12 febbraio 2015 Valentina Colzera

Frantz Fanon

 

Frantz Fanon (1925-1961) è uno psichiatra originario delle Antille che ha vissuto gran parte della propria vita in Francia, ma oltre ad essere uno psichiatra Fanon è un intellettuale, uno scrittore, con una capacità introspettiva invidiabile, perchè le storie di cui narra le ha vissute sulla propria pelle.
Ha provato il gelo dello sguardo razzista posato sul suo corpo
Ha ascoltato le parole piene di rabbia che quotidianamente gli venivano rivolte
Ha sentito il ribrezzo di coloro che gli si sedevano accanto nei mezzi pubblici e ne ha provato vergogna.

Pelle nera, maschere bianche. Il nero e l’altro

“Toh un negro!” era uno stimolo esteriore che mi colpiva secco e leggero in mezzo alla fronte mentre passavo. Abbozzavo un sorriso.
“Guarda un negro!” era vero. Mi divertivo.
“Guarda un negro!” A poco a poco il cerchio si stringeva. Mi divertivo apertamente.
“Mamma, guarda il negro, ho paura” Paura? Paura? Si mettevano ad avere paura di me. Volli divertirmi fino a soffocare, ma mi era diventato impossibile. […]
Dove collocarmi? O se preferite: dove cacciarmi?
Dove nascondermi?
“Guarda quel negro!… Mamma, un negro!… Zitto che si arrabbia…Non badateci signore. Non sa che siete civilizzato quanto noi!…”
In quel bianco giorno d’inverno il mio corpo mi ritornava disteso, disgiunto, rimesso insieme, tutto dolorante. Il negro è una bestia, il negro è cattivo, il negro è maligno, il negro è brutto.
“Toh, un negro…fa freddo”: il negro trema, il negro trema perchè fa freddo, il ragazzino trema perchè ha paura del negro, il negro trema di freddo, questo freddo che torce le ossa, il bel ragazzino trema perchè crede che il negro tremi di collera, il ragazzino bianco si getta in braccio alla madre : “Mamma il negro mi mangerà!”.
Nei dintorni il Bianco, in alto il cielo si strappa l’ombelico, la terra mi scricchiola sotto i piedi in una canzone bianca, bianca. Tutto questo biancore che mi calcifica…

Valentina Colzera

[Immagini tratte da Google Immagini]

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