28 maggio 2014 lachiavedisophia

Jacques-Louis David (Parigi, 30 agosto 1748 – Bruxelles, 29 dicembre 1825)

Jaques Louis David fu colui che introdusse il Neoclassicismo in Francia. Egli rappresentò il punto di riferimento artistico fondamentale dal periodo della Rivoluzione fino alla caduta di Napoleone. David nacque a Parigi nel 1748, in una famiglia borghese. Dopo una formazione artistica Rococò, ottenne l’ambitissimo Prix de Rome Premio di Roma che gli permise di trasferirsi per alcuni anni in Italia. Durante il soggiorno all’estero, l’artista ebbe la possibilità di scoprire l’arte italiana, non solo antica ma anche figure come Michelangelo, Raffaello e Caravaggio. In breve tempo acquisì uno stile neoclassico, prediligendo nei suoi dipinti figure e vicende storiche, utilizzando episodi classici da proporre come “esempi di virtù” ai suoi contemporanei. Per sedici anni fu il pittore ufficiale di Napoleone, descrivendo anno per anno il suo regno, adottando per l’occasione uno stile più realistico. In seguito della disfatto di Napoleone e con l’arrivo della Restaurazione, David fu esiliato a Bruxelles, dove restò fino alla morte, tornando a dedicarsi ad opere con soggetti mitologici.

La morte di Socrate
(1787, olio su tela, 129,5×196,2 cm, Metropolitan Museum of Art, New York)

È giunto ormai il tempo di andare, o giudici, io per morire, voi per continuare a vivere. Chi di noi vada verso una sorte migliore, è oscuro a tutti, tranne che al Dio.

Platone, Apologia di Socrate

David, in questo dipinto basato su Fedone di Platone, raffigura un Socrate che si batté per educare i giovani ad Atene e che preferì la morte alla rinuncia dei propri ideali.

Il filosofo è rappresentato al centro della scena mentre discute indicando il cielo con un dito e tenendo, con l’altra mano, una coppa contenente la cicuta mortale. Socrate appare lucido e coraggioso nei riguardi di ciò che gli sta per succedere; la sua figura si contrappone con quella dei suoi discepoli, deboli e disperati. Lo stesso Platone è rappresentato di profilo, rassegnato, ai piedi del letto dando le spalle al maestro. L’artista ha reso questo dipinto straordinario grazie alla sua capacità di dare, attraverso i gesti, espressività ai personaggi.

… questo ha sotto scritto e giurato Meleto di Meleto, Pitteo, contro Socrate di Sofronisco, Alopecense. Socrate è colpevole di non riconoscere come Dei quelli tradizionali della città, ma di introdurre Divinità nuove; ed è anche colpevole di corrompere i giovani. Pena: la morte.

Lettera d’accusa contro Socrate presentata da Meleto in Diogene Laerzio, Vita e dottrine dei filosofi, II, 5, 40

Socrate non considerava ingiuste le Leggi della Polis, ma unicamente il comportamento degli uomini.

Ora dunque tu te ne andrai all’Ade ingiustamente condannato non da noi Leggi, ma dagli uomini.

Critone, XVI

È giusto, quindi, al tempo di Socrate come oggi, che ci siano Leggi ma gli uomini devono saperle utilizzare correttamente e non approfittare di esse per scopi personali, altrimenti quella che dovrebbe essere giustizia sfocia in ingiustizia.

Ilaria Berto

[Immagini tratte da Wikipedia: Immagine copertina Patroclo, Prima immagine Autoritratto]

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