senza troppe pretese. USCITA PREVISTA: 8 AGOSTO.

dont-worry-chiave di sophiaDon’t worry – Gus van Sant
Dopo essere rimasto vittima di un tragico incidente stradale causato da una sbornia notturna, l’ultima cosa che John vuole fare è smettere di bere. Eppure, sebbene controvoglia, accetta di entrare in terapia, incoraggiato dalla sua ragazza (Rooney Mara) e da un carismatico sponsor (Jonah Hill). Il nuovo film del maestro Gus Van Sant è una straordinaria commedia dolce-amara ricca di spunti di riflessione per tutti gli spettatori. Encomiabile il cast su cui spicca un impeccabile Joaquin Phoenix in un ruolo commovente e toccante al tempo stesso. USCITA PREVISTA: 30 AGOSTO.

lucky chiave di sophiaLucky – John Carroll Lynch
Lucky segue il viaggio spirituale di un ateo novantenne e dei singolari personaggi che abitano nella sua cittadina sperduta nell’entroterra degli Stati Uniti. Sopravvissuto a tutti gli amici di una vita, Lucky si trova davanti al precipizio della sua esistenza, pronto a un ultimo viaggio alla scoperta di se stesso, e forse a un passo da un vero stato di “illuminazione”. Film molto simile a “Una storia vera” di David Lynch, Lucky è un’opera da vedere soprattutto per la straordinaria interpretazione di Harry Dean Stanton, recentemente scomparso, volto e corpo iconico del cinema americano del Novecento. USCITA PREVISTA: 30 AGOSTO.

 

UN CLASSICO

vacanze-romane-la-chiave-di-sophiaVacanze romane – William Wyler (1953)

Roman Holiday, diretto nel 1953 da William Wyler e interpretato dall’indimenticabile Gregory Peck e dalla magnifica Audrey Hepburn, è il film che ha reso famosa in tutto il mondo la Vespa, protagonista indiscussa della romantica avventura. Anna, giovane principessa di un’imprecisata capitale europea, è in visita diplomatica a Roma, dove dopo un ricevimento in ambasciata, esausta e frustata, ha una crisi nervosa. Dopo che il dottore di corte le somministra un sonnifero Anna riesce a fuggire da palazzo e viene trovata sdraiata nei pressi dei Fori Imperiali dal reporter americano Joe Bradley, che, senza averla riconosciuta, la ospita nel proprio studio.

Una fiaba esuberante e dolceamara, interpretata dalla freschezza vivace della Hepburn – Oscar come migliore attrice protagonista – e ambientata in una Roma frivola e incantata. La bella favola di Cenerentola è rovesciata con garbo e leggerezza narrativa da Wyler, celebri le ultime battute di Anna e Joe: «- E a mezzanotte me ne tornerò, simile a Cenerentola, laddove sono evasa. – E sarà al fine di una bella favola».

 

UN FILM D’ANIMAZIONE

ritorno-al-bosco-dei-100-acri-chiave-di-sophiaRitorno al Bosco dei Cento Acri – Marc Forster

Con un live action Marc Forster indaga la vita adulta di Christopher Robin, il bambino che fu d’ispirazione per il giovane protagonista dei libri su Winnie The Pooh. Nel 1949 Christopher Robin, interpretato da Ewan McGregor, torna alla fattoria dello scrittore Milne e al bosco dei Cento Acri, perseguitato dai traumi subiti durante la seconda guerra mondiale, manager in carriera in cerca di risorse per evitare il licenziamento di diversi dipendenti. USCITA PREVISTA: 30 agosto 2018

 

UN FESTIVAL CINEMATOGRAFICO

locarno-festival-la-chiave-di-sophiaFestival di Locarno (1-11 agosto 2018)

Si svolgerà dal 1° all’ 11 agosto la 71° edizione del celebre Festival di Locarno, volto alla promozione del cinema d’autore e di qualità artistica con particolare interesse per i cineasti emergenti e per le nuove cinematografie. Il Festival si articola infatti in diverse sezioni: Piazza Grande propone in prima mondiale opere dedicate al grande pubblico firmate da autori di chiara fama; il Concorso Internazionale presenta in prima mondiale una selezione di film di animazione o di finzione o documentari, di durata superiore ai 60 minuti, offrendo una panoramica sul cinema d’autore contemporaneo, affiancando opere di giovani talenti a film di registi già affermati; il Concorso Cineasti del presente è dedicato alle opere prime e seconde; la sezione Signs of Life è riservato a opere di registi di rilievo che esplorano nuovi linguaggi e forme narrative; la sezione Padri di domani è invece dedicata a cortometraggi o mediometraggi inferiori ai 40 minuti di giovani cineasti che non hanno mai realizzato un lungometraggio, prime sperimentazioni cinematografiche quindi di nuovi talenti; Histoire du cinéma è la sezione che propone opere della storia del cinema di cineasti e artisti cui il Festival rende omaggio così come Retrospettiva dedicata a una tematica o volta alla riscoperta dell’opera omnia di un grande cineasta.

