29 aprile 2014 lachiavedisophia

La Filosofia come meraviglia

Non è poi così strano domandarci che fine abbiano fatto i filosofi, un tempo persone molto ammirate, che studiavano e ricercavano i massimi sistemi e che tutti i liceali, sebbene le riforme della scuola ne riducano i contenuti,  studiano.

Chi sono i filosofi dei nostri giorni?

I filosofi dei nostri giorni non sono poi così diversi dai filosofi classici perché tutti in comune hanno un sentimento antico, ma sempre nuovo che caratterizza l’intera filosofia: la meraviglia.

È essa stessa a guidare il lavoro del vero filosofo perché è proprio la meraviglia che porta alla conoscenza e, come diceva Aristotele,

Tutti gli uomini per natura tendono al sapere

Aristotele, Metafisica

I filosofi, oltre a tendere al sapere, sono straordinariamente meravigliati da questo sapere, e più in generale dalla vita umana,

e se si fissano a guardare queste cose, realmente hanno le vertigini

(cfr. Teeteto 155b).

Così Socrate risponde al giovane Teeteto circa questo suo sentimento:

è proprio del filosofo questo che tu (Teeteto) provi, di esser pieno di meraviglia: né altro cominciamento ha il filosofare se questo.

Occorre però distinguere questo sentimento dal fanciullesco meravigliarsi della cosa nuova, anche se da li troviamo le radici: quella del filosofo è la meraviglia della coscienza di un uomo davanti all’orizzonte più ampio dell’essere (che alcuni filosofi chiamano eternità, altri condizione umana, e altri ancora pura razionalità).

È difficile stabilire chi possa essere considerato filosofo oggi: azzarderei che sono coloro che provano senso di meraviglia e che riescono ad esprimerlo in ciò che pensano, perché sono  i philos – amanti – del sophos – sapere -.

Come scrive un filosofo italiano contemporaneo,

la filosofia è interrogazione da cui non si può sfuggire senza perdere della propria umanità

A. Rigobello, Perché la filosofia

perché è un continuo mettere in questione se stessi, un sé svuotato di motivazione e pregiudizi.

Un ciclo di domandare continuo: il filosofo pone la questione e, ricercando la risposta, tende al sapere.

È una situazione esistenziale che abbraccia l’uomo in tutto il suo essere, continuando a

combattere senza miti la cultura scientista e illuministica, per dar senso alla vita.

A. Rigobello, Perché la filosofia.

Il filosofo è, quindi, l’homo viator (uomo in viaggio) perché è una persona insaziabile, sempre in camino verso un sapere più autentico.

Matteo De Boni

[Immagine copertina presa da Google Immagini; Immagine articolo presa da http://gabriarte55.wordpress.com/2012/11/02/eraclito-filosofo-greco/]

 

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