18 febbraio 2016 Tommaso Meo

In memoria di Aaron Swartz, il figlio di internet

Lo scorso mese si sono commemorati, forse non abbastanza, i tre anni dalla morte di Aaron Swartz, il bambino prodigio, programmatore, blogger, startupper e attivista americano, suicidatosi a soli 26 anni.

Swartz si è tolto la vita l’11 Gennaio 2013, impiccandosi nel suo appartamento di New York. Era indagato per aver scaricato file scientifici dal sito Jstor e rischiava 35 anni di prigione e una multa fino a 4 milioni di dollari. Ma non è stato dimenticato. Ecco perché è importante ricordare lui e le sue battaglie.

“L’informazione è potere. Ma come con ogni tipo di potere, ci sono quelli che se ne vogliono impadronire.”
Aaron Swartz (1986 – 2013)

Quando nasci nei sobborghi di Chicago, hai pochi amici, ma sei estremamente brillante e curioso fin dai primi anni d’età e il tuo primo giocattolo è un computer, allora la strada è ben indirizzata, come racconta egli stesso in varie interviste.

Aaron inizia a programmare all’età di 10 anni insieme ai due fratelli nel garage di casa e a 14 è già un affermato informatico, attivo in forum e convention geek, collaborando alla creazione di siti internet. Come raccontato nel documentario del 2014 The Internet’s Own Boy (online gratuitamente su Youtube e sottotitolato in italiano), Aaron aveva progettato per un concorso scolastico un sito simile a Wikipedia, prima della nascita di questa; “Quando mi dicevano: bello questo Wikipedia vero? io rispondevo: si ma noi ce l’avevamo in casa già cinque anni fa.” racconta uno dei fratelli. Questa infinita curiosità e volontà di conoscenza che si delineava già da allora sarà sempre il filo conduttore dei lavori e delle campagne del ragazzo prodigio di Chicago.

Swartz ha preso parte attiva nella creazione di molte cose che usiamo quotidianamente sul web. Nel 2001, sempre a 14 anni, ha contribuito a creare la prima versione della specifica RSS, il formato per la distribuzione dei contenuti web, sì proprio quella cosina con la quale possiamo aggregare i feed di vari siti e ricevere notizie proveniente da più canali. Con il suo mentore e poi amico Lawrance Lessing ha anche sviluppato l’idea dei Creative Commons (Cc): ovvero le licenze che stanno riformando il mondo del diritto d’autore, nate per la distribuzione gratuita delle opere, garantiscono all’autore solamente la proprietà intellettuale dell’idea. Il successivo sito per creare e aggregare contenuti fu Infogami, di cui Swartz fu cofondatore e che confluì in Reddit, sito di social news, che arrivò a raggiungere i 9 milioni di utenti al mese, prima di essere venduto. E sempre lui si celava dietro a Tor2web.

Ma Swartz non fu solo un genio informatico o meglio non si limitò a questo, poiché intrattenne anche una saltuaria carriera giornalistica e una prolifica attività di blogging, i cui scritti sono da poco raccolti nel libro “Il ragazzo che poteva cambiare il mondo”. Ma lo resero una vera e propria icona e un paladino della rete le battaglie che condusse in prima persona nella parte più matura della sua breve vita e che hanno come comune denominatore il libero accesso alle informazioni che il web può garantire e che non sempre invece garantisce e la democrazia di internet. Ha preso parte al progetto Open Library dell’Internet Archive: una specie di Wikipedia che raggruppa schede di informazioni sui libri, tutto open source, e si è battuto come attivista e portavoce contro la SUPA, una legge del congresso sul copyright e la pirateria che rischiava però di oscurare indiscriminatamente moltissimi siti, riuscendo a bloccarla grazie al larghissimo sostegno della rete e delle piazze.

Il suo attivismo, che dicono molti suoi intimi era diventata la sua vera vocazione, tanto da fargli pensare a una carriera politica, lo portò ancora di più a lottare in tutti i modi per un internet migliore che nella sua equazione significava un mondo migliore. Nella fattispecie ha lavorato per la creazione di una piattaforma di whistleblowing, Whatchdog.net che permette ai dipendenti di denunciare abusi o corruzioni che accadono nelle aziende sotto i loro occhi, mantenendo l’anonimato. Questo sito si espanderà poi in Demandprogress.org altro sito che raccoglie petizioni per migliorare internet, e come già accennato, la battaglia, cruciale per Swartz, dell’open acces, il libero accesso alla scienza e alle informazioni. A questo proposito scrive il Guerrilla Open Access Manifesto, un vero e proprio piano d’azione nel quale in particolare indica il libero accesso alla scienza, che molte volte è invece messa sotto chiave e resa disponibile solo a coloro che sono disposti e possono pagare per essa, come vero veicolo di democrazia.

Nel 2011 Swartz prese di mira la compagnia Jstor, che possiede un archivio di articoli scientifici a pagamento, e tramite i server del MIT di Boston hackerò il sitema per scaricare documenti scientifici.

Venne scoperto e l’FBI, insieme ai servizi segreti preposti ai reati informatici istruisì un caso per furto e possibile ricettazione di documenti.

Sebbene Jstor stesso non ritenne di sporgere un accusa contro Swartz, il procuratore del Massachussetts Carmen Ortiz decise di portare avanti il caso. Swartz venne arrestato e poi rilasciato su cauzione, quindi invitato ad ammettere le sue colpe e patteggiare, cosa che non farà mai. Gli si contestava infatti la possibile vendita di questi documenti, cosa altamente improbabile, e infatti questa indagine che trattava con tale sproporzione un incensurato suscitò molto scalpore. “Rubare è rubare” disse il procuratore, ma Swartz non danneggiò niente e nessuno, voleva solo “liberare” quei documenti per metterli a disposizione o servirsene lui; documenti datati tutti prima del 1923 che in seguito Jstor rese comunque pubblici. Il processo ad Aaron Swartz fu un atto che aveva lo scopo di servire come deterrente contro dei possibili futuri criminali informatici. Aaron che per buona parte della sua vita aveva lottato per un web più aperto e più libero era stato messo alle corde da una vecchia legge, il Computer abuse and fraud act (CFAA) entrata in vigore prima dell’avvento del World Wide Web. Aaron Swartz non ce la fece a superare due anni di battaglie legali e una probabile depressione, e questo ci ha portato via prematuramente non solo un genio dei computer ma, a detta di moltissimi, una delle menti più brillanti della sua generazione, uno che il mondo poteva cambiarlo davvero, perché, in fondo, era quello che voleva.

Dopo la morte di Aaron, un gruppo di deputati, capitanati da Ron Wyden, ha presentato una proposta di modifica al CFAA, per attualizzarlo dopo 30 anni di politiche anacronistiche, con il nome di Aaron’s Law.

Tommaso Meo

 

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