 

Rossella Farnese, Alvise Wollner

 

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Film selezionati per voi: luglio 2018!

Ridendo e scherzando siamo già entrati nel vivo dell’estate… avete già fatto un po’ di vacanza? “Per fortuna” questa stagione sa anche regalarci qualche bel temporale, così da lasciarci qualche serata per andare al cinema o chiuderci in casa a vedere un film senza sentirci troppo in colpa. E se anche con la pioggia fate fatica ad arrendervi all’idea di stare al chiuso, noi abbiamo come sempre pronti alcuni titoli per farvi tornare il sorriso.
Buona visione!

 

FILM IN USCITA

stronger_la-chiave-di-sophiaStronger – David Gordon Green
Presentato in anteprima all’ultima edizione della Festa del cinema di Roma, arriva finalmente nelle sale italiane la toccante storia ispirata alla vita di Jeff Bauman, atleta sopravvissuto all’attentato compiuto durante la maratona di Boston del 2013. Stronger è un coinvolgente racconto di rinascita e altruismo su cui spicca l’impeccabile prova attoriale di Jake Gyllenhaal, incredibile per la dedizione con cui è riuscito a calarsi in un ruolo tanto complicato. Un film fatto di emozioni forti, ideale per un pubblico che, al cinema, ha ancora voglia di commuoversi. USCITA PREVISTA: 4 LUGLIO.

 

chiudi-gli-occhi_la-chiave-di-sophiaChiudi gli occhi – Marc Forster
Sfumature in bilico tra il genere drammatico e il thriller per il nuovo film del regista de Il cacciatore di aquiloni. Dopo aver perso la vista da bambina in un incidente stradale, Gina, ormai divenuta adulta, si affida al marito James per provare a vivere una vita all’apparenza idilliaca. Le cose però prenderanno una brutta piega quando la protagonista deciderà di sottoporsi a un’operazione per provare a recuperare la vista. I suoi “nuovi” occhi le faranno scoprire una terribile verità. Interessante, anche se leggermente prevedibile, thriller estivo il cui punto di forza sta tutto nella prova attoriale della bellissima Blake Lively. USCITA PREVISTA: 11 LUGLIO.

 

la-bella-e-le-bestie_la-chiave-di-sophiaLa bella e le bestie – Kaouther Ben Hania
Myriam è una studentessa tunisina che vuole solo divertirsi in discoteca e conoscere il giovane Youssef, ma la vita sembra avere ben altri piani per lei. Presentato in anteprima al festival di Cannes, nella sezione Un certain regard, quest’interessante co-produzione europeo-tunisina racconta una drammatica storia realmente accaduta sul senso della femminilità all’interno di un mondo ottuso e conservatore. Una prova piena di coraggio, nonostante alcuni difetti nella messa in scena, che merita d’essere vista per l’importante messaggio contenuto al suo interno. USCITA PREVISTA: 27 LUGLIO.

 

ANIMAZIONE

doraemon_la-chiave-di-sophiaDoraemon. Una grande avventura in Antartide – Takahashi Atsushi

Questa volta il gatto animato più famoso del mondo, Doraemon, parte alla volta dell’Antartide con gli inseparabili amici Nobita, Gian, Suneo e Shizuka. Grazie a un misterioso anello Doraemon viaggia attraverso il tempo e aiuterà la nuova amica Kara a salvare il proprio pianeta. Un gradito ritorno, quello del gattone blu uscito dalla penna della giapponese Fujiko F. Fujio, che i bambini già non vedono l’ora di festeggiare. IN USCITA: 5 luglio 2018

 

 

CLASSICO

bonjour_tristesse_la-chiave-di-sophiaBonjour Tristesse – Otto Preminger (1958)

Mondana commedia franco-americana, trasposizione dell’omonimo romanzo di Françoise Sagan, Bonjour Tristesse è una pellicola tetra e frivola che si snoda in un’assolata Costa Azzurra. Radiografia delle smanie vacanziere, tra party, yacht e casinò, di un upper class, Raymond, con la giovanissima amante di turno, Else, e della figlia, Cécile, ventenne vivace, viziata, umbratile e incostante, Bonjour Tristesse è il racconto di una serie di flashback avviati da Cécile durante una festa. La regolare e sorridente routine vacanziera è però sconvolta dall’arrivo di Anne Larsen, vecchia amica della madre di Cécile e da sempre affezionata a Raymond. La gelosia di Cécile, nevroticamente desiderosa di restare in quella couche di piacere che è l’adolescenza, sfocia in una tragedia che paradossalmente la rinchiude per sempre nella prigione da lei stessa agognata dove finisce per vivere come una sorta di “moglie” a fianco del padre.

