16 agosto 2015 Sara Caon

Il pifferaio magico

Chi non conosce la storia del pifferaio magico? Beh, io ne ho incontrato uno.
Ma partiamo dalla famosa fiaba.
C’era una volta un uomo con un piffero che si presentò ad Hamelin, in Bassa Sassonia, per proporsi di disinfestarla dai ratti che la occupavano. Avuto l’assenso delle autorità (e la promessa di esser ben pagato) il pifferaio cominciò a suonare. I ratti, presi dall’incanto della musica del pifferaio, lo seguirono fino al fiume e lì annegarono. Compiuto il suo dovere, il pifferaio pretese il pagamento, ma le autorità di Hamelin si rivelarono essere bugiarde ed infide e non lo vollero pagare. Il pifferaio, allora, decise di vendicarsi. Mentre gli adulti erano in chiesa, cominciò nuovamente a suonare, attirando a sé a poco a poco tutti i bambini della città che lo seguirono fino ad una caverna. A questo punto, la fiaba ha molte versioni: c’è chi la fa finire bene e chi no, ma io non voglio svelarvele.

 
Tornando a noi… poco meno di un mese fa anch’io ho conosciuto un pifferaio, e un poco magico lo era. Trascinava un carrettino colmo di strumenti musicali da lui costruiti con materiali naturali, in legno, osso, conchiglia. Principalmente pifferi e flauti di ogni forma e dimensione, di tradizione etrusca e celtica. Si chiamava Ferentz Janos (questo il suo sito: tutora.tripod.com), ed è un artista liutaio e musicista ungherese simpaticissimo che gira l’Europa da anni con la sua musica.
Affascinate dal suo carro, io e mia sorella l’abbiamo avvicinato mentre suonava un flauto nel mezzo della via principale di Pergine Valsugana, nel pieno delle Feste Medievali.

 
Ci ha mostrato ogni pezzo che aveva costruito con le sue mani, traendone suoni bellissimi, e poi, nel mezzo della conversazione, ci ha stupite con: «Io sono il vero filosofo. Non seguite gli altri, seguite me».
Sono convinta che ogni persona possa diventare consapevole di essere filosofa. Siamo tutti filosofi. Eppure, il pifferaio “magico” che ho incontrato non era d’accordo. Ci ha invitate a seguirlo, come ogni pifferaio che si rispetti farebbe. La sua musica era affascinante, melodiosa, incantatrice, come ogni musica di pifferaio dovrebbe essere. Ma noi abbiamo a sua volta stupito lui. O forse non l’abbiamo stupito, ma abbiamo intravisto come cambiare il corso della storia del pifferaio.
Abbiamo comperato un flauto. Ci siamo fatte insegnare i segreti del mestiere (o meglio, quel poco che lui voleva condividere). E poi, l’abbiamo salutato e siamo andate per la nostra strada con un pezzetto di lui. Un flauto per diventare, se solo lo vorremo, a nostra volta pifferai magici. A nostra volta “veri” (chissà) filosofi.

 

Sara Caon

[immagine di proprietà di Sara Caon]

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