20 ottobre 2016 Nicole Della Pietà

Io sono abbastanza

“Io sono abbastanza.”

Me lo devo ripetere infinite volte, quasi a svestire le parole stesse del loro più intimo significato, per convincermi, per capire, per regalarmi possibilità che ho negato a me stessa, nella distorta visione di non valere, di essere insignificante.

“Io sono abbastanza.”

Devo sussurrarlo piano nella mente, una cantilena che accompagna le notti estive, irrigate dalle lacrime che la paura di aver coraggio di buttarsi porta con sé.

Io sono abbastanza per poter sorridere, per poter consapevolmente scegliere di percorrere la strada che più mi rende felice… perché ognuno di noi, in fondo, sa esattamente quale sia il percorso da compiere per giungere al sorriso che culla i sonni. Tuttavia, il lavoro interiore da compiere per “autorizzare” il proprio io a travalicare il confine è estenuante, logorante, distrugge ciò che era, quasi a sottoporre l’individuo ad una prova pratica: se dalla distruzione riuscirà a ricavare nuova vita, la linea di mezzo si dissolverà, lasciando spazio alla serenità.

Perché quando tutto va male, quando la montagna inizia a crollare macigno dopo macigno e il tuo corpo cade nel vuoto, la mente corre a ritroso, cercando di individuare il passo falso che ha smosso il primo, minuscolo, insignificante sassolino… e gli errori non potrebbero apparire più nitidi, come pugnalate sferrate con foga dal rimorso che per anni ha divorato l’animo, sussurrando incessantemente che non sono abbastanza, che ho meritato ogni taglio, ogni graffio, ogni lacrima…

Rincorro la perfezione, perché il minimo segno e gesto di approvazione mi danno l’attimo di orgoglio e tranquillità per poter credere di valere; ma il velo si scosta, la realtà è come il vento del nord, forte e fermo, in grado di spazzare via le difese e le maschere che celano e, molte volte, proteggono fragilità.

E l’ultimo millimetro, mi separa dal terreno, dall’inevitabile distruzione di ciò che è stato.

Dentro di me urlo, urlo che ne vale la pena, che trasformare i resti di me in qualcosa di nuovo è giusto, perché io “sono abbastanza”… Lo urlo, ma non sento.

Me lo chiedo, se ciò che credo possa essere, se l’aver preso la mia vita, averla distrutta e ricomposta sotto nuova forma, è stata la scelta giusta per me, se il sorriso di oggi sarà anche domani presente… se tutto ciò è realtà, verità… o se è solo inganno della mente… se è solo nebbia tra gli alberi di montagna dopo il temporale: destinato a svanire, quasi a non esserci mai stato.

Nicole Della Pietà

[Immagine tratta da Google Immagini]

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