 

IL FESTIVAL

lago-film-fest_la-chiave-di-sophiaLagoFilmFest – 14° Festival Internazionale del Cinema Indipendente
20-28 luglio 2018 – Revine Lago (TV)

Imperdibile l’appuntamento con la Woodstock cinematografica della suggestiva località lacustre di Revine Lago, provincia di Treviso: nove giorni di performance artistiche, musica, workshop, incontri e ospiti illustri il cui fil rouge è il cinema calato nel metabolismo urbano della vita quotidiana.

LagoFilmFest è un festival internazionale di cortometraggi, documentari e sceneggiature che giunge quest’anno alla sua quattordicesima edizione articolata in diverse sezioni: Film in competizione internazionale tra cui Personal Truth di Charlie Lyne, Milk di Santiago Menghini, Intimity di Elodie Dermange; Film in competizione nazionale tra cui Mon amour mon ami di Adriano Valerio, Vanilla di Rossella Inglese, Esseri di Tommaso Donati; Film in competizione Veneto tra cui Beatrice di Lorena Alvarado, Help di Paola Luciani, L’ombra della sposa di Alessandra Pescetta; Film in competizione “Nuovi Segni” tra cui Babylon di Keith Deligero, Elegy di Paul Bush, Orogenesis di Boris Labbé; Film in competizione UNICEF tra cui Nobody di Elham Toroghi, Pinguin di Julia Ocker, Weekwends di Trevor Jimenez.
Dal 20 al 28 luglio in riva al lago di Revine un cinema sotto le stelle.

 

Rossella Farnese & Alvise Wollner

 

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Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza. Cosa sono la vita e la morte?

Il film Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza è uscito nel 2014, aggiudicandosi il Leone d’Oro al Festival del Cinema di Venezia. È diretto dal regista svedese Roy Andersson, che con questo lungometraggio conclude una peculiare trilogia (composta dai suoi due precedenti lavori Songs from the Second Floor del 2000 e You, the Living del 2007).

Andersson è un regista del quale non si sente molto parlare in Italia – se non fra i critici.  

Ammettiamolo: questo lunghissimo titolo fa pensare a quei film d’essai che spesso si fatica a capire (o a digerire!). Se è vero che la pellicola è un’elucubrazione mentale di matrice certamente filosofica, è anche vero che non si tratta affatto di un film eccessivamente cerebrale o pretenzioso. Direi che si rivela, piuttosto, una gradita e dolce-amara sorpresa. Ma avverto: bisogna armarsi di pazienza. Tante sono le scene mute, esclusivamente e pittoricamente visive, e occorre fare molta attenzione ai particolari.

I titoli di testa ci annunciano che il lungometraggio è la «parte finale di una trilogia sull’essere un essere umano». Il nucleo tematico del film è dunque la fin de la vie, il momento del trapasso – infatti ci vengono mostrati tre incontri con la morte.

Andersson mette subito in scena il suo grottesco umorismo: il primo incontro riguarda un decesso che passa inosservato, quello di un uomo colto da infarto senza che la moglie canterina, impegnata in cucina, si accorga di nulla. Seconda inquadratura: un uomo si reca in ospedale al capezzale della madre morente, dove ritrova i suoi fratelli. La moribonda stringe tra le mani una borsa contenente gioielli e soldi. I fratelli spiegano che la donna vuole portare con sé in paradiso tutti i suoi preziosi averi. Segue un tragicomico tentativo, da parte dei fratelli, di strappare la borsa dalle mani della madre mentre lei si lamenta e il suo letto d’ospedale si sposta accentuando il ridicolo di tutta la situazione. Terzo incontro col sonno eterno: un uomo muore improvvisamente a bordo di un traghetto, proprio dopo aver pagato un pasto e una bibita che, ovviamente, non ha fatto in tempo a consumare. «Non si può certo pagare due volte una consumazione, meglio offrirla a qualcuno» dicono i presenti.

Tanti altri personaggi si avvicendano nel corso del film, che è un susseguirsi di inquadrature frontali – è la prospettiva che avrebbe un piccione appollaiato su un ramo. Pennuto che viene citato a un certo punto della storia: una bambina impacciata sale sul palco durante un saggio scolastico intenzionata a recitare una poesia su questo uccello che «si riposava e pensava, pensava che non aveva soldi e poi volava a casa sua». Come non pensare che il regista ci abbia voluto suggerire che la vita in fondo è questo: riflessione (alla quale Andersson dona enorme importanza), ma anche osservazione, nonché – scadendo nella materialità così come fanno i figli che cercano di scippare la madre morente – soldi e casa.

Che tutto ruoti attorno al denaro lo sanno anche i due venditori di scherzi che paiono mortalmente seri. Uomini bizzarri che vanno in giro con valigette contenti denti da vampiro, sacchetti che riproducono risate e un’inquietante maschera. I due cercano di concludere (senza riuscirci) grandi affari, scontrandosi con la loro vita grigia, arida, miserabile. Vivono in una specie di pensionato che ricorda una prigione, litigano ma si riappacificano perché al mondo non hanno nessun altro. Ci ricordano che la vita non è che uno scherzo grottesco e tragicomico, uno scherzo serio, per usare un calzante ossimoro.

