7 marzo 2017 Sara Roggi

Come liberarsi dalla casualità: riflessioni circa il rapporto tra caso e merito

Ci sono eventi che bussano alla nostra porta inaspettatamente. Occasioni di lavoro da cogliere al volo, opportunità di studio da accettare, senza pensarci.

Trattasi di eventi che, in un modo o nell’altro, lasciano un segno nelle nostre vite spingendoci nella direzione di un cambiamento.

Talvolta, però, si resta paralizzati in un non-senso statico, privo di punti di svolta.

“È destino”- ci ripetiamo. “Non doveva andare così”. Mentre tutto si annulla, ci rinchiudiamo in un’alienazione che annienta, lasciandoci sfuggire quelle energie che, al posto di spingerci verso il basso, potrebbero farci risalire per creare il nostro universo creativo.

Il potere della casualità sembra pertanto eliminare ogni occasione di libertà, nonché contraddire la natura intrinseca dell’essere umano, espressa infatti nei termini di persona libera.

Al fine di poter dare a ciascuno la possibilità di esprimere le proprie capacità, indipendentemente dalle fortune che il caso potrebbe offrire ad ognuno di noi, il filosofo inglese John Rawls ha introdotto un “velo di ignoranza” avente le scopo di nascondere quelle differenze di tipo economico e sociale che comprometterebbero la costituzione di una società di individui eguali e liberi. Pertanto, solo una volta assicurati a ciascuno gli stessi diritti e le stesse libertà, le differenze sociali potrebbero diventare manifeste;  ciò al fine di concretizzare una corretta politica di redistribuzione delle ricchezze, assicurando ad ogni uomo la possibilità di beneficiare dei beni sufficienti per la sopravvivenza, nonché per il proprio sviluppo personale.

In assenza di risorse sufficienti di base, dunque, lo stesso principio di merito non potrebbe essere garantito in maniera egualitaria: le persone meritevoli sarebbero coloro le quali avrebbero avuto la fortuna – casuale– di nascere e di crescere in una circostanza sociale, culturale ed economica più favorevole.

Al fine di impedire la limitazione della libertà individuale, il sociologo ed economista Amartya Sen ha proposto una teoria delle capabilities, ovvero delle capacità, avente lo scopo di restituire la dignità a ciascun essere umano, attraverso una nuova politica economica fondata sulla possibilità offerta a ciascuno di attualizzare il proprio progetto di vita. Ciò in funzione di un dialogo tra le opportunità e le libertà di ogni individuo da un lato, e le risorse fisicamente esperibili, dall’altro.

Essere meritevoli, pertanto, significa riuscire, nel nostro piccolo, a seminare le opportunità che la vita ci offre, al fine di poter coltivare quell’orticello personale impastato di libertà che ci permette di essere noi stessi, indipendentemente da ciò di cui il “destino” ci rende destinatari, per così dire, casualmente.

 Sara Roggi

Articolo scritto in occasione del primo incontro ‘Caso/merito’ della rassegna ‘Tra realtà e illusione’ promosso dall’Associazione Zona Franca

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