24 luglio 2014 lachiavedisophia

Ricordare, Progettare o Vivere?

“Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere”.Dalai Lama

Ricordare ieri, programmare il domani. Questo è ciò di cui si caratterizza maggiormente il nostro oggi.
Ci sono ricordi che sembrano indelebili, ce ne solo altri che riaffiorano: pervadono la nostra mente insinuandosi e sembra che non ci lascino altro spazio. Si guarda ai ricordi per insoddisfazione del presente, spesso ci si convince di questo.

Ma se vedessimo il ricordo semplicemente come “ciò che è stato”, come un passo in più per arrivare al giorno che stiamo vivendo?
Si ricordano i momenti felici, ci sentiamo torturati dagli errori commessi. Soltanto nel presente ci si rende conto di aver perso quel passato non vissuto appieno: la scelta cadrebbe nel voler tornare indietro, soltanto perché quel momento ci è sfuggito per sempre.

“Ci sono giorni nella vita in cui non succede niente, giorni che passano senza nulla da ricordare, senza lasciare una traccia, quasi non fossero vissuti. A pensarci bene, i più sono giorni così, e solo quando il numero di quelli che ci restano si fa chiaramente più limitato, capita di chiedersi come sia stato possibile lasciarne passare, distrattamente, tantissimi. Ma siamo fatti così: solo dopo si apprezza il prima e solo quando qualcosa è nel passato ci si rende meglio conto di come sarebbe averlo nel presente. Ma non c’è più”. Tiziano Terzani

“Non c’è più”. Tra tutti quei giorni, mai vissuti, si desidera avere la possibilità di viverli ardentemente. Ma alla parola “passato” non si può accostare la locuzione avverbiale “di nuovo”: ciò che è stato non si ripete, i fantasmi delle nostre azioni non tornano davvero nel presente, nemmeno desiderandolo più di ogni altra cosa. Nessun tasto con scritto “rewind” per la vita; nessuna opzione con scritto “riprova”, e nemmeno “rimedia”.

“Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell’Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere né il presente, né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto”.Tenzin Gyatso

Di corsa, di corsa, di corsa. I nostri tempi e i ritmi frenetici; non ci sono spazi non prestabiliti o attimi che non vengono contati. Si calcolano modi, tempi, luoghi, perfino gli stati d’animo o le emozioni, molto spesso.
Nessuno, in un giorno di ordinaria routine, lascerebbe l’orologio o un oggetto che indichi l’ora esatta a casa. Ogni minuto è scandito da un impegno: che sia un appuntamento di lavoro o una serata con gli amici. Mi sembra di sentire le voci riecheggiare nei nostri pensieri.

15,45 Caffè col capo(speriamo non si lamenti di quel progetto). 17,00 dentista (mica mi terrà troppo?!). 18,00 happy hour (speriamo non siano quella lì, non la sopporto). 20,00 cena in famiglia (devo cercare di sedermi lontano da mia zia e dalle sue domande inopportune)”.
Una lista della spesa: ecco come appare il nostro vivere quotidiano.

Ma organizzare le nostre giornate, quanti momenti da vivere ci fa perdere? Gli stessi che nel futuro ci rendiamo conto di non aver vissuto: abbiamo trascorso ogni attimo a progettarli dimenticandoci di viverli.

Quante persone ci trasmettono serenità e forza, nei nostri tempi?

Poche, davvero una minima parte. E sono proprio quelle che vivono il loro presente.
“Io vivo per dominare la vita, non per esserne schiavo”: percepiamo questa frase, ne “L’attimo fuggente”. Ed è proprio questa la vera chiave: non essere schiavi del nostro vivere, del nostro tempo. La progettazione, il ricordare; ci costringono alla schiavitù  e perfino agli stati d’animo da trattenere od ostentare, a seconda degli eventi.

Dominare, invece, significa prendere  il presente a piene mani, trasformandolo in un passato da ricordare, a piccole dosi, e in un futuro da sognare in maniera costruttiva.

“Il passato non si può modificare e il futuro non ci appartiene di diritto. Ciò che esiste davvero è il presente. Solo l’attimo ha importanza”. Susanna Tamaro

Cecilia Coletta

[immagini tratte da Google immagini]

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