Ma la vita è anche la pulsione sessuale rappresentata dall’insegnante di danza vecchiotta e in carne che incalza il suo bello e giovane allievo. Vita è lo scorcio visivo e sonoro che mostra un bimbo in carrozzina che ride gioioso. Vita è l’energia dei soldati di re Carlo XII di Svezia (che fa una stravagante comparsata in un bar dei giorni nostri) pronti a combattere – ma anche a morire – sul campo di battaglia.

Questo e molto altro ancora è ciò che possiamo trovare in questo film iper filosofico che propone e ripropone alcune silenziose domande: vogliamo essere osservatori come il piccione del titolo oppure soggetti agenti? Vogliamo concentrarci sugli aspetti materiali della vita o sugli affetti (la casa)?

Nel suo tetrafarmaco, Epicuro ci rassicura spiegandoci che non ha senso temere la morte: quando ci siamo noi, lei non c’è e viceversa. Ma il tutto è davvero così semplicistico?

Concludo con una citazione dal film: «Aveva un sasso nella scarpa, è stato bello quando se l’è tolto».

Forse, per sentirci più liberi prima che giunga la fine – risata finta e stonata che incombe sulla vita, riso argentino e genuino – sarebbe meglio togliere qualcosa.

 

Francesca Plesnizer

 

[immagine tratta da Google immagini]

 

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Film selezionati per voi: giugno 2018!

L’estate è la stagione ideale per le passeggiate serali all’aria aperta e per le uscite in famiglia o con gli amici. Effettivamente, le proposte ricreative e culturali che danno vita ai centri storici delle nostre città in questo periodo si fanno davvero numerose. Se la vostra agenda per il mese di giugno ha qualche serata libera da impegni mondani, aperitivi in compagnia, pizze cene gelati e quant’altro, noi vi consigliamo di segnarvi i seguenti titoli selezionati apposta per voi dai nostri esperti cinematografici.

Non si può mai rimandare un appuntamento con un buon film!

 

FILM IN USCITA

chiave-di-sophia-2001-odissea-nello-spazio2001: Odissea nello spazio – Stanley Kubrick

50 anni dopo un capolavoro assoluto della storia del cinema, un’articolata riflessione sul destino dell’umanità e sulla dialettica civiltà/tecnologia. Protagonista del celebre 2001: Odissea nello spazio, basato sull’omonimo romanzo di Arthur Clarke, il computer della nuova generazione, HAL 9000, posto a bordo dell’astronave Discovery indirizzata verso Giove alla scoperta del mistero di un monolito. Lo scopo della missione non va rivelato e HAL, basato su un sistema binario Sì-No viene stravolto dalla presenza di un segreto da conservare e va in crisi drammaticamente, non resistendo all’intrusione dell’umana doppiezza nei suoi delicati apparti. Un film che ha fatto epoca anche per la colonna sonora: indimenticabili le note del Danubio blu che, composte in un periodo storico convinto della bontà della Scienza e fiducioso nelle magnifiche sorti progressive dell’umanità, commentano le immagini di un futuro ipertecnologico. USCITA PREVISTA: 4 giugno 2018

 

chiave-di-sophia-aquietpassion-poster-ws_A quiet passion – Terence Davis

Un aggraziato biopic sulla poetessa di Amherst, Emily Dickinson: questa la sfida dell’ultimo film di Terence Davies. Quella della Dickinson è stata una vita da autoreclusa della quale quindi può sembrare non si sappia abbastanza per trarne una narrazione, invece Davies, grazie anche alla maestria di Cynthia Nixon, riesce a consegnare una lettera al mondo come quella che Emily avrebbe voluto lasciare con i suoi scritti. Un film su una giovane donna che si apre all’arte e al contempo si chiude alla vita nella borghese e puritana casa paterna esplorata dalla macchina da presa di Davies in una pellicola “in costume” che offre occasioni di riflessione e di sorriso. USCITA PREVISTA: 14 giugno 2018

 

chiave-di-sophia-il-sacrificio-del-cervoIl sacrificio del cervo sacro – Yorgos Lanthimos

Anche The Killing of a Sacred Deer – come l’originario 2001: Odissea nello spazio – si apre con un minuto di buio e, sulle note dello Stabat Mater di Schubert, veniamo poi calati in una tragica vicenda di espiazione e vendetta in modo brusco e disturbante attraverso l’inquadratura senza veli di un intervento a cuore aperto. Già il titolo, riferimento alla crudele tragedia euripidea Ifigenia in Aulide, allude a uno spietato dramma di sangue e di violenza. Steven è un cardiologo dalla perfetta vita borghese con una bella moglie e due figli, ma a loro insaputa si incontra con un ragazzo, Martin, fino a quando uno dei due figli, Bob, inizia a manifestare strani sintomi psicosomatici: la verità sulla loro relazione inizia così a venire a galla. USCITA PREVISTA: 28 giugno 2018

