7 ottobre 2014 lachiavedisophia

La rarità di un bene

L’oro: il paradosso dell’elemento che tutti desiderano, tutti ricercano affannosamente ma non serve a niente.

Proprio così, l’oro non ha alcuna funzione fondamentale per il nostro pianeta, non è come il rame o lo zinco, eppure con l’oro l’uomo ha voluto forgiare tutto ciò che per lui e i suoi simili possedeva un enorme valore: i gioielli e il denaro.

Per quale motivo? Cosa dà valore all’oro? Cosa lo rende l’elemento più pregiato?

Semplice: la rarità.

Dall’ inizio della vita umana sulla terra, ne è stato estratto tanto solo da riempire tre vasche olimpioniche.

Poco. Di oro ce n’è poco. Pochissimo

Certo potremmo vivere senza. La vita sulla terra continuerebbe senza alcun problema, ma agli uomini rimarrebbe l’amaro in bocca, la sensazione di essere privati del quid che dà un senso alla fatica di tutti i giorni, della speranza che aleggia sugli occhi delle giovani donne.

David Ricardo, economista:

Non esiste rapporto tra l’utilità totale e il valore. Se l’utilità è necessaria perché una merce abbia un valore di scambio, la stessa utilità non ne misura il valore. Vi sono infatti beni molto utili che valgono poco (grano); beni poco utili che valgono molto (diamanti): dei beni indispensabili che non valgono niente (aria).

Prendiamo i sentimenti.

Hanno un valore immenso: senza l’ira di Achille Troia probabilmente non sarebbe caduta in mano agli Achei; senza la malinconia oggi non potremmo leggere una strofa del Leopardi; privati dell’amore non compiremmo la maggior parte dei nostri gesti quotidiani.. baciare.. accarezzare .. sorridere.

Ma se ci domandassimo se siano davvero utili?

Facendo un rapidissimo calcolo costi­benefici probabilmente no: I sentimenti richiedono costi elevati per benefici incerti.

È come quando decidi di comprare su ebay l’ultimo iphone ad un prezzo stracciato preso dall’euforia del momento e passi le ore che ti separano dall’agognata consegna in uno stato che oscilla tra l’eccitazione e il terrore che l’attesa non termini mai.

Succede quando ami: compi il fatidico salto nel buio, decidi di fidarti, di abbandonarti completamente all’Altro che ti sta difronte, accettando il rischio che potresti cadere, che le braccia che oggi ti sorreggono un giorno potrebbero mollare la presa.

Eppure lo accettiamo. L’uomo, l’animale razionale, accetta di consegnarsi all’irrazionale. Accetta il rischio. Lo fa perché sa che non varrebbe la pena un minuto in più su questo lembo di terra se non ci fossero la pelle d’oca, il brivido che attraversa il corpo da capo a piedi, il cuore che accelera improvvisamente il suo battito, il tremolio che rende la voce fioca.

Il sentimento non è utile ma ha valore perché quello vero, quello autentico, così come l’oro è raro.

Valentina Colzera

[Immagini tratte da Google Immagini]

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