7 dicembre 2014 Ospite

Lo scorrere del tempo

“La durata delle cose, misurata a periodi, specialmente secondo il corso apparente del sole”: se cerchiamo la definizione di “tempo” è questo quello che troviamo, la semplice idea di “misurazione”.

In realtà il tempo è un concetto molto più ampio e la sua percezione è per lo più relativa: a volte può sembrarci infinito e la noia prende il sopravvento, altre invece sembra che passi troppo velocemente, ma alla fine dei conti le lancette si susseguono sempre alla stessa velocità, riempiendo le nostre orecchie con il loro fastidioso ticchettio.

Dalla preistoria ad oggi ci siamo imposti una successione di ore: l’alba e il tramonto non ci sono più bastati per dare un limite alle nostre giornate, e così ci siamo ingabbiati all’interno del piccolo spazio di un quadrante.

Se prendiamo, ad esempio, la visione di Kant il tempo è un’“entità che ci è già data a priori e di cui abbiamo bisogno per poter determinare la successione temporale dei fenomeni. Non basterebbe considerarlo come semplice susseguirsi di eventi? Senza frammentarne la grandezza? Senza farci condizionare ogni minuto? Senza farci spaventare dalla velocità con cui passa una giornata?

Una libertà tanto grande ci spaventerebbe, ci sembrerebbe di essere davanti ad una giornata infinita, e non sapremmo come muoverci senza poter programmare nulla.

La verità è che la libertà stessa tende a farci paura: la possibilità di poter gestire, almeno per un giorno, la nostra vita senza dover pensare ad altro. Se buttassimo nel cestino agende e orologi ci accorgeremmo che spesso tutto il tempo impiegato in mille altre attività nasconde la paura del vuoto.

Il famoso “horror vacui” non apparteneva solo agli antichi, forse è qualcosa di connaturato nell’uomo, ma purtroppo noi abbiamo bisogno di sentire il tempo che ci incalza spingendoci a riempire quel vuoto con altro vuoto.

Molto del tempo a nostra disposizione lo “ammazziamo” nel vero senso della parola impiegandolo in cose inutili, aspettando in modo quasi maniacale che scocchi l’ora successiva. Molte volte invece ciò che ci preme di più è vedere il giorno successivo, aprire le tende e accorgerci che è mattina, che abbiamo un altro giorno per rimediare a quello precedente.

Abbiamo dato al giorno 24 ore e alle ore 60 minuti, ma il tempo per vivere non ci basta mai quindi perché farci limitare dall’orologio?

Camilla Mariani

Ho 18 anni e frequento il liceo classico. Mi piace molto leggere,spaziando in ogni genere, l’arte, la storia e la filosofia. In futuro mi piacerebbe intraprendere un’università umanistica, ma paradossalmente anche l’ambito economico.

[Immagini tratte da Google Immagini]

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