 

UN DOCUMENTARIO

diva la chiave di sophiaDiva! – Francesco Patierno

Tratto dal libro autobiografico di Valentina Cortese, “Quanti sono i domani passati“, il nuovo documentario diretto dal regista Francesco Patierno racconta la vita straordinaria di un’autentica istituzione del teatro italiano. In “Diva!” la storia di Valentina Cortese viene riletta attraverso otto attrici chiamate a dar voce alle sue parole. Un ritratto originale e insolito per approfondire non solo un grande personaggio della cultura nostrana, ma anche una donna che ha saputo precorrere in maniera unica il fenomeno del divismo italiano. USCITA PREVISTA: 7 GIUGNO

 

UN CLASSICO

kikujiro la chiave di sophiaL’estate di Kikujiro – Takeshi Kitano
Con il ritorno della bella stagione è d’obbligo (ri)scoprire uno dei film più noti del regista nipponico Takeshi Kitano. “L’estate di Kikujiro“, realizzato nel 1999, racconta la storia di un bambino abbandonato dalla madre e del suo incontro con un mafioso giapponese dal cuore d’oro. Un film sul significato intrinseco della maternità e della paternità, sul rapporto tra la chiusura della solitudine e l’apertura della relazione con l’altro, sul senso del comico, del riso, del gioco. La storia è una rielaborazione del classico canovaccio basato sull’incontro tra un bambino e un adulto e, pur non raccontando una vicenda particolarmente originale, colpisce nel segno per il suo incredibile senso di umanità, tipico della cultura orientale. Forse non la miglior opera di Kitano, ma senza dubbio uno dei grandi classici orientali da guardare almeno una volta nella vita.

 

UN FESTIVAL CINEMATOGRAFICO

asolo-film-festival la chiave di sophiaAsolo Art Film Festival
L’estate è, per eccellenza, la stagione in cui si concentra il maggior numero di festival cinematografici in giro per l’Italia. Tra questi va senz’altro annoverato l’Asolo Art Film Festival, giunto alla sua trentaseiesima edizione. Dal 6 al 10 giugno la città dai cento orizzonti ospiterà celebrità e volti noti del cinema e dell’arte internazionale. Tra i nomi di spicco di quest’anno ci sono l’attrice Piera degli Esposti, il direttore della fotografia Luciano Tovoli e il direttore della Mostra del cinema di Venezia, Alberto Barbera. Oltre sessanta i film in concorso, accompagnati da proiezioni speciali dedicate a grandi personalità come Caravaggio, Helmut Newton e James Brown. Un programma ricco di sorprese per un evento che punta ad accrescere il suo status di festival più antico in Italia per quanto riguarda il connubio tra arte e cinema. Da non perdere.

 

Rossella Farnese, Alvise Wollner

 

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Loro, l’estetizzazione della politica e lo spettatore emancipato

Loro, attesissimo film in due parti di Paolo Sorrentino è finalmente uscito nelle sale e, che sia piaciuto o no, ha dato di che parlare. Certo tra stimolare due chiacchiere a cena e avere qualcosa da dire c’è una bella differenza, però una riflessione a partire dal lavoro di Sorrentino si può fare, ovvero ripensare alla relazione tra estetica e politica. Perché, per quanto il regista lo abbia negato più volte, se fai un film su Silvio Berlusconi – o sul berlusconismo che sia – la politica un po’ finisce per centrarci. Il problema è proprio questo, non voler includere la politica nel contenuto di un’opera d’arte, non significa automaticamente che il fine dell’opera non possa essere politico o politicizzabile.

Se togliamo il discorso politico da Loro, infatti, il film perde completamente il suo senso.

I personaggi di Sorrentino sono reali (sebbene il regista eviti nomi e cognomi), ancora attivi pubblicamente e con incarichi istituzionali. Come si può non considerarlo un film politico?

Sorrentino ci mostra con il suo tipico cinismo l’estrema estetizzazione della politica, una tendenza che a partire dai regimi totalitari del XX secolo ha preso sempre più piede, e magari è cambiata nelle forme ma il succo è sempre quello: la politica come grande spettacolo. Fenomeno che non segue credi, partiti e posizioni, perché coinvolge tutte le parti. In primo luogo coinvolge noi, che da elettori siamo diventati progressivamente spettatori a tempo pieno.

Sorrentino usa il vuoto per intrattenere e distrarre, il vuoto nella sua versione più desiderabile e attraente. Silvio Berlusconi viene quindi raffigurato come il miglior venditore di questo vuoto, ed è indubbio che gli acquirenti siano gli italiani. Non c’è giudizio se non una sensazione diffusa di quanto questo gioco sia patetico, sia per Loro che per noi, il pubblico che lo alimenta. Non è un film di critica, su questo non c’è dubbio, ma d’altronde un regista deve essere libero di esprimere il suo punto di vista senza l’obbligo di prendere posizione. È questa appunto la libertà dell’arte per l’arte. Ma siamo sicuri che sia così semplice?

La verità è che l’arte da sempre si relaziona al fare politico, chi la produce non può che stare al gioco. Ovviamente qui si parla di artisti riconosciuti e affermati, perché, certo, ognuno a casa sua può fare arte nel modo che ritenga più libero.

La libertà dell’arte è però più un’ideale che una realtà, in alcuni casi questa si può assoggettare ad un credo politico, ad un movimento di pensiero, ma sempre e comunque sarà soggetta alle leggi del mercato.

A maggior ragione oggi, dato che viviamo in una società dove la comunicazione passa principalmente per l’immagine e siamo distratti da un continuo bombardamento mediatico. Un sistema che genera apatia e consenso, oscurando le possibilità di un punto di vista critico. Ne consegue che chi si trova nella posizione di manipolare delle immagini per mostrarle ad un pubblico, deve anche tener conto della grande responsabilità che questo comporta.

Fellini diceva di non fare film per dibattere tesi o sostenere teorie, il suo era un modo di fare cinema “alla stessa maniera in cui si vive un sogno, che è affascinante finché rimane misterioso e allusivo, diventa insipido se viene spiegato”. Sorrentino, d’altronde, ha sempre dichiarato di considerare il regista romagnolo come suo più grande maestro e fonte d’ispirazione. Ma se il soggetto di fronte alla cinepresa è un personaggio politico, ancora attivo sulla scena, candidabile, votabile, forse è il caso di uscire dal sogno e parlare della realtà.

È indubbio il valore persuasivo e distraente dell’immagine, in particolare quella cinematografica, si tratta quindi di una scelta etica di fronte alla quale ogni regista si trova a fare i conti, che non è certo obbligata ma forse più interessante, di sicuro più difficile. Tra il documentario storico e il film pamphlettario c’è comunque uno spazio infinito di scelte stilistiche ed espressive.

Ora, però, se la politica non può più prescindere dalla sua stessa estetizzazione e chi fa arte deve avere la possibilità di agire in totale libertà, senza il timore dell’etichetta di superficiale da una parte o moralista dall’altra, la questione si rovescia. La responsabilità cade in pieno nelle nostre mani come pubblico. Bisogna essere consapevoli che non siamo più un’audience passiva: grazie ai nuovi mezzi d’informazione siamo diventati destinatari e allo stesso tempo mittenti di una comunicazione di massa. La presa di coscienza passa quindi per l’emancipazione, ovvero il questionamento, la capacità di dare un senso al discorso, di associare e dissociare concetti e immagini. Insomma, l’unica risposta che possiamo dare all’inarrestabile estetizzazione della politica è quella di essere spettatori sì, ma spettatori emancipati*.

 

Claudia Carbonari

 

*la definizione di spettatore emancipato è del filosofo francese Jacques Rancière, vedi: Le partage du sensible. Esthétique et politique, La Fabrique 2000, Parigi.

 

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Film selezionati per voi: maggio 2018!

Se la cinematografia è riconosciuta come la settima arte un motivo deve ben esserci! Ne conoscono sicuramente più di uno i nostri esperti in materia, che anche questo mese ci regalano un’ampia e variegata lista di titoli dai quali lasciarci tentare.

Buona visione a tutti!

FILM IN USCITA

chiave-di-sophia-isola-dei-cani-1L’isola dei cani – Wes Anderson
Il ritorno alla regia di uno degli autori più amati del cinema statunitense è un originalissimo omaggio animato alla cultura orientale e giapponese. Nove anni dopo lo strepitoso Fantastic Mr. Fox, Wes Anderson torna a cimentarsi con un altro film in stop-motion dove i protagonisti sono, ancora una volta, gli animali. Ambientato nel Giappone del 2037, L’isola dei cani è un originalissimo appello ad andare sempre oltre le diversità di genere, ad amare gli animali e a non smettere mai di ribellarci a ciò che ci sembra ingiusto. Un piccolo gioiellino visivo che riesce a intrattenere lo spettatore, offrendogli una serie di importanti spunti di riflessione. USCITA PREVISTA: 1 maggio 2018.

chiave-di-sophia-loro-dueLoro 2 – Paolo Sorrentino
Seconda e ultima parte del dittico cinematografico dedicato alla figura di Silvio Berlusconi, “Loro 2” promette un finale interamente dominato dalla controversa figura dell’ex premier italiano. Dopo una prima parte in cui Berlusconi è rimasto quasi sempre fuori campo, questo secondo film sembra destinato ad approfondire la figura del Cavaliere, preferendo sempre una visione onirica e introspettiva dei personaggi alla mera cronaca dei fatti. Un tripudio visivo e stilistico per raccontare una delle pagine più controverse della politica italiana di questo secolo. USCITA PREVISTA: 10 maggio 2018.

chiave-di-sophia-mektoub-my-love-canto-unoMektoub, My Love (Canto Uno) – Abdellatif Kechiche
Torna al cinema il regista del controverso La vita di Adele, con una rilettura estremamente fisica e carnale del romanzo “La blessure, la vraie” di François Bégaudeau. Presentato in concorso alla settantaquattresima Mostra del cinema di Venezia, questa prima parte di un’ideale trilogia cinematografica, racconta il ritorno, nella sua città natale, del giovane Amin, studente desideroso di vivere i piaceri e le passioni dell’adolescenza, senza rinunciare a inseguire i suoi sogni. Un viaggio coloratissimo e spregiudicato nella gioventù d’oggi. Un baccanale cinematografico che ha diviso in due la critica mondiale tra chi l’ha vissuto come un’esperienza visiva estremamente appagante e chi ne è invece rimasto altamente perplesso. Un titolo imperdibile per gli amanti del cinema d’autore. USCITA PREVISTA: 24 maggio 2018.

chiave-di-sophia-meraviglie-del-mare-minLe meraviglie del mare – Jean-Michel Cousteau

Un viaggio dalle Isole Fuji alle Bahamas: questa la straordinaria esperienza intrapresa dal regista Jean-Michel Cousteau con i figli Celine e Fabien e con la sua troupe. Le meraviglie del mare è un documentario che esplora oceani sconosciuti e indaga ciò che li minaccia, diretto da Cousteau e raccontato da Arnold Schwarzenegger, un omaggio al mare e un invito a salvaguardarlo. USCITA PREVISTA: 17 maggio 2018

chiave-di-sophia-manon-royal-opera-houseRoyal Opera House: Manon

Dal racconto di Kenenth MacMilan sul tragico amore tra Manon e Des Grieux un capolavoro del balletto moderno. La settecentesca Histoire du chevalier Des Grieux et de Manon Lescaut è un pilastro del Royal Ballet: la prima si svolse il 7 marzo 1974 interpretata da Antoinette Sibley e Anthony Dowell. Appassionati pas de deux, che ricordano l’intensità del Romeo e Giulietta, e spettacolari scene corali, che creano ritratti vividi e complessi delle società di Parigi e di New Orleans, caratterizzano una delle più coinvolgenti danze drammatiche. USCITA PREVISTA: 3 maggio 2018

 

UN FILM SUL PASSATO

In occasione del cinquantenario degli avvenimenti del “Maggio ’68”

chiave-di-sophia-qualcosa-nell-ariaQualcosa nell’aria (Après mai) – Olivier Assayas

Parigi, primi anni Settanta. Gilles è un liceale che vive la contraddizione tra l’impegno politico nei collettivi studenteschi e la volontà di intraprendere un percorso individuale. Lasciato da Laure, Gilles va in Italia con alcuni amici e con la nuova fidanzata Christine, fuggendo così alle indagini sul ferimento di un vigilante. Iscritto all’Accademia di Belle Arti, in lui si fa strada l’idea di dedicarsi al cinema. Premio per la migliore sceneggiatura nel 2012 alla 69° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, Something in the air – titolo inglese – racconta le contraddizioni di Assayas e il suo percorso di uomo e di cineasta in una pellicola intrisa di malinconia e della vivacità culturale degli anni Settanta.

 

UN FILM PER RAGAZZI

chiave-di-sophia-dumaDuma – Carroll Ballard

L’amicizia per i nostri bambini e ragazzi è un’esperienza speciale, imprescindibile per la loro crescita emotiva ed affettiva. In questo film l’amico di Xan, il ragazzo protagonista, è un amico d’eccezione: è simpatico, peloso e viaggia a quattro zampe..è un cucciolo di ghepardo! Se siete amanti degli animali e se vi piace l’avventura, non perdete l’occasione di rispolverare questo film del 2005, visione ideale per un party di compleanno tra amici o per un pomeriggio in famiglia!

 

Alvise Wollner, Rossella Farnese, Federica Bonisiol

 

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Film selezionati per voi: aprile 2018!

A voi amanti del cinema, ecco i consigli del mese firmati dai nostri esperti in materia. Ve li introduciamo con una citazione di Nanni Moretti tratta dal film classico recensito…

Silvia: Speriamo che nostro figlio non diventi un attore!
Nanni: Silvia, ma che discorsi fai… speriamo che non diventi un attore… noi gli impediremo di fare l’attore!

Buona visione a tutti e buona fortuna agli aspiranti attori che ci leggono!

 

FILM IN USCITA

chiave-di-sophia-prigioniero-coreanoIl prigioniero coreano – Kim Ki-Duk

«Dove c’è una forte luce c’è sempre una grande ombra»: questa la risposta emblematica data a Nam Chul-Woo, povero pescatore nordcoreano che si chiede in cosa consista la democrazia. Un film esplicitamente politico l’ultimo di Kim Ki-Duk che torna alle proprie origini per l’attenzione prestata agli emarginati e per la durezza delle situazioni portate sullo schermo. Nam Chul-Woo ha nella sua barca l’unica proprietà ma un giorno mentre si sta occupando delle reti gli si blocca il motore in prossimità del 38° parallelo, al confine tra le due Coree, così la corrente del fiume lo trascina verso la Corea del Sud. Qui, preso sotto controllo e trattato come una spia, il pescatore, che crede nel duro regime di Kim Jong, si trova a contatto con l’inferno capitalistico per le strade di Seoul, dove può girare controllato a distanza e notare i segni deteriori della società, quali la prostituzione. USCITA PREVISTA: 12 aprile 2018

chiave-di-sophia-amore-doppioDoppio amore – François Ozon

L’altro, inteso come la donna e il doppio, è il fulcro dell’ultima pellicola di François Ozon, thriller psicologico e étude de femme. Chloé, giovane donna fragile, intraprende un percorso psicoterapeutico ma Paul, lo psichiatra che la ascolta senza mai dire nulla, interrompe le sedute perché la seduzione che Chloé esercita su di lui è incompatibile con la deontologia professionale. La donna ricambia però il sentimento e inizia così la liaison traslocando con il suo gatto a casa di Paul, che le nasconde il suo lato oscuro: un gemello omozigote, Louis, che svolge la medesima professione in un altro quartiere di Parigi. Fatale e intrigata Chloé prende un appuntamento, iniziando la sua progressiva caduta agli inferi. USCITA PREVISTA: 19 aprile 2018

chiave-di-sophia-la_casa_sul_mare_-_manifestoLa casa sul mare – Robert Guédiguian

Assorto e appassionante racconto di crisi, La casa sul mare è un aggraziato e disilluso addio in un tableau assolato, a Méjan, cala marina tra Marsiglia e Carry, dove tre fratelli si riuniscono per vegliare il padre, colpito da un ictus. Angèle, attrice, Joseph, professore, e Armand, ristoratore di anime, si misurano con la morte di un padre e delle utopie rivoluzionarie di una nazione che ha smarrito lo slancio e l’azione. L’irruzione di tre bimbi, naufraghi sulle sponde del Mediterraneo – doppio speculare dei tre protagonisti – li sconvolge segnando un nuovo inizio. USCITA PREVISTA: 12 aprile 2018

 

UN FILM D’ANIMAZIONE

chiave-di-sophia-sherlock-gnomesSherlock Gnomes  John Stevenson
Dopo i 194 milioni di dollari incassati da Gnomeo e Giulietta, a fronte di un budget realizzativo di soli 36 milioni, non è certo una sorpresa che la Rocket Pictures di Elton John abbia deciso di produrre questo divertente sequel dedicato al mondo degli gnomi. Collegandosi ai protagonisti del primo film, Sherlock Gnomes è un piccolo ma riuscito prodotto di intrattenimento per tutta la famiglia grazie a un efficace mix di mistero, risate e simpatia. Ideale per una serata dedicata ai bambini. USCITA PREVISTA: 19 APRILE 2018

 

UN CLASSICO DEL CINEMA

chiave-di-sophia-aprileAprile – Nanni Moretti
Il mese e la situazione politica in cui ci troviamo, non possono far altro che richiamare alla mente uno dei grandi classici della filmografia di Nanni Moretti. Considerata ingiustamente da molti come un’opera minore, tra le tante girate dal regista capitolino, “Aprile” è una satira attualissima sul cambiamento politico vissuto dall’Italia nel 1994 e sulle ossessioni dello stesso Moretti che, oltre a fare il regista, si diverte a raccontare le sue manie personali davanti alla macchina da presa. La sequenza iniziale della prima elezione di Berlusconi ha fatto storia, il resto è un ottimo ritratto personale e politico di un’Italia in cui (forse) ancora oggi viviamo.

 

UN FESTIVAL CINEMATOGRAFICO

chiave-di-sophia-le-voci-dellinchiestaLe voci dell’inchiesta @ Pordenone
Nonostante aprile sia per antonomasia il mese del Far East Film Festival di Udine (la più importante rassegna italiana dedicata al cinema dell’estremo Oriente), da mercoledì 11 a domenica 15 il Friuli ospiterà un evento altrettanto importante, incentrato sul cinema d’autore. A Pordenone è infatti di scena l’undicesima edizione de “Le voci dell’inchiesta”, festival del cinema del reale nato con l’intento di presentare in anteprima italiana film in grado di esplorare il genere del giornalismo d’inchiesta. Negli ultimi anni il focus del festival si è sempre più spostato verso temi d’attualità, contaminando il genere giornalistico con il cinema del reale. Una rassegna imperdibile di documentari, quasi tutti in anteprima nazionale o europea, impreziosita dalla presenza di importanti ospiti internazionali provenienti dal mondo del cinema e del giornalismo. Tutte le proiezioni saranno aperte al pubblico, biglietti e abbonamenti disponibili online o alle casse di Cinemazero, in Piazza Maestri del Lavoro a Pordenone.

 

Rossella Farnese, Alvise Wollner